Giovedì 24 Maggio 2012
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Le richieste dei sindacati al Governo per annullare lo sciopero

7 Gennaio 2008

Una delle strade che il Governo sta percorrendo per mettere sul tavolo del confronto con i sindacati i famosi 6-8 miliardi necessari per  risollevare il potere d’acquisto di lavoratori dipendenti e pensionati è quella che porta dritta all’armonizzazione delle rendite finanziarie.

Un punto fermo del programma dell’Unione che col tempo è diventato quasi uno slogan da tirare fuori all’occorrenza, solitamente ogni due-tre mesi, quando si decide di promettere qualcosa a qualcuno (di volta in volta sindacati, ala estrema della maggioranza o altro). Fu proprio per  soddisfare le richieste della sinistra estrema che il governo inserì nella legge finanziaria 2007 la legge delega sulla materia, per poi non applicarla e rimandare la misura a data da destinarsi. E dopo due anni di nervosi tira e molla conditi da promesse e smentite che hanno seminato una sorta di clima di terrore e fatto volare i capitali all’estero, la data sembra sia stata fissata: l'inizio del 2008.

Perfino il Presidente del Consiglio Romano Prodi nel corso della conferenza stampa di fine anno si è affrettato a ricordare: “Ci stiamo lavorando (sulle rendite finanziarie, ndr) perché ancora ci sono problemi tecnici complicati. Ma abbiamo detto che avremmo messo le rendite finanziarie allo stesso livello e ci arriveremo. Anche perché non si vede perché ci debbano essere differenze tra la tassazione dei depositi in banca, i titoli di prestito a lungo termine e altre cose”.

Si tratta di innalzare al 20 per cento (contro l’attuale 12,5 per cento) l’aliquota fiscale su bot, cct, btp, nonché su tutte le obbligazioni private e sui guadagni derivanti dalla compravendita di azioni. Contemporaneamente verrà abbassata dal 27 al 20 per cento l’imposta sui conti correnti e i depositi in genere. Non è chiaro però se si sceglierà di aumentare l’aliquota solo sui titoli di nuova emissione (sarebbe l’intenzione del governo) o se il provvedimento riguarderà anche le future cedole dei vecchi titoli. E tra il sapere e il non sapere molti capitali sono già volati via.

Della questione, secondo rumors, si dibatterà appunto domani. Per scongiurare il rischio di uno sciopero generale (che i sindacati potrebbero decidere nei direttivi convocati per il 18 di gennaio) sigle e governo si siederanno attorno al tavolo per un primo confronto. Insieme alla misura sulle rendite finanziarie, il Governo starebbe freneticamente lavorando anche sull’aumento delle detrazioni Irpef  sul lavoro dipendente, in grado di produrre effetti immediati sulla busta paga attraverso i sostituti d’imposta. Vale però la pena ricordare che della questione, in Finanziaria, non c'è traccia (è presente solo un passaggio sul Tfr). Più in generale, i sindacati chiedono una revisione della scala delle aliquote, con particolare riferimento alla terza aliquota (38%), con l'obiettivo di aumentare il reddito disponibile.

Ma ecco, nel dettaglio, le altre richieste di Cgil, Cisl e Uil nella piattaforma già presentata al governo.

Riduzioni delle imposte sul lavoro pari all'1% del Pil.  Per Cgil, Cisl, Uil la priorità è diminuire le tasse ai lavoratori dipendenti e pensionati. Chiedono un intervento fiscale e tariffario a favore dei redditi e delle retribuzioni articolato in una serie di interventi di carattere strutturale, con lo spostamento di risorse pari ad un punto di Pil.

Aumento detrazione lavoro dipendente. Viene chiesto un aumento delle detrazioni sui redditi da lavoro dipendente e pensioni, con un primo intervento che renda lineare la curva decrescente, a partire dai redditi medi e medio bassi, anche attraverso una maggiore detrazione delle spese per la produzione del reddito. Si chiede poi di uniformare le no tax area a 8000 euro, di introdurre un bonus fiscale sotto forma di imposta negativa a favore degli incapienti.

Meno tasse sugli aumenti contrattuali. Il sindacato propone la diffusione generalizzata della contrattazione di secondo livello e l'incentivazione e la riduzione delle tasse sugli incrementi di reddito collegati ad indicatori di risultato, come già avviato col Protocollo Welfare.

Dote fiscale. Realizzare un unico strumento di sostegno fiscale alla famiglia con figli da realizzarsi attraverso l'unificazione delle detrazioni per carichi familiari e l'assegno famigliare, istituendo, in tal modo, una "dote" fiscale per i figli da 0 a 18 anni, o almeno per i figli tra zero e i tre anni.

Tfr e previdenza complementare. Immediata riduzione della tassazione sul Tfr e una drastica riforma che semplifichi sensibilmente il meccanismo di calcolo dell'aliquota ed evidenzi i benefici della tassazione separata. Cgil, Cisl e Uil chiedono anche la riduzione del carico fiscale sulla previdenza complementare.

Federalismo fiscale, tariffe, politiche per la casa. Il sindacato chiede infine la realizzazione di un federalismo fiscale che affronti il tema del carico fiscale complessivo che grava sui cittadini, politiche fiscali per la casa e, soprattutto interventi su tariffe e prezzi.

Commenti
14/01/08 13:25
fanno bene!
Hanno fatto bene a levare i capitali, essendo sotto minaccia di 'truffa' dal governo, in quanto tassando i vecchi titoli gli italiani che ci hanno in vestito si troverebbero a prendere di meno, se non è una truffa questa.. Io direi invece di detassarle del tutto le rendite, o almeno i titoli di stato, perchè non ha senso che io cittadino ti presti i soldi e poi tu stato mi tassi gli interessi!!!
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