Venerdì 10 Febbraio 2012
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La Merkel da Bush cerca strategie comuni

12 Novembre 2007

Dopo aver sentito la voce della Francia, è arrivato il turno di quella tedesca. Riparando al ritardo verso la Germania, sabato 10 novembre e domenica 11 ha ospitato il cancelliere Merkel nel suo ranch di Crawford. Verrebbe quasi da chiedersi perchè i due, Nicolas ed Angie, non si sono recati insieme in America. Se la ragione è legata ad una mera questione di immagine, per non rubarsi la scena a vicenda e condividere una stretta di mano di troppo, oppure se la scelta di incontrare il presidente Bush separatamente cela in realtà un messaggio diplomatico dai toni freddi. Certo è che tra Angela e Nicolas qualcosa è cambiato. Lo dimostra la stampa tedesca, dal die Welt al più conservatore Frankfurter Allgemeine Zeitung, che presenta il viaggio in America del cancelliere come se lady Merkel fosse Adenauer e per la  prima volta volasse oltre oceano con la Lufthansa. Eppura la Merkel ci ha abituati a viaggi molto più impegnativi e rischiosi, come quello della scorsa settimana, in gran segreto nelle basi militari in Afghanistan a incontrare i soldati, protetta dal giubbotto anti proiettili,come aveva fatto Bush.

La stampa tedesca  tira quindi un sospiro di sollievo, come a voler dire, dopo la Francia anche la Germania ha il suo posto al sole e se Sarkozy riceve gli elogi di Bush (ma in Germania solo dalla 5 pagina in poi), per decidere ha bisogno della Merkel! Da Crawford, se prestiamo orecchio all’opinione pubblica tedesca, uscirà la decisione sul Kosovo, sulla questione nucleare iraniana, e sulle misure da assumere in materia ambientale. Su questo ultimo punto, dopo l’impegno assunto dalla Merkel, i Verdi aspettano risoluzioni concrete che potrebbero aprire scenari politici inaspettati. Dopo l’apertura del Cancelliere in tema di protezione dell’ambiente a Berlino si parla, ma ancora a bassa voce, di una futura coalizione di governo CDU-Verdi. Difficile oggi dire se sia mera speculazione politica per far salire le azioni dei conservatori ai danni di una socialdemocrazia sempre più in affanno o se invece vi è un intento reale di creare un dialogo duraturo. Aldilà delle ipotesi, ciò che appare evidente è il tentativo della Merkel di rendere l’atteggiamento di Bush meno scettico nei confronti del clima.

Ma non è il clima a preoccupare la Germania. La questione iraniana, che potrebbe aprire nuovi scenari di guerra è al primo punto della agenda setting. La cosiddetta Königin des Hinterzimmers, così l’ha definita il Der Spiegel, ha lavorato giorni alla sua tela diplomatica, dalla trama così fine che è difficile non restarci in mezzo. La SPD e i suoi alleati della CDU attendono l’esito della sua visita in America: vogliono un No deciso quanto netto verso ogni «nuova avventura militare». Dopo le promesse della Casa Bianca di una terza guerra mondiale, tanto la SPD quanto la CDU le hanno apertamente chiesto di rifiutare qualsiasi impegno militare in Iran. Il capogruppo della SPD in Europarlamento, Martin Schulz non ha voluto lasciare dubbi a riguardo: «La Merkel deve dire a Bush: la guerra insieme a voi non la facciamo!». Ma il cancelliere non si è lasciato intimorire dai toni forti, mettendo a frutto la sua silenziosa diplomazia. «Washington - assicura Angela Merkel - intende risolvere la questione del programma nucleare iraniano per vie diplomatiche - ed insiste -, Bush vuole gestire la cosa con la sola arma della diplomazia». In un clima da grande coalizione queste affermazioni allontanano futuri contrasti con i suoi partner di governo al punto che è bene chiedersi se questo è uno strategico wishful thinking salvagrane, oppure se il cancelliere ha realmente interpretato il volere del presidente Bush.

Per salvare le apparenza intanto sia Bush che Merkel hanno promesso, rispettando l’etichetta diplomatica, un maggior coinvolgimento delle Nazioni Unite per rafforzare le sanzioni in caso di riarmo. Sul tavolo di Crawford vi è anche la questione israleo-palestinese e la proposta avanzata dal cancelliere di rafforzare la cooperazione USA-Germania alcune settimane prima della conferenza di pace di Annapolis. A Bush invece preme conoscere le intenzioni della Germania riguardo al Kosovo prima del 10 dicembre, quando la cosiddetta Troika delle Nazioni Unite proporrà alla Russia una soluzione che perfino la Serbia potrebbe alla fine accettare.

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