Una vera e propria città nella città che i cittadini bolognesi finanzierebbero con la fiscalità generale. Varie perizie di parte commissionate dall’associazione denominata “Comitato dei valori italici” dimostrerebbero l’entità del regalino della giunta Cofferati all’ente di gestione dei beni islamici: in pratica il comune valuterebbe al 50% i propri possedimenti (compresi in un’area destinata in parte a zona agricola alla periferia di Bologna, Pilastro- San Sisto sulla via San Donato, con una porzione su cui era prevista la possibilità di costruire supermercati e su cui ha innestato anche una variante del piano regolatore per rendere possibile il progetto) calcolando invece al 100% quello dei terreni e dei fabbricati dell’Ucoii siti tra via Lenin, via Felina e la ferrovia.
E riconoscendo a quelli dell’Ucoii altri quasi 270 mila di euro per le spese di manutenzione straordinaria dell’attuale centro islamico di via Parravicini 13. In totale i terreni del comune sono stati valutati, con atto redatto nel 2004 presso il notaio Errani (parente del presidente della Regione Emilia-Romagna), per una cifra di 1 milione e 559 mila euro, mentre quelli di proprietà degli islamici sono stati stimati pari a 1 milione e 382 mila euro. Cui si aggiungono i su citati 269,788 mila euro di manutenzione straordinaria effettuata negli anni in via Pallavicini. Bontà loro quelli dell’ente controllato dall’Ucoii hanno sottoscritto la rinuncia a chiedere gli ulteriori 82.788 euro di differenza tra le due valutazioni.
Così, per ora, lo scambio è alla pari. Anche se tutta
l’operazione è stata bloccata dal referendum cittadino le cui 5mila e passa
firme necessarie per indirlo sono state depositate dal “Comitato dei valori
italici” lo scorso 13 luglio in comune. Naturalmente su questo folle progetto
anche le forze politiche hanno cominciato a dire la loro. La Cdl, dopo i fatti
di Perugia, ha chiesto un ripensamento e uno stop al tutto. La sinistra
cittadina da parte sua la butta in caciara e scomoda le categorie dello spirito
della discriminazione contro gli extra comunitari. Ieri in particolare Virginio Merola, assessore all'Urbanistica del Comune di
Bologna, in un'intervista resa al 'Il Resto del Carlino' è andato all’attacco a
testa bassa dell’opposizione cittadina, ricordando come la prima fase del
progetto era stata sottoscritta dal sindaco Guazzaloca. "Non abbiamo alcuna
segnalazione che possa destare preoccupazioni o sospetti sul Centro di cultura
islamica della nostra città - sostiene Merla - un'associazione a cui proprio il centrodestra diede l'attuale
sede alla Croce di Biacco". L'assessore, però, rispetto al futuro progetto
di questa città nella città ammette che “il problema esiste”. “Per questo -
argomenta - diciamo che per la nuova moschea si dovranno controllare
finanziamenti e verificare le attività
che vi saranno svolte.


Discriminante fondamentale tra il centro-destra e la sinistra
Mi sa che il Centro-Destra
moschea
>invitiamoli ad andare a
moschea