Venerdì 10 Febbraio 2012
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E' l'uso politico dell'ambiente il vero disastro ambientale

13 Settembre 2007

Faremmo bene a premunirci per quest’inverno! Freddo e buio sono alle porte. L'allarme energia viene direttamente dall'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti. Sembra proprio che la sicurezza del sistema energetico italiano sia peggiorata in questi ultimi due anni, quando scoppiò la crisi dei rifornimenti del gas a causa del contenzioso tra Russia e Ucraina. Ormai la preoccupazione è ampiamente condivisa anche da esponenti illustri del Governo Prodi come il Ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani che non ha mai nascosto la fragilità del sistema imputandola principalmente alla mancanza di investimenti ed infrastrutture.

Il J’accuse di Fulvio Conti si è indirizzato principalmente verso il Ministro dell’Ambiente, colpevole di aver mal interpretato ed usato lo strumento della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per bloccare alcuni siti di stoccaggio di gas in Italia. Nella sua dichiarazione sembra chiaro l’intento di volere criticare la situazione generale di paralisi del sistema infrastrutturale ed energetico italiano. Dietro questa paralisi tutta italiana si nascondono i vari NO che non trovano altra giustificazione se non quella dell’ideologia e del fine elettorale.

La sinistra farebbe scomparire sotto l'acqua Venezia (No Mose), ci terrebbe lontani dal progresso e dallo sviluppo europeo transalpino (No Tav) e relegherebbe la Sicilia in una condizione di isola slegata dal Paese (No Ponte). Senza contare i vari rigassificatori previsti e mai costruiti, ancor più necessari vista la sciagurata e incomprensibile rinuncia al nucleare. Lo strumento della Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) in mano al Ministro dell’Ambiente sembra, in tal senso, ancor di più un’arma a doppio taglio per tutto il Paese.

La procedura di VIA nasce negli Stati Uniti nel 1969 (National Environment Policy Act), con l'obiettivo di definire criteri in grado di fornire un giudizio di accettabilità sociale ed ambientale di un'opera. Tale disciplina si fonda sul nobile principio dell'azione preventiva, in base alla quale la migliore politica consiste nell'evitare fin dall'inizio l'inquinamento e le altre perturbazioni anziché combatterne successivamente gli effetti. Ma naturalmente in Italia la sua applicazione è stata totalmente mal interpretata e peggio, usata per fini e scopi politico-elettorali. Il suo utilizzo, infatti, si è tradotto in una legittimazione ai tanti NO del popolo verde che grazie alla VIA ha potuto legittimare e giustificare il blocco a tutta una serie di infrastrutture strategiche necessarie per lo sviluppo e l’ammodernamento del nostro Paese.

Ad analizzare le proteste delle comunità locali, spalleggiate e dirette da sapienti burattinai politici, si vede come queste si basino su slogan privi di fondamento sul piano tecnico, ambientale, socioeconomico e finanziario.Uno strumento così incisivo, com’è la VIA, dovrebbe essere riveduto e corretto urgentemente.

Per prima cosa andrebbe svincolato dal rischio di un suo uso politicizzato da parte di questo o quel Ministro. Per far questo potrebbe essere costituita una Commissione Via, composta esclusivamente da tecnici e non da inutili politicanti, alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri e non di un singolo Ministero. Andrebbe poi rivisto il contenuto stesso della procedura di VIA. La valutazione di un progetto dovrebbe basarsi su un esame globale, tenendo equamente conto degli interessi ambientali così come degli interessi economici e strategici del Paese.

Di fronte al catastrofismo ideologico degli ambientalisti italiani, verdi di fuori ma rossi dentro come i cocomeri, è necessario reagire se vogliamo che finisca questo coma farmacologico in cui questo Governo vorrebbe relegare il nostro Paese.

Commenti
cumino
13/09/07 12:21
Ah ecco
Ah ecco, il rimedio proposto è l'istituzione di una commissione ad hoc. Non dubitavo. Poi ci vorrà un garante, immagino, per provvedere alla cui nomina sarebbe giocoforza istituire un'altra commissione. Ma sono sicuro che la mia fantasia è limitata. Studiando il problema con calma, anzi finalmente in maniera "seria" sono sicuro chedi commissioni se ne potranno istituire molte di più. E se non bastassero, ci si può sempre "sedere intorno a un tavolo".
Mauro
14/09/07 07:28
Poveretto Lei , Sig. Dario
Poveretto Lei , Sig. Dario ancora a predicare che chi è contro il TAV è " verde di fuori e rosso di dentro". Venga, venga in Val di Susa a chiedere all' uscita delle messe domenicali o fuori delle sedi della lega o di forza italia cosa ne pensano del TAV! Poveretto Lei , che non vuole vedere l' unica verità, TROOOOOOPO scomoda! La TAV di qui non passerà, ma non per l' opposizione di Pecoraro Scanio, ma per quella delle popolazioni locali che, almeno per quanto riguardo l' argomento TAV, hanno divelto qualsiasi barriera partitica. Quindi se, come dice lei , saremo tagliati fuori dall' Europa, il merito sarà dei valsusini verdi, rossi, bianchi e azzurri! In conclusione Sig. Dario grazie anche a Lei ( che senza saperlo fa parte del popolo NO TAV) vinceremo la nostra battaglia. Mauro Galliano
dario giardi
14/09/07 08:47
caro cumino
caro cumino certo che lei abbia mal interpretato lo scritto dell'articolo vado a specificare meglio il concetto sperando di non essere ancora mal compreso. Non una nuova commissione ma semplicemente spostare QUELLA GIA' ESISTENTE sotto il controllo diretto della presidenza e non di un signolo ministro. Concordo, poi, pienamente con lei che si potrebbe lavorare sulla riduzione dei costi connessi a tale commissione...per me potrebbe essere tranquillamente dimezzata nei componenti e nei compensi...ma lei sa quanta gente è nominata ora nella commissione via e quanto prende ciascun membro (tecnico per modo di dire...vada a leggersi i nomi)????Converrebbe subito con me che la situazione va cambiata. Comprenderà ora che non era certo mia intenzione proporre una nuova commissione ma anzi razionalizzare e rendere più trasparente l'attuale.
enzo marra
14/09/07 09:02
la vera realtà è proprio quella delineata dall'articolo
sorrido leggendo un commento come quello del sig galliano. Ma di che realtà parla?secondo me lei in val di susa non c'è mai stato. Dire che il comitato no tav non è stato politicizzato è davvero ridicolo..chi si sente vicino a posizioni di sinistra è NO TAV a prescindere ( e magari neanche sa di cosa si parla )...io la realtà li la conosco molto bene e l'ho subita in prima persona...proprio in val di susa quando un'associazione in odore di destra si è unita ai NoTav è stata cacciata al motto: "La protesta è nostra ( comunisti et anarchici )". Mi dispiace molto per i valsusini ma lo stesso Prodi ha già deciso che la TAV si farà. La loro unica speranza è che cada Prodi e che vada qualcun'altro.
20/09/07 03:02
La credibilità del Ministro Pecoraro Scanio
Fare Ambiente MED Movimento Ecologista Democratico-Liberale segnala l'articolo del Prof. Vincenzo Pepe, Docente della Seconda Università degli Studi di Napoli e Presidente di Fare Ambiente, dal titolo "La credibilità del Ministro delle Politiche Ambientali" http://www.fareambiente.it/lacredibilitadelministro.htm Grazie per l'attenzione
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