Giovedì 24 Maggio 2012
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Lista unica Fi-An. E Berlusconi
lancia l'ultimatum a Casini

8 Febbraio 2008

Da una parte, una scelta apparentemente coraggiosa – la corsa solitaria del Pd veltroniano – ma in realtà dettata da un mero stato di necessità. Dall’altra, lo scatto libero e volontario che nessuno (o quasi) si aspettava, e che in pochi minuti – giusto il tempo di un intervento a “Panorama del giorno”, il programma di Maurizio Belpietro – ha smontato clamorosamente l’armamentario propagandistico che in queste prime battute di campagna elettorale aveva platealmente ispirato le comparsate televisive dei “democratici”: noi siamo il nuovo, di là c’è lo stesso vecchio caravanserraglio che Berlusconi propone da ormai quasi tre lustri.

Una trovata che fino ad oggi sembrava aver funzionato, come alcuni sondaggisti s’erano affrettati a far sapere al padrone di casa di Piazza Sant’Anastasia. Ma che da oggi sarà un’arma spuntata: mentre in molti lo consideravano come un progetto quasi archiviato, il Popolo della Libertà si riaffaccia prepotentemente sulla scena politica con connotati estremamente concreti: via i simboli di An e Forza Italia, al loro posto ci sarà una lista unitaria col simbolo del Pdl, federata al Nord con la Lega, aperta a quanti vorranno aderire (l’hanno già annunciato Daniele Capezzone, Carlo Giovanardi, Lamberto Dini, Gianfranco Rotondi, ha dato il suo plauso Alessandra Mussolini), cui seguirà la costituzione di gruppi parlamentari unici.

“Non c’è nessuna contromossa da parte mia rispetto alla decisione di Veltroni”, ha specificato il Cavaliere, presagendo – a ragione - quale sarebbe stato il leitmotiv con cui il Pd avrebbe cercato di parare il colpo. Difatti, poco dopo l’annuncio è toccato a Dario Franceschini dare il “la” ai Democratici (“il dibattito e il terremoto nel centrodestra sono assolutamente una conseguenza della nostra scelta coraggiosa e innovativa”) seguito qualche ora dopo dallo stesso segretario (“è certo un tentativo di rispondere alla nostra sfida ma il problema non è fare il maquillage ma fare una scelta coraggiosa. Non conta il cambio di vestito ma la sostanza”). Detto dal sindaco dell’effimero, che un esponente forzista ebbe a definire “impresario teatrale”, fa un certo effetto. Se non fosse che neppure il duo più glamour della politica italiana potrebbe negare l’evidenza: l’eroismo del Pd consiste nel liberarsi giocoforza di una zavorra elettoralmente disastrosa, e di rafforzare attraverso uno sconfitta dignitosa una leadership mediaticamente brillante ma politicamente debole.

Ma tant'è. A seguito dell'annuncio di Silvio Berluconi, si è subito presentato l'interrogativo sul posizionamento dell'Udc. Il Cavaliere ne ha auspicato l'ingresso nel Pdl, e non poteva essere altrimenti. Altrettanto prevedibilmente, lo stato maggiore di via dei Due Macelli - prima il segretario Lorenzo Cesa, qualche ora dopo lo stesso Pier Ferdinando Casini - ha respinto l'offerta. Ma mentre l'ex presidente della Camera lasciava aperta la porta ad una eventuale federazione, Berlusconi ha chiarito la posizione del soggetto unitario al riguardo: "Spero che l'Udc aderisca - ha detto il Cav -. Se non aderiscono, noi andiamo avanti ugualmente. Nessuno può negare che siamo alleati, ma non nella stessa coalizione. Possono presentarsi da soli, e poi in Parlamento potremo naturalmente trovare un accordo per farli entrare in un'alleanza".

Il paragone con la Lega, infatti, non regge. Quest'ultima è un partito dalla forte connotazione territoriale, presente al Nord con radicate e significative percentuali di consenso, ma pressoché assente nel resto d’Italia. Circostanza che ben spiega la scelta di un vincolo federativo con il Popolo della libertà. Diverso è il caso dell’Udc. Si tratta di un partito a diffusione nazionale: stabilire un vincolo di alleanza con il Pdl senza prevedere una confluenza, dunque, significherebbe in qualche modo depotenziare la portata della scelta che Fini e Berlusconi hanno compiuto in queste ore. Aggregare i due partiti maggiori del centrodestra lasciando ad un terzo la facoltà di allearsi mantenendosi autonomo vorrebbe dire senz’altro operare una semplificazione e procedere in avanti lungo il percorso unitario, ma fornirebbe argomenti di un certo appeal a quanti, da sinistra, sostengono che la nuova formula con cui lo schieramento moderato si presenta alle elezioni non è altro che una versione riveduta e corretta della Cdl.

Un ulteriore elemento che sconsiglia un'alleanza formale tra Udc e Pdl riguarda la dimensione costituente e profondamente riformatrice che la nuova legislatura probabilmente assumerà. Se è una rivisitazione del sistema istituzionale che il nuovo Parlamento si troverà ad affrontare, la diversità di visione che l’Udc ha sempre manifestato rispetto al resto del centrodestra – anche recentemente in occasione del dibattito sulla legge elettorale – tornerebbe a riproporsi, questa volta drammaticamente. Meglio sarebbe, allora, raccogliere – questo sì – il guanto di sfida della “vocazione maggioritaria”, puntando a rendersi numericamente autonomi dai centristi.

Per stabilire accordi di governo in seguito c’è sempre tempo, e lo stesso Berlusconi si è espresso chiaramente in tal senso. Ma sarebbe un peccato mortale affossare sul nascere la prospettiva di una riforma del Paese per non avere il coraggio di fissare adesso una frontiera ben definita.

Commenti
PANSA
08/02/08 18:32
AMMIRO CASINI, MA E'MEGLIO
AMMIRO CASINI, MA E'MEGLIO TENERLO FUORI DALLA LISTA UNICA DEL PDL.
Luigi Lucatelli
09/02/08 12:27
A Pierferdinando
Finalmente la casa della libertà è fuori da ogni logica di appartenenza. Da militante di A.N. apprezzo moltissimo che il Partito oggi si presenta nello stesso contenitore insieme a F.I. e la lega. Credo sinceramente che gli Elettori premieranno questa scelta e che Casini subirà una sonora sconfitta. Chiunque è fuori dal contenitore che il Presidente Berlusconi ha fortemente voluto è destinato a scomparire. In questo momento vedo che Pierferdinando lascia il suo modo moderato di fare politica e definisce vigliaccata l'azione di Berlusconi. Forse ha dimenticato la scorsa campagna elettorale, quando la sinistra vinse per abbandono alla prima ripresa del concetto di unità politica, adottato dall'UDC o quando per oscuri motivi si perse la regione Lazio. Presidente la sua decisionalità oltre a far bene a noi elettori del Centro destra sicuramente farà anche bene all'Italia. Noi non vogliamo prime donne ma solo chi opera per il bene comune. Grazie
roberto corsi
09/02/08 20:49
Io non ammiro Casini, per
Io non ammiro Casini, per cui è meglio tenerlo fuori dalla lista unica del Pdl.Come disse una volta Craxi, le volpi finiscono in pellicceria.
maurizio griffo
09/02/08 23:15
partito canaglia
quello di casini è un partito del tutto inutile, anzi dannoso.
Eugenio Armando Dondero
11/02/08 14:11
NO AI SAVOIA IN POLITICA
Lettera aperta del CMI al Principe Emanuele Filiberto di Savoia Altezza Reale, è venuta l'ora di spiegarsi chiaramente. Mentre Lei da anni fa dichiarazioni su tutto e di più, resta gravemente muto in gennaio per le ricorrenze relative alle tre Regine d'Italia (Margherita il 4, Elena l'8 e Sua Nonna Maria Josè il 27) e anche per il 130° anniversario della morte del Padre della Patria (il 9). Per gli Ebrei non va purtroppo oltre le dichiarazioni. Infatti, venerdì 1° febbraio il quotidiano Libero ha lanciato un appello contro il boicottaggio anti- israeliano della Fiera del Libro di Torino (capitale del Piemonte di cui Lei porta il titolo in qualità di Principe Ereditario). Il 2 febbraio la prima lista dei firmatari includeva il nome del Portavoce del CMI, il Presidente del Centro Pannunzio, il Vice Direttore del Corriere della Sera Magdi Allam, l’Assessore alla Cultura di Milano On. Vittorio Sgarbi, numerosi universitari e tante altre personalità e semplici italiani difensori della libertà. Un elenco è stato pubblicato ogni giorno e si è notata l'assenza di altri dirigenti monarchici fino al 7, quando hanno firmato il Presidente e il Segretario Nazionale dell'UMI, ma di Lei e dei nani (sette?) della Convenzione Nazionale Monarchica o di Valori e Futuro nulla, nessuno ha risposto a questo giusto appello per la libertà. Si poteva pensare che foste assenti ma l'Adnkronos del 6 febbraio prova il contrario: "Scende in campo in vista delle prossime elezioni il Movimento Valori e Futuro, fondato dal Principe Emanuele Filiberto di Savoia. Ad annunciarlo il segretario nazionale Filippo Bruno di Tornaforte. ''Abbiamo riunito oggi l'Ufficio Politico del Movimento - ha riferito - che ha deciso all'unanimita' di convocare per martedi' 19 alle ore 18.00, presso la Sede Nazionale in Via Zanardelli 36, il Consiglio Nazionale del Movimento in vista della prossima scadenza elettorale. L'ordine del giorno prevede gli adempimenti organizzativi e le indicazioni delle linee guida per la campagna elettorale e la formazione delle liste Valori e Futuro per le Elezioni Politiche e Amministrative''. ''Il Consiglio Nazionale - ha aggiunto - dovra' esprimersi in merito all'ordine del giorno e successivamente convocare i coordinatori regionali e provinciali e procedere alla raccolta delle firme.'' Dunque Lei è troppo impegnato per i Reali e per gli Ebrei ma non per la politica? Lei, che da quando è arrivato in Italia è un fuoco d’artificio senza freni e senza rete (anche con petardi umidi), stupisce con i più impensabili voli pindarici, con sprezzo del pericolo e del ridicolo. Ed ecco ora incarna il politico e Valori e Futuro, che lei presiede, sta formando delle liste "per le elezioni politiche e amministrative''. Un’abitudine ormai? Pensavamo che Le fosse bastata la brutta figura del fallimento elettorale del 2006, con gli eredi della prima repubblica. Invece no, Lei non si ferma, come non si ferma la sua voglia di “nuovo”, spasmodica e sempre più stupefacente: eppure il nuovismo non sempre porta a cose buone. E certamente il nuovismo non può essere fatto con gli eredi di chi ha mandato in esilio suo Nonno, Re Umberto II. Abbiamo constatato con stupore che Valori e Futuro è più trasformista di Fregoli, più camaleontica di Zelig, più versatile di Noschese, ma che rifiuta di pubblicare il suo statuto, il suo regolamento interno, il cognome dei suoi delegati, che il suo Esecutivo è formato ora solo da tre persone (compreso Lei) e che le cariche importanti (Segretario Nazionale e Coordinatore Nazionale) sono tutte nelle mani del Suo segretario. Non solo: Valori e Futuro non ha mai rispettato la buona norma che prevede per tutte le associazioni la convocazione di assemblee e un rendiconto amministrativo e finanziario ai soci… E potrei continuare. Le ricordiamo il comunicato del 22 febbraio 2006 del MMI: "Valori e Futuro non può più essere considerata una associazione culturale, è divenuta lo strumento politico del principe Emanuele Filiberto”. Queste le parole del segretario nazionale Mmi Alberto Claut dopo le dichiarazioni pubbliche sull’accordo politico con il “Bignami” della DC di Rotondi, sempre più in lotta legale con quella di Sandri. Le notizie giunte ieri da Roma sulle “candidature” indicate ed accettate con la “benedizione” del leader della Casa delle Libertà confermano la nascita di un nuovo movimento alternativo all’Mmi, all’ Umi, ad A.M. che si è dichiarato “a – monarchico” al cui vertice c’è un Principe Ereditario (!). “Ne prendiamo atto e agiremo di conseguenza fedeli alle nostre tradizioni nell’ottica politica che ci ha sempre distinti in questi vent’anni di attività; ben venga la concorrenza se sarà di stimolo per il bene dei cittadini italiani. Certo è che proviamo davvero imbarazzo trovandoci nella situazione di rapportarci da pari a pari con chi meriterebbe, a giudizio dei monarchici, un chiaro ruolo super partes cui ora ha palesemente rinunciato”. Altezza Reale, Si fermi: è ancora in tempo. Se Valori e Futuro vuole fare delle liste dia le dimissioni dalla presidenza o, se proprio non se la sente, almeno, si autosospenda dalla carica entro il 18 febbraio p.v. Sia finalmente Principe Ereditario, rispettando per primo le prerogative del Capo della Reale Casa, invece di calpestarle. Faccia l'italiano evitando di denunciare chi non la pensa come Lei. Faccia il democratico rispettando le leggi e le regole. Faccia il padre e il marito tutto l'anno. Non ci dica o ci faccia dire da un qualsiasi "Paggio Fernando", da un avvocato o da un tribunale che l'abbiamo offeso perché le nostre affermazioni derivano solo da fatti incresciosi dei quali Lei ed i suoi cortigiani siete purtroppo gli autori. Le scriviamo perché crediamo nell'Istituto Monarchico e siamo scandalizzati dal fatto che Lei lo riduca ad un business con persone indegne di fiducia, come l'unico, anche se passato, Vicepresidente di Valori e Futuro, o ad uno strumento a disposizione di ambizioni elettorali incompatibili con lo status di Principe Ereditario. Deve scegliere: Principe Ereditario o politico. E ricordi che non può fare il politico strumentalizzando il nome della Casa che ha fatto l'unità nazionale. Inoltre sia chiaro che Lei ed i suoi non potete parlare o agire a nome "dei monarchici", che non avete mai rappresentato e che non rappresentate. Infine Le ricordiamo che la Monarchia è alternativa solo alla repubblica, non a un partito o ad una coalizione politica. 10 Febbraio 2008 Coordinamento Monarchico Italiano Il Portavoce Eugenio Armando Dondero 347.9046236
Angelo
13/02/08 08:03
Casini ha problemi?
Buongiorno, credo che Casini non ami il " nuovo " perchè, probabilmente, ha problemi con il " vecchio ". Aiutiamolo!!
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