Recentemente le differenze tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy sono andate acuendosi su alcune questioni di fondo. In primo luogo vi sono le diverse strategie politiche adottate dai due Paesi in tema di economia.
L’idea di Sarkozy, codificata nel Trattato di Riforma, di
tenere riunioni di un nuovo Eurogruppo, con veri e propri vertici tra capi di
governo dell’area euro, e non più solo incontri tra ministri delle finanze non
piace a Lady Merkel, che la giudica «superflua e atta a favorire ulteriori
divisioni in un momento delicato in cui l’Europa è chiamata a risolvere
importanti questioni, come quella kosovara e delle risorse energetiche». Così
ha dichiarato alla stampa il cancelliere tedesco.
La scelta nasconde in realtà un principio sacro per la
Germania: l’indipendenza della Banca centrale europea che deve essere il più
possibile tutelata dalle eventuali interferenze dei governi. Le riunioni
dell’eurogruppo proposte da Sarkozy avrebbero avuto lo scopo di fare pressione
sulla BCE perché tenga conto delle esigenze espresse dai singoli governi in
tema di inflazione e stabilità monetaria. Diverso è infatti l’approccio dell’Eliseo
che della indipendenza della BCE non hai mai fatto un culto e si è sempre
dimostrato favorevole ad intervenire direttamente con scelte politiche per
evitare un ulteriore apprezzamento dell’euro. La proposta di Sarkozy mira
infatti a rilanciare le imprese francesi che, a differenza di quelle tedesche,
non hanno ancora completato ristrutturazioni radicali, in grado di competere a
livello internazionale con un euro forte.
Sul piano istituzionale, poi, la Merkel liquida freddamente
la recente apertura espressa da Sarkozy verso un Tony Blair a capo della
presidenza della commissione europea. Secondo la Germania in un momento in cui
l’Europa politica è in salita e mostra confini sempre più ampi vi è bisogno di
una persona di chiara fede europeista.
Tuttavia, per prendere tempo ed evitare premature tensioni con l’Eliseo, si è ripromessa di approfondire il tema del futuro di Mr Europa in occasione del vertice che si terrà a Londra il 29 gennaio alla presenza del presidente della commissione europea Barroso, del Presidente francese e dell’Italia.

