Venerdì 10 Febbraio 2012
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La Grande Coalizione si spacca sulla politica estera della Merkel

4 Dicembre 2007

La politica estera verso la Russia e la Cina continua a creare tensioni all’interno della grande coalizione in Germania. Da un lato, vi è l’americanismo della Merkel, dall’altro l’attenzione della SPD verso Cina e Russia. L’americanismo e l’anticomunismo della Merkel hanno trovato la propria sede ideale a Dresda in occasione del ventesimo congresso della CDU. Di fronte a mille delegati, la Merkel ha criticato duramente l’ex cancelliere Schroder e l’attuale ministro degli Esteri e vice cancelliere Steinmeier. Dopo la visita del Dalai Lama e la presa di distanza da Putin, Angela Merkel è stata accusata dalla SPD di mettere a rischio il futuro dell’economia tedesca che guarda al gigante cinese per gli investimenti ed alla Russia per le risorse energetiche. Steinmeier e Schroder vorrebbero una politica di pace verso entrambi i partner strategici, la Merkel invece non scende a compromessi: saluta senza entusiasmo le rielezioni di Putin in Russia sollevando dubbi sulla mancata libertà di espressione dell’opposizione e conclude richiamando il capo del Cremlino al rispetto dei diritti umani.

A fare da contraltare alle dichiarazioni del cancelliere ci ha pensato Steinmeier che ha invece ricordato il ruolo strategico della Russia in tutte le questioni geopolitiche: «Senza la Russia non è possibile giungere ad una soluzione sulla questione del Kosovo e sulla questione del conflitto atomico iraniano».

Più controversa è la questione cinese. Per punire la Germania all’indomani della visita del Dalai Lama, la delegazione cinese ha rimandato la visita a Berlino, ha annullato il viaggio del ministro delle Finanze Peer Steinbrueck a Pechino e  ha intensificato i rapporti con il suo vicino francese. L’ambasciatore tedesco a Pechino, Michael Schaefer, teme oltre al rinvio di una serie di accordi economici che dovrebbero entrare in vigore all’inizio del 2008, che le merci tedesche vengano boicottotate dai cinesi. Il timore di ritorsioni economiche ha intimorito la SPD. «Il gesto del cancelliere ha ferito i sentimenti del popolo cinese - ha detto Schroder - e di questo mi scuso io». Tuttavia la Merkel ha replicato con%0D toni duri alle polemiche sollevate dalla SPD: «Il cancelliere sono io e decido io chi invitare».

La scelta di invitare il Dalai Lama è stato prima di tutto un chiaro segnale politico rivolto tanto agli alleati di partito quanto alla SPD, a conferma che come sempre la politica estera è prima di tutto una questione di politica interna. Un messaggio che ci dice molto sul grado d’indipendenza raggiunto dalla Merkel in materia di politica estera. Nonostante tutti l’avessero invitata alla cautela e a rimandare l’incontro con il Dalai Lama dopo quello con la delegazione cinese, il cancelliere ha accolto il Dalai Lama a Berlino a braccia aperte avvisando la Cina con solo 4 settimane di anticipo. In secondo luogo, è stato un messaggio rivolto allo scenario internazionale, in particolare alla Francia: mentre Parigi corteggia Pechino, Berlino apre con coraggio le porte al Tibet.

Nei giorni scorsi Sarkozy, in Cina per la sua prima visita ufficiale, si è preoccupato di stringere accordi economici per un valore di 20 miliardi di euro evitando di sollevare aspetti imbarazzanti come la questione del Tibet e il mancato rispetto dei diritti umani. L’abbraccio tra Sarkozy e Hu Jintao è stato riportato su tutti i principali quotidiani tedeschi proprio mentre lo stesso chiedeva le scuse formali alla Germania per l’invito al Dalai Lama. Le critiche trasversali che son piovute addosso ad Angela Merkel toccano la questione dei diritti umani aprendo una serie di interrogativi scomodi: fino a che punto si può osare la carta della tutela dei diritti umani in democrazia? E a che punto questa deve essere lasciata in secondo piano a difesa del primato della economia? Quello che è certo è che ricevendo il Dalai Lama Angela Merkel ha posto i problemi interni cinesi sullo scacchiere internazionale. Ora il mondo farà forse più fatica a chiudere gli occhi.

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