Faremmo bene a premunirci per quest’inverno! Freddo e buio sono alle porte. L'allarme energia viene direttamente dall'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti. Sembra proprio che la sicurezza del sistema energetico italiano sia peggiorata in questi ultimi due anni, quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Ormai la preoccupazione è ampiamente condivisa anche da esponenti illustri del Governo Prodi come il Ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani che non ha mai nascosto la fragilità del sistema imputandola principalmente alla mancanza di investimenti ed infrastrutture.
Il J’accuse di Fulvio Conti si è indirizzato principalmente verso il Ministro dell’Ambiente, colpevole di aver mal interpretato ed usato lo strumento della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per bloccare alcuni siti di stoccaggio di gas in Italia. Nella sua dichiarazione sembra chiaro l’intento di volere criticare la situazione generale di paralisi del sistema infrastrutturale ed energetico italiano. Dietro questa paralisi tutta italiana si nascondono i vari NO che non trovano altra giustificazione se non quella dell’ideologia e del fine elettorale.
La sinistra farebbe scomparire sotto l'acqua Venezia (No Mose), ci terrebbe lontani dal progresso e dallo sviluppo europeo transalpino (No Tav) e relegherebbe la Sicilia in una condizione di isola slegata dal Paese (No Ponte). Senza contare i vari rigassificatori previsti e mai costruiti, ancor più necessari vista la sciagurata e incomprensibile rinuncia al nucleare. Lo strumento della Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) in mano al Ministro dell’Ambiente sembra, in tal senso, ancor di più un’arma a doppio taglio per tutto il Paese.
La procedura di VIA nasce negli Stati Uniti nel 1969 (National Environment Policy Act), con l'obiettivo di definire criteri in grado di fornire un giudizio di accettabilità sociale ed ambientale di un'opera. Tale disciplina si fonda sul nobile principio dell'azione preventiva, in base alla quale la migliore politica consiste nell'evitare fin dall'inizio l'inquinamento e le altre perturbazioni anziché combatterne successivamente gli effetti. Ma naturalmente in Italia la sua applicazione è stata totalmente mal interpretata e peggio, usata per fini e scopi politico-elettorali. Il suo utilizzo, infatti, si è tradotto in una legittimazione ai tanti NO del popolo verde che grazie alla VIA ha potuto legittimare e giustificare il blocco a tutta una serie di infrastrutture strategiche necessarie per lo sviluppo e l’ammodernamento del nostro Paese.
Ad analizzare le proteste delle comunità locali, spalleggiate e dirette da sapienti burattinai politici, si vede come queste si basino su slogan privi di fondamento sul piano tecnico, ambientale, socioeconomico e finanziario.Uno strumento così incisivo, com’è la VIA, dovrebbe essere riveduto e corretto urgentemente.
Per prima cosa andrebbe svincolato dal rischio di un suo uso politicizzato da parte di questo o quel Ministro. Per far questo potrebbe essere costituita una Commissione Via, composta esclusivamente da tecnici e non da inutili politicanti, alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri e non di un singolo Ministero. Andrebbe poi rivisto il contenuto stesso della procedura di VIA. La valutazione di un progetto dovrebbe basarsi su un esame globale, tenendo equamente conto degli interessi ambientali così come degli interessi economici e strategici del Paese.
Di fronte al catastrofismo ideologico degli ambientalisti italiani, verdi di fuori ma rossi dentro come i cocomeri, è necessario reagire se vogliamo che finisca questo coma farmacologico in cui questo Governo vorrebbe relegare il nostro Paese.


Ah ecco
Poveretto Lei , Sig. Dario
caro cumino
la vera realtà è proprio quella delineata dall'articolo
La credibilità del Ministro Pecoraro Scanio