Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale

Come si spiega la mano pesante (e lenta) contro la Forleo

28 Novembre 2007

Il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione Mario Delli Priscoli  ha dato avvio all’azione disciplinare nei confronti del GIP Clementina Forleo, che sarà chiamata a rispondere, nel procedimento davanti  al CSM, delle frasi e delle espressioni di accusa rivolte a vari parlamentari, tra cui Fassino e D’Alema, di cui era corredata l’ordinanza con cui aveva chiesto alla Camera dei Deputati l’autorizzazione ad utilizzare le loro intercettazioni telefoniche, acquisite nell’ambito dell’inchiesta UNIPOL.

Nel provvedimento la Forleo si era lasciata sfuggire delle osservazioni pesantissime, arrivando al punto di sostenere che il Presidente ed il Segretario della Quercia, che all’epoca dei fatti non era ancora confluita nel Partito Democratico, sarebbero stati “consapevoli complici di un disegno criminoso…pronti e disponibili a fornire i lori apporti istituzionali, in%0D totale spregio dello Stato di diritto”.

La decisione dell’organo di autogoverno della magistratura di aprire il procedimento disciplinare sta a significare che le durissime parole utilizzate hanno reso addirittura abnorme la celebre ordinanza, perché il GIP, che dovrebbe essere giudice terzo ed equilibrato, si era in sostanza sostituito al Pubblico Ministero, sebbene l’accusa non avesse ancora nemmeno iscritto nel registro degli indagati i nomi dei Deputati, che pure si vedevano accusati in modo così netto dalla Forleo.

Già all’epoca dei fatti Clementina era uno dei magistrati più famosi d’Italia. Si era da tempo distinta per una personalissima interpretazione della linea di confine tra guerriglia e terrorismo e aveva già trovato modo di dar sfogo al proprio intenso desiderio di protagonismo concedendo varie interviste, senza disdegnare, peraltro, di fornire particolari sui processi che aveva trattato e che non avevano ancora esaurito i successivi gradi di giudizio.

Era stato, però, proprio a seguito della richiesta al Parlamento dell’autorizzazione ad utilizzare le intercettazioni di Fassino e D’Alema che la sua popolarità si era improvvisamente impennata e aveva preso a diffondersi l’opinione che fosse l’unico magistrato all’altezza del proprio ruolo in tutta Italia, pronta a scontrarsi anche con il Capo dello Stato, che aveva biasimato le frasi oggi censurate anche dal Procuratore Generale della Corte di Cassazione, o a denunciare in Tv le pressioni cui andrebbe incontro un giudice che cerchi di svolgere diligentemente il proprio lavoro.

La Forleo, in sostanza, si era appropriata del ruolo di paladina dei cittadini contro i soprusi dei poteri forti, fino al punto di fornire il proprio sostegno anche al collega De Magistris, impegnato a sua volta in una battaglia altrettanto clamorosa contro il Palazzo e il malcostume della politica.

Adesso il GIP non appare per niente sorpreso dall’apertura del procedimento disciplinare nei suoi confronti. Se lo aspettava, “è la cronaca di un evento annunciato”, ha subito dichiarato senza scomporsi, liquidando con poche parole l’ennesima puntata della vicenda che la vede protagonista.

In effetti è singolare come l’azione dell’organo di autogoverno della magistratura rispecchi a pieno la situazione della Giustizia italiana.

Il CSM è stato lento e incapace di preservare la riservatezza del procedimento, proprio come ci hanno abituato le varie Procure che negli ultimi temi hanno calamitato con le loro inchieste l’attenzione dei media.

Proprio al pari di una frettolosa inchiesta di un qualsiasi Pm di provincia, l’esercizio  dell’azione nei confronti del GIP milanese lascia spazio a dubbi ed incertezze.

Non è di certo la prima volta che un magistrato viene meno ai propri doveri deontologici ed espone indebitamente, a mò di sentenza, delle opinioni personali nei riguardi di persone che non risultano neppure sottoposte ad indagini.

Basti pensare al celeberrimo “Resistere, resistere, resistere”  che, nel pieno di una delle più intense crisi tra magistratura e politica che la storia del nostro Paese ricordi, l’allora Procuratore di Milano Borrelli indirizzava a Berlusconi e al suo Governo.

pool di mani pulite.

Probabilmente si tratta di una semplice inversione di tendenza, con cui il CSM vuole finalmente far capire ai magistrati che devono limitarsi ad applicare la legge con il massimo equilibrio, senza eccedere in personalismi o lasciarsi andare a considerazioni fuori luogo.

Resta però il sospetto che sia invece solo l’ennesimo omaggio che le toghe riservano alla sinistra italiana: che si tratti cioè di una sorta di avviso, del consiglio di usare la dovuta cautela rivolto a tutti coloro che, d’ora in avanti, dovessero avere a che fare con fascicoli riguardanti i vari Fassino, D’Alema o chi per loro.

Commenti
Umberto Liuzzo
28/11/07 18:41
Forleo e la sinistra
E' una VERGOGNA!!!!!!!!!! La Sinistra è intoccabile ? Manderanno la Forleo in Siberia o si limiteranno a farla dichiarare pazza ? poveri noi, in che mani siamo caduti ....
giuvia
28/11/07 18:59
Caso Forleo
Quando si toccano certe persone sono guai. In particolare,quelle che si ergono a difesa della Democrazia. Dove stiamo andando!
Sergio
28/11/07 21:49
La conclusione del
La conclusione del commentarista è, come minimo, dietrologica e faziosa. Tenta di spacciare una sua perversione mentale con i fatti, per altro riportati nell'articolo e che nella sostanza riassumono un' attegiamento, quello della Sig.ra Forleo, che già nel passato tentò, come fa adesso, tento di spacciare per legalitàe diritto sue personalissime opinioni personali per altro ne rischieste e superflue per chi dovrebbe semplicemente amministrare la legge e non essere fonte di diritto. Parrebbe che il commentatore sia un taliban stile Forleo
28/11/07 22:25
Forleo
-----mi sembra ovvio,la Forleo,mettendo il dito nella piaga sinistra,tutti contro di Lei,meno la maggioranza degli Italiani. Poi basta pensare che la anm la maggioranza tifa sinistra,il ministro della giustizia è parte interessata. La Forleo andava bene quando scavava su Berlusconi. Oggi è da abbattere solo per il motivo che gli ex comunisti,anno scheletri abbondanti nei vari armadi. Ringrazio Rodolfo Mosconi
Anonimo
29/11/07 00:22
Assolutamente... va bene le
Assolutamente... va bene le esternazioni... ma quale inchiesta in Italia non ha esternazioni? Qui si vuole fermare un magistrati che sta indagando sui vari politicanti...
francesco
29/11/07 04:29
sconcerto, è questo che provo leggendo questo giornale
non è la prima volta che mi imbatto, su questo giornale, in articoli a dir poco sconcertanti. Premessa. Avevo quasi finito di scrivere il mio intervento, era lungo e riprendeva punto per punto le parti più sconcertanti di questo articolo. Ma ho cambiato idea. Chiedo solo, agli articolisti, se le cose che hanno scritte le pensano realmente? o... mettiamola così... seguono una linea editoriale? Una preghiera: Quando scrivete articoli che riportano i fatti in maniera tendenziosa abbiate il buon gusto di fare anche voi una premessa e precisare che state per scrivere delle vostre idee in merito ad una notizia, ad un fatto. Sarebbe un buon esercizio. Dall'articolo, specie nel finale, emerge l'idea che avete della magistratura: prona alla sinistra. Solo per capirci, non è l'argomento che è sconcertante ma come lo affrontate. Io sono in linea con l'anima dell'articolo, l'avessi scritto io ci sarei andato giù ancora più pesante. Ecco appunto: "l'avessi scritto io..." ma voi scrivete su un giornale con non su un blog amatoriale. Ma forse mi sbaglio. Cordialmente, Francesco.
29/11/07 05:56
Il caso Forleo
Al di la' degli aspetti procedurali e deontologici nel comportamento della Forleo ci interesserebbe sapere nel merito come sono andati i fatti nel risiko delle banche e delle assicurazione e relative scalate e se sono stati messi in atto comportamenti da parte di personaggi delle istituzioni che hanno danneggiato o potevano danneggiare la trasparenza del mercato e i risparmiatori. Credo che nel merito la Forleo abbia allora ragione anche se ha sbagliato strategicamente a sovraesporsi con le sue inchieste.
maurizio griffo
29/11/07 09:11
meglio tardi che mai
inutile fare dietrologie sul provvedimento disciplinare. Lo merita ampiamente.
FRANCESCO DA NAPOLI
30/11/07 12:37
La solita giustizia a due..... pesi e due....velocità.
Se le indagini sui politici fossero così veloci e severe avremmo risolto il problema dell'economia Italiana. Costruzione ci carceri a tappeto in tutta la Nazione.
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl