Giovedì 24 Maggio 2012
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Berlusconi ora non sbagli politica delle alleanze

6 Febbraio 2008

Ora che le elezioni sono una certezza è quanto mai opportuno domandarsi quale centrodestra potrebbe uscire vincitore dalle prossime consultazioni. Non è un mistero per gli addetti ai lavori e non solo che le scorse politiche sono state perse per una “guerra fredda” all’interno della coalizione, per la preoccupazione cioè che fosse più utile contrastare la leadership di Berlusconi anziché affiancarlo nella sua incredibile rimonta leonina. Per questo motivo la nascita del Pdl aveva ingenerato speranza in chi ancora crede che in Italia sia possibile un modello democratico bipolare, con una stabilità governativa e una corretta alternanza tra i poli. Ben lontani quindi dagli egoismi imposti dai piccoli partiti,  tesi più a difendere l’interesse personale del proprio apparato di potere clientelare che a garantire certezze per il paese. E questo risultava tanto più assurdo in un centrodestra composto da partiti piuttosto omogenei quanto a idee programmatiche.

L’Udc è un partito che ha sempre praticato una politica dei due forni “imperfetta”. Pur essendo parte integrante dell’alleanza non ha mai cessato di contrastare la leadership berlusconiana, incrementando o diminuendo i propri voti a seconda dell’indice di gradimento di Berlusconi.  Può certo vantare personaggi di spicco: come dubitare del conservatorismo di un Buttiglione, di un Volontè o di una Santolini? Il problema è nei suoi metodi, che vanificano la forza dell’impianto valoriale. Per intenderci: che credibilità può avere un partito che come segretario, e quindi custode ultimo della linea politica, ha espresso per anni la figura di Marco Follini, oggi membro a pieno titolo di quella massa confusa che è il Pd? In più è un partito destinato ad un inesorabile declino: l’abbandono di Giovanardi, la Rosa Bianca e l’uscita di scena di Cuffaro (in una Sicilia che vale circa un terzo dei voti e in cui si prepara una migrazione di quadri dirigenti verso il Pdl)  sono duri colpi dai quali difficilmente potrà riprendersi. Per quel che concerne An, poi, il partito sta dimostrando di essere completamente in balia del suo segretario, che se fino a qualche tempo fa temeva il ritorno al ghetto, oggi tira un sospiro di sollievo e si allinea fedelmente a Berlusconi. Ma quanta fiducia è possibile riporre nell’intermittenza di Fini, quanto possiamo essere sicuri che attenda pazientemente l’uscita di scena di Berlusconi per aspirare legittimamente alla leadership?

Tutte queste domande, che sembravano risolte all’indomani della svolta di piazza San Babila, oggi è necessario riproporle. Elemento essenziale per la riuscita del piano berlusconiano era il referendum elettorale, rinviato all’anno prossimo. Ma questo non significa che in attesa di realizzare il progetto si possa addirittura regredire nella linea delle alleanze. Il riferimento è all’ipotesi sempre più sussurrata di imbarcare nella coalizione Udeur e diniani, che presentano gli stessi difetti degli alleati attuali ma con alcune aggravanti: non essendo membri fondatori e provenendo dall’altra parte dello steccato politico hanno gioco facile a rivendicare la loro “indipendenza”; hanno condotto tutto il loro corso politico sul trasformismo parlamentare; con l’Udeur in particolare la convergenza programmatica è puramente teorica e di facciata, basti ricordare che questo partito non ebbe esitazione a votare la norma antiomofobia contenuta nel decreto sicurezza solo per salvare il governo.

È evidente che i patti pre-elettorali hanno come sede principe le stanze dei bottoni e su di essi incidono poco i suggerimenti che arrivano dal basso. Ma Berlusconi non può rischiare di cadere nello stesso errore del centrosinistra, assemblare un grande carrozzone elettorale per vincere le elezioni e non domandarsi che succederebbe dopo. Se i tempi non sono maturi per sciogliere l’asse con An, occorre ripensare l’alleanza con un’Udc in agonia e rifiutare categoricamente qualunque apertura a sinistra. Sarebbe un regalo inutile e certamente non ricambiato dai transfughi del peggior governo della storia repubblicana.          

Commenti
Claudio Cavallin
06/02/08 18:33
I confusi che non consumano
Massa Confusa il PD? Forse lei dovrebbe fare più sesso e lasciar perdere i commenti sulla politica altrui.
Mario
07/02/08 00:54
gent.mo dott. claudio cavallin
Dal tono rispettoso del gentilissimo de quo e dai suoi consigli democratici e tolleranti si evince la sua appartenenza non al P.D. ma al partito dei gentiluomini titolati nell'educazione nonchè a quello degli stilnovisti dal cuore gentile. Dal tipo di ragionamento, invece, si deduce che faccia politica quando si intrattiene con nobildonne pari sue e faccia sesso quando pensa di dire qualcosa di politico
vittorio
07/02/08 14:27
Tutti possono legittimamente
Tutti possono legittimamente aspirare a tutto.Ma F.I.,checchè se ne dica,non è il solo Berlusconi e rappresenta una realtà ben più vasta di An.Che,fra l'altro,è completamente allo sbando.
Luca
08/02/08 11:44
Ho capito tutto: chi vota PD
Ho capito tutto: chi vota PD pensa che politica e sesso sono sinonimi(commenti intelligenti...), forse è per quello che hanno provato a metterlo in quel posto a tutti con Prodi. Grazie Randazzo, ci fai ragionare un po'!!!
Anonimo
10/02/08 10:13
Spero che i tempi cambino
Cari amici,spero che i tempi cambino. Al di là di qualsiasi schieramento uno voti credo che fino a che non ci confronteremo sul "possibile" e non sui sogni irrealizzabili non usciremo dal pantano; corriamo anzi il rischio che si trasformi in sabbie mobili senza possibilità di ritorno. C'é il bisogno di maggior impegno civile da parte di noi tutti ma lo dobbiamo esprimere senza guardare all'interesse di parte (Inteso come nostro interesse particolare), dobbiamo avere il coraggio di guardare oltre l'orizzonte e dobbiamo pensare che ci deve essere scontro sulle diverse opinioni, anche duro, con motivazioni concrete (non intendo violenza fisica), ma sempre corretto e finalizzato al bene della gente. Lo scontro deve essere sulle idee e sulla possibilità di realizzarle. Un Leader deve testimoniare sul campo ciò che fa, ciò che pensa e deve anche prendere in considerazione il fatto di dire e fare cose sgradevoli a una parte della popolazione.Credo che la parte sgradevole sarebbe accettabile, non credo di dire una cosa particolarmente intelligente,se fossero azzerati i privilegi di ogni tipo e colore dei palazzi romani e di quelli periferici.Sono stanco, penso come la maggioranza silenziosa italiana, di vedere i nostri nani politici continuare a demonizzarsi l'uno con l'altro invece di proporre progammi e di realizzarli. Anche l'attuale campagna elettorale appena iniziata, purtroppo, ci sta proponendo lo stesso copione. Non vedo, purtroppo, giganti intorno a noi anche se credo che ci possano essere. Gente "comune" che si impegna ogni giorno testimoniando la propria correttezza. Correttezza che dovrebbe essere normalità e che invece sta diventando eccezzionalità.Penso che la maggior parte dei politici che stanno facendo politica da 30 anni o più, visti i risultati che stanno ottenendo e la scarsa (eufemismo) qualità di contenuti che esprimono durente i programmi televisivi potrebbero essere tranquillamente sostituiti senza danni e con, sicuramente, qualche vantaggio per il Popolo Italiano. Spero di poter eleggere, in un prossimo futuro, un/una politico/a che apprezzo. Le persone in gamba, che si sanno prendere le proprie responsabilità, non sono di destra o di sinistra, sono persone in gamba. Chi non é eletto dovrebbe riprendere la sua attività, possibilmente fuori dagli apparati dei palazzi e senza privilegio alcuno.Credo che a tutti i politici poco seri interessi il polverone che si va creando ogni qualvolta ci sia qualche cosa da discutere. Credo che, molto pragmaticamente, mentre il popolo perde tempo a discutere il palazzo si fa gli affari suoi alla grande. Concludendo, non credo che cambierà qualcosa a breve. Spero nei giovani. Se avranno coraggio e se proveranno a mantenere la passione per le idee e ad essergli fedeli fra 20 anni forse, dopo che avremo toccato il fondo, riavremo la nostra amata Italia .
Michelangelo
12/02/08 13:56
Il buon senso che non mi dice nulla
Caro, commentatore anonimo, ho letto con interesse il suo commento all'articolo di Randazzo, e ho come la sensazione che proponendo argomentazioni sul possile che unisce non si va da nessuna parte. Mi spiego, quello che manca, e che ci divide è un progetto organico del mondo in cui vogliamo vivere e che lasceremo in eredità ai nostri figli. Il problema è che in questa nostra bella Italia, siamo in guerra civile permanente da 150 anni, con due schieramenti che ben si sono divisi alle ultime elezioni. E' risolvibile questa contrapposizione? Credo che la strada sia ancora lunga, certamente utilizzare la ragione di fronte alla realtà ed evitare ideologiche posizioni, aiuterebbe...qui si apre,però, un altro baratro...sostenere che io sono stato un embrione e quindi i miei diritti sono partiti dall'istante del concepimento è una posizione ideologica? Conosco qualcuno che direbbe di si, ma per fortuna una persona giovannissima senza soldi ha deciso che non ero un problema culturale, ma ero reale...era la mia mamma!!!
Anonimo
18/02/08 11:42
Beh, ovviamente il tono era
Beh, ovviamente il tono era scherzoso..Non riesco a capire le reazioni. E' il difetto, forse, del prendersi troppo sul serio. Comunque se ho esagerato chiedo scusa giacchè era mia intenzione mettere in dubbio il concetto di massa confusa = pd. Voglio far notare, quindi, che definire il pd massa confusa è superficiale e pedantesco visto che dall'altra parte fanno un calderone unico che va da fini(post fascista con simbolo ancora con fiamma...La vedete?), a dini (liberista saltimbanco), giovanardi (proibizionista statalista), capezzone (antiproibizionista liberale e per il licenziamento facile) e mussolini (si veda il cognome nonostante le tette al vento di inizio carriera). La domanda che, quindi, sorge spontanea è "dove sta, VERAMENTE, la confusione?" . Io dico solo una cosa se con due anni di prodi non sono stato benissimo, in cinque anni dai liberali non ho visto grandi risultati..Anzi..Lavoro incerto e stato quasi di polizia. Come sempre non si sa mai chi sia meglio ma si ragiona a scatola chiusa..Quindi perchè non diventiamo più democratici ed ammettiamo come lo faccio io che i comunisti hanno fatto schifo ma che silvio non ha fatto i miracoli promessi? L'italia così raggiungerebbe uno stato superiore e penserebbe che l'italia vale più delle barriere ds - sx e così vivremmo tutti un pò meglio. L'esempio ovviamente non va ricercato nei giornali di partito, manifesto o giornale che siano, ma nell'intelligenza. W l'italia e W la democrazia
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