Giornali al macero. Tutti meno quelli di sinistra. Una sinistra però che non disturbi troppo: il Manifesto, ad esempio, è eterodosso oltre la misura del sopportabile. Meglio sopprimerlo. Bastano e avanzano Unità e Repubblica, depositarie della “linea diessina” in tutte le sue sfumatore, dal rosa al rosso radical. Il Comune di Terni ha deciso la “riorganizzazione” della locale emeroteca. E la spiega allegramente con la mancanza di spazi e con un “piano integrato” regionale. E’ vero naturalmente che i quotidiani sono ingombranti, ma con le tecnologie moderne si microfilmano: basta una stanzetta per conservarne parecchie collezioni. Invece niente. Caput. Per il Popolo, l’Avanti!, l’Avvenire, Il Giornale è stata decretata la sparizione.
Una sorta di “soluzione finale” verrà adottata anche per tutti i quotidiani stranieri: dal capitalistico Wall Street Journal all’Independent. Non viene risparmiato nemmeno il paper della sera più amato dalla sinistra: l’autorevole Le Monde dei cugini d’oltralpe. Informazione internazionale azzerata, dunque: hai visto mai circolasse per le plaghe dell’Umbria un’aria men che provinciale? Quanto ai grandi quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Sole 24 Ore, Stampa) al Comune assicurano che, distrutte le copie su carta, si troveranno comunque i microfilm. Verranno acquisiti tutti quelli che si trovano sul mercato. Per il momento però ce ne sono pochi e riguardano brevi periodi.
I “tagli” all’emeroteca ternana non colpiscono invece Repubblica e L’Unità, presenti in forze. E perchè i due giornali di sinistra la fanno da padroni mentre gli altri vengono brutalmente colpiti? Non ci crederete ma al Comune di Terni rispondono così: “Sono i più richiesti”. Addio al pluralismo, senza neanche vergognarsene un po’. La “riorganizzazione” non “taglia” invece la stampa locale o con inserti locali. Salvi dunque Il Messaggero, La Nazione, Il Corriere dell’Umbria e Il Giornale dell’Umbria, tutti quotidiani onorati che però – salvo rare eccezioni – non hanno mai troppo disturbato “il manovratore politico”.
Sin qui la cronaca. E adesso immaginiamo che un giovane ternano voglia fare una tesi – pensate la stravaganza – sulla storia della siderurgia, visto che la sua città ne è stata e ne è una capitale. Bene, non troverà giornali europei e sì che la questione acciaio ha avuto una discreta rilevanza continentale. Troverà con grande difficoltà e solo per alcuni periodi quotidiani non proprio irrilevanti per ricostruire l’argomento come il Sole 24 Ore e il Corrierone. Non potrà consultare Popolo e Avanti! per sapere – ad esempio – cosa ne pensavano di certe ristrutturazioni Dc e Psi. In compenso saprà tutto delle posizioni sindacali e del Pci, nonché degli amministratori locali. La tesi di laurea è garantita: orientata a sinistra sin dalle fonti. Naturalmente il giovane autore potrà documentarsi anche fuori dalla sua città: a Perugia, a Roma. A Terni però regna la gauche e sarà bene che se ne renda conto: qui s’informa ampiamente ma solo in una direzione. Il pluralismo può attendere.
Si può anche scegliere la discutibile strada di fare in Umbria un’unica emeroteca regionale, ma perchè la “specializzazione” ternana deve essere legata al binomio Unità - Repubblica e non – tanto per fare un esempio – al tema dell’acciaio e della politica industriale? E perchè una sede universitaria che vuole svilupparsi rende più difficile la reperibilità delle fonti di ricerca?


Microfilm?
All'arroganza e alla
replica