Venerdì 10 Febbraio 2012
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C’è la Russia dietro l’opposizione in Georgia

14 Novembre 2007

Non solo energia. L’altra arma del neo-imperialismo russo è l’interferenza occulta nella vita politica degli ex satelliti sovietici. La Georgia rappresenta un caso paradigmatico. Solo un anno fa Tbilisi aveva subito il raddoppio del costo del gas russo, balzato da 110 dollari fino a 230 dollari al metro cubo. Mentre il primo ministro georgiano si accinge a sottoscrivere un pesante contratto per la fornitura di gas dall’Azerbaijan per scalzare il predominio di Gazprom, si è scatenato l’attivismo clandestino di Mosca nel destabilizzare il presidente Saakashvili e la sua politica fortemente filo-americana.

La scintilla scoccò quando nello scorso settembre, sul principale canale dell’opposizione, l’ex ministro della Difesa Irakli Okruashvili accusò il presidente Saakashvili di aver commissionato l’omicidio di un importante uomo d’affari. Dopo l’immediato arresto, Okruashvili ritrattò le sue accuse e fu rilasciato, per poi abbandonare il paese. All’apice degli attuali scontri di piazza contro il presidente Saakashvili, ecco che l’ex ministro della Difesa ritorna in televisione, questa volta dall’estero – e ribadisce tutte le sue accuse. Le parole di Okruashvili infiammano la protesta a Tbilisi e Saakashvili dichiara lo stato di emergenza e anticipa al prossimo gennaio le elezioni presidenziali. Ma sotto questa apparente linearità emerge una serie di variabili che complicano la situazione.  L’uomo d’affari nel mirino di Saakashvili sarebbe niente meno che Badri Patarkatsishvili, il più potente magnate mediatico della Georgia ma soprattutto anello di congiunzione con gli ex oligarchi russi. Patarkatsishvili è il fondatore dell’emittente televisiva Imedia, il canale che ha mandato in onda le esternazioni di Okruashvili. Patarkatsishvili è anche l’uomo più vicino all’ultimo dei grandi oligarchi russi, Boris Berezovsky, che sembra fidarsi del businessman georgiano al punto tale da annunciare di avergli trasferito tutte le sue attività economiche. Le eminenze grigie di Russia e Georgia solidarizzano contro il regime presidenzialista di Saakashvili.  

Lo scorso 7 novembre un’altra emittente televisiva georgiana, Rustavi2, ribalta i fronti. Sin dalla sua fondazione Rustavi2 ha svolto un’intensa attività di informazione contro il malgoverno dell’allora presidente Shevarnadze. Nel luglio 2001, l’assassinio del giornalista di punta di Rustavi2, Giorgi Sanaia, scatenò un’ondata di proteste popolari che nell’autunno seguente costrinsero Shevarnadze a liquidare l’intero governo. Dieci anni dopo Rustavi2 divenne il megafono dell’opposizione che portò al potere Saakashvili. Adesso ha trasmesso un filmato fornito dall’intelligence di Tbilisi che fa luce sulle connivenze sotterranee tra l’opposizione georgiana e diplomatici russi per spodestare il presidente Saakashvili. I protagonisti sono i principali leaders dell’opposizione georgiana ripresi in conversazione telefonica con un ufficiale dell’ambasciata russa, Peter Solomatin che è anche membro del Servizio russo di Intelligence Straniera. Secondo i servizi di sicurezza georgiani, l’anello di congiunzione tra Russia e l’opposizione a Tbilisi sarebbe il figlio dell’ex presidente georgiano Gamsakhurdia, Konstantine, già indagato per un tentato colpo di stato, anch’egli ripreso dalle telecamere mentre discute al telefono con i leaders dell’opposizione. Dunque assumono un volto quelle “forze del male” che secondo il presidente Saakashvili hanno fomentato gli attuali disordini.

La reazione delle autorità georgiane è stata l’immediata espulsione per Solomatin ed altri due diplomatici. Ma non sono gli unici ad aver abbandonato la Georgia. Secondo il sito internet Georgia Online, il leader del partito laburista georgiano, Shalva Natelashvili, anch’egli tra gli interlocutori telefonici dei russi, avrebbe abbandonato il suo paese per trasferirsi in Russia, in compagnia di Konstantine Gamsakhurdia. Entrambi sarebbero emigrati passando per la regione di Tshinvaly, focolaio del separatismo dell’Ossezia del Sud. La stessa fonte pubblica un denso editoriale in cui si delineano i nodi del ramificato network spionistico, “i georgiani del Cremlino”, che la Russia ha intessuto e poi attivato per scombussolare la vita democratica della Georgia. La politica della congiura resta lo strumento privilegiato dalla Russia per regolare i suoi affari internazionali. Ma il ricatto energetico e l’interferenza occulta non garantiscono un’egemonia stabile. La rinnovata pressione russa sulla Georgia, il più ostile dei suoi ex domini, coinvolge anche gli oppositori del regime di Saakashvili. Naturalmente la battaglia politica dell’opposizione acquista tutto un altro sapore quando il suo sostenitore occulto è la Russia di Putin. Più che una presunta difesa idealistica della democrazia, il bersaglio dell’opposizione resta la concreta eliminazione politica di Saakashvili.

Commenti
14/11/07 12:58
parlare di ció che si sa
ecco quello che succede quando arrivano i cremlinologi della domenica: putin e berezovsky insieme contro il povero saakashvili, dai siamo seri...se si vuole attaccare putin lo si faccia, ma senza cadere nel ridicolo...
Anonimo
14/11/07 15:03
C’è la Russia dietro l’opposizione in Georgia
Anche volendo omettere la troppo facile ironia sul cognome dell'autore del pezzo, come si fa a non definire lo stesso una "cazzulinata"? Intanto, siamo in pieno "complottismo", tipo "quelli dell'11 Settembre": stupefacente constatazione vista la testata che lo ospita. Tutto si basa su fonti ufficiali governative georgiane, la cui affidabilita' tutti sanno quale e'. Tanto per dirne una, solo usando la logica: come si a credere sia tutto un complotto ordito dalla Russia e poi, tà tà, indire elezioni presidenziali anticipate? Evidentemente e' vero che "c'è del marcio in Georgia". Poi, disinvoltamente, al diavolo la liberta' di stampa: le fonti televisive indipendenti sono tutte "pagate dall'estero". Sembra sentire la propaganda di Stato sovietica. E che dire della lamentela del gas che la povera Georgia ha dovuto pagare il doppio? Ricordo male o anchela fida Bielorussia ha dovuto adattarsi ai prezzi del mercato?. Ma la perla e' parlare dell'oligarca russo ricercato Boris Berezovsky come fosse la "longa manus" di Mosca, dimenticandosi che vive un comodo "asilo politico" a Londra, da cui invano la Russia chiede da anni l'estradizione. Viene la stessa ilarita', leggendo questo strampalato articolo, che si ha quando si fa fare ai programmi automatici la traduzione di un testo da una lingua ad un'altra: uno spasso incredibile per come mescolano le cose. Che sia la traduzione automatica in italiano di un pezzo in georgiano della tv di stato di quelle parti, a firma di Gabrierakli Kazzulinashvili?
Clemente
10/08/08 07:57
il presidente georgiano
Vergongatevi. La vostra difesa di questo piccolo Stalin, che arresta gli oppositori, fa chiudere le televisioni dell'opposizione, ma si mostra bello in televisione con la bandiera UE per convicere le vostre menti deboli della sua demosraticità, è penosa. Siete complici di un criminale!
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