Venerdì 10 Febbraio 2012
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Bloomberg, da sindaco di New York a candidato indipendente?

8 Gennaio 2008

Mentre continua la rincorsa dei candidati repubblicani e democratici nelle elezioni primarie del New Hampshire, il sindaco plurimiliardario di New York, Michael Bloomberg, ruba l’attenzione dei media e del pubblico sul palcoscenico di un forum bipartisan in Oklahoma. L’occasione è un incontro con altri leader politici moderati per discutere dell’eccessiva polarizzazione dei due partiti americani, con l’obiettivo di spingere democratici e repubblicani a un maggiore dialogo. Ma il sospetto è che il meeting sia un’ulteriore spinta per la candidatura di Bloomberg alle presidenziali come indipendente, nonostante il sindaco newyorkese, per ora, smentisca.

Bloomberg ha militato per lungo tempo nelle file dei democratici ed è diventato repubblicano in occasione della sua candidatura nel 2001 a primo cittadino della Grande Mela. Lo scorso giugno ha deciso di rompere il legame con entrambi i partiti, alimentando le voci di una sua possibile candidatura come indipendente.

In una campagna presidenziale con pochi favoriti, la sua entrata in scena è auspicata da molti. Bloomberg critica i candidati attuali per la loro incapacità di proporre soluzioni a problemi come la sanità, la politica estera e l’economia del paese. Questi, invece, passano il tempo ad attaccarsi l’un l’altro e hanno paura di prendere rischi. “Le persone hanno smesso di lavorare insieme, il governo non funziona, non c’è collaborazione e intesa”, dichiara Bloomberg all’evento, applaudito dalla folla di simpatizzanti.

Gli organizzatori del forum, tra cui pubblici funzionari di oggi e del passato appartenenti ad ambo gli schieramenti, vogliono mandare un messaggio forte ai candidati, messaggio che con l’adesione di Bloomberg all’incontro diventa quasi una minaccia. Nell’invito inviato ai partecipanti si legge: “Il nostro sistema politico è, come minimo, distorto e molti lo considerano spezzato, in un momento in cui l’America deve governare con coraggio, a casa e fuori”. L’ex senatore democratico David Boren, presidente dell’Universita dell’Ocklahoma che ospita il meeting, mette in guardia i candidati: “Per favore, siate all’altezza della situazione, altrimenti c’è sempre la possibilità di un candidato indipendente”. L’allusione è a un terzo partito con in testa Bloomberg. Recentemente, lo stesso Boren ha dichiarato al New York Times che se i candidati attuali non mostrano un miglioramento, sarà “tra quelli che spingeranno Bloomberg a considerare seriamente di candidarsi come Presidente”.

I candidati ascoltano e rispondono: sia Obama che Huckabee, vincitori in Iowa, inseriscono nei loro discorsi messaggi bipartisan invitando ad un’unità che vada oltre le divisioni dei partiti, un argomento che piace agli elettori indipendenti, essenziali nelle prossime elezioni.

Bloomberg ha dichiarato a Capodanno in diretta nazionale di non volersi candidare, ma non è stato sufficiente a fermare le voci. Se dovesse cambiare idea, lo farà nelle prossime settimane. In quanto indipendente, non deve passare le primarie, ma deve raccogliere firme in ogni stato per entrare nel ballottaggio; la prima scadenza è in Texas, dove dovrà raccogliere 74.100 firme entro il 12 maggio. Il tour de force di un’eventuale candidatura sarebbe largamente facilitato dal suo patrimonio stimato fino a tredici miliardi di dollari.

La possibilità di autofinanziarsi la campagna presidenziale lo svincolerebbe da obblighi verso le lobby, un grande vantaggio secondo i suoi sostenitori che ne apprezzano anche l’abilità nel tradurre le sue capacità manageriali in campo politico. Bloomberg, ad esempio, sostiene l’importanza di definire le nomine al governo sulla base delle competenze e non dell’affiliazione politica. Tuttavia, malgrado la recente veste di figura indipendente, molti considerano Bloomberg più democratico che repubblicano per le sue posizioni in materia sociale: è favorevole al matrimonio gay, all’aborto e ad un maggiore controllo sulle armi da fuoco. Tra i provvedimenti più noti presi nel corso dei due mandati come sindaco di New York, il divieto di fumare nei luoghi pubblici (contestato all’inizio, ma elogiato in seguito visto il decremento dei casi di tumore); il recente divieto di utilizzo di acidi grassi trans nei ristoranti di New York perché nocivi al sistema cardiovascolare; la centralizzazione del sistema scolastico e il collegamento delle retribuzioni alle prestazioni, con un notevole aumento di stipendio per gli educatori più capaci; gli incentivi economici alle persone con basso reddito che frequentano corsi scolastici o svolgono un apprendistato.

Commenti
Roberto Castellano
09/01/08 15:53
Bloomberg for President
Mi sembra che i candidati democratici di spicco Obama e Hilary Clinton non siano all'altezza di diventare Presidenti degli Stati Uniti e anche i rebubblicani non hanno trovato finora alcun candidato di valore. Penso quindi che la candidatura di Bloomberg come indipendente possa essere l'idea vincente.
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