Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale

Il Papa rinuncia alla visita,
la Sapienza rinuncia a se stessa

15 Gennaio 2008

Benedetto XVI ha deciso di rinunciare alla visita all’Università la Sapienza di Roma. La sala stampa del Vaticano lo ha reso noto con un comunicato di una riga, in cui si aggiunge soltanto che l’intervento previsto sarà comunque inviato al Rettore. Il motivo addotto è quello della sicurezza del Pontefice.

Le pressioni, le minacce, le manifestazioni hanno avuto la meglio: l’Università degli Studi di Roma sarà da oggi un po’ meno “università” degli altri Atenei del mondo, poiché si è stabilito che il capo della Cristianità non vi ha diritto di parola pur essendo anch’egli un docente universitario.

Suona grottesca in questi stessi minuti una seconda lettera dei professori all’origine della protesta con cui si spiega che “Nessuno, tantomeno i docenti della Sapienza, vuole esercitare un arrogante diritto censorio sulla libertà di espressione del pensiero religioso”. Purtroppo questo è esattamente quello che i firmatari hanno chiesto e ottenuto con le loro lettere e i loro appelli: una censura di fatto contro il Papa. Se le loro intenzioni erano diverse questo è il momento di fare mea culpa, da professori e da educatori non si sono fatti capire,  e di conseguenza pregare il pontefice di riconsiderare la sua decisione.

La sensazione è invece che la combriccola dei firmatari ora stia festeggiando un successo insperato, convinti di essere protagonisti di un momento eroico delle loro esistenze per avere coraggiosamente sfidato e sconfitto il perfido “Magistero” (vedi Scalfari & Pulmann) e le sue oscure trame di domino delle menti.

La realtà invece è miserevolmente diversa. La vicenda della rivolta anti-papalina alla Sapienza di Roma non porta il marchio del coraggio e dello sprezzo del pericolo in nome della difesa del pensiero scientifico e della laicità dell’insegnamento. La misura di quell’azione è piuttosto il conformismo laicista, il quieto accomodarsi all’aria che tira nelle università e tra gli intellettuali italiani, dove una parola contro il Papa e la Chiesa paga sempre un po’ di più.

Non c’è nei toni e negli argomenti  dei professori in lotta contro l’”ingerenza” vaticana alcun ardimento intellettuale, non c’è il senso del mettersi in gioco contro un potere costituito e minaccioso. C’è al contrario l’esibizione a buon mercato e senza rischio di un tic del pensiero diffuso e accettato, uno stringersi a coorte con la propria casta di riferimento inchinandosi all’egemonia sciatta e facilona che domina le Università italiane.

Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che il ministro dell’Università, Fabio Mussi, abbia aspettato fino ad oggi per condannare la protesta contro il Papa. Fino a quando cioè è apparso chiaro che i contestatori avevano partita vinta e che il Papa sarebbe stato costretto alla ritirata. Solo un po’ d’onore al nemico che fugge, nient’altro.

C’è infine un rammarico di fondo da notare in questa triste vicenda. Dov’è la maggioranza dei docenti della Sapienza, quella che non ha firmato la lettera al Rettore? Perché è rimasta silenziosa, perché ha consentito, magari nel dissenso, che la posizione di 60 di loro fosse quella prevalente. Non sarebbe stato il caso di un contro-appello con cinque-seimila  di firme che mettesse in ridicolo le poche decine che chiedevano la censura contro il Papa? Sono così deboli e malsicure le idee di chi non la pensa come Marcello Cini e compagnia?

Se questa è l’indicazione che la Sapienza offre nell’anno di grazia 2008 ai suoi docenti e ai suoi studenti c’è da prendere sul serio  il motto veltroneggiante che l’Università romana si è scelta: “Il futuro è passato di qui”. Basta solo aggiungere che poi  è scappato inorridito.


Commenti
Alessio
15/01/08 18:30
Fondamentalismo laicista
"Fanatico é chi fanatico fa" avrebbe commentato Forrest Gump. E in effetti é così. E' amaro constatare come proprio coloro che si reputano dei luminari della cultura tacciando di fanatismo e fondamentalismo il Papa siano invece i primi ad esserlo nei fatti. Fanatico, infatti, non é chi esprime civilmente delle posizioni anticonformiste con il modo di pensare laico dilagante ma chi non accetta il confronto con chi la pensa diversamente. Infatti solo chi ritiene intoccabile il proprio pensiero al punto da non voler nemmeno sentire chi la pensa diversamente può essere tacciato di fondamentalismo e non il Papa che non fa altro che esprimere le proprie idee in modo pacato e civile. Certo, sono idee forti che possono dare fastidio. E forse per questo ci si trincera dietro un'errata concezione di laicismo dello stato. Ma l'Università (quella con la "U" maiuscola)non deve forse essere un luogo privilegiato di scambio culturale? Pare proprio di no, almeno alla Sapienza. Giancarlo Loquenzi ha ragione ad essere rammaricato per l'assenza assoluta nella vicenda della maggior parte dei professori che non hanno firmato il documento di protesta contro il Papa. Più di rammarico, parlerei di preoccupazione, visto che alcune delle recenti rivoluzioni del XIX secolo sono state realizzate da minoranze di fronte all'immobilismo della maggioranza della popolazione.
raimondo Cubeddu
15/01/08 18:39
Caro Giancarlo,
Caro Giancarlo, di fronte alla piega che hanno assunto gli eventi, penso che la nostra Fondazione dovrebbe immediatamente promuovere una raccolta di firme tra quanti nel mondo accademico si sentono (come me) disgustati sia dalla inqualificabile richiesta dei 60 colleghi romani, sia del modo in cui gli organi della Sapienza romana ed il ministro dell'Università hanno gestito la vicenda. Ma la vicenda è tanto grave che non sarebbe male che anche il Capo dello Stato si pronunciasse prontamente e senza equivoci. Che l'Università, luogo di ricerca e di confronto, venga in pratica chiusa al Papa è un fatto di gravità tanto inaudita da sfociare nel ridicolo. raimondo
Miss Kitty
15/01/08 18:55
Peccato!
In caso di ulteriori ripensamenti proporrei in cambio che il vaticano inviti un pool di scienziati all’apertura del prossimo giubileo. Staranno con un microfono in mano durante l’apertura della porta santa, e diranno più o meno “ma dai son tutte cagate”, piuttosto che “il cattolicesimo è un po’ come credere allo zodiaco”. Sottofondo di risate registrate. Pari e patta.
Attila
15/01/08 19:13
Bravi contestatori, ancora
Bravi contestatori, ancora una vittoria all'olio di ricino.. (tra parentesi, non ho capito la battuta di miss Kitty, l'ironia la farei verso i contestatori - 60 contro uno è facile.. se è il Papa di più - ). Sono d'accordo con la proposta del prof. Cubeddu, è il caso di proporre un appello ai non conformisti, che ci sono.
pietro
15/01/08 19:26
il papa fa del vittimismo
Successo dei Laici. La lotta continua. =============================== Le forze laiche, seppur abbandonate dai politici che cercano il consenso nei Palazzi e nei Poteri ed hanno perduto il polso della situazione italiana, hanno vinto: il Papa ha rinunziato alla sua presenza alla Sapienza di Roma per l'inaugurazione dell'anno accademico. Naturalmente ora fiumi di retorica vittiministica invaderanno i massmedia italiani e consolatori di ogni ordine e grado sorgeranno dappertutto a biasimare il successo della contestazione laica. In ogni caso, per quanti veleni verranno fatti scorrere e per quante vendette il clericalismo vorrà perpetrare per sanare l'onta subita, per il momento la causa dell'indipendenza della Scienza e del Sapere dal Potere Religioso segna un punto. Gli orizzonti di libertà che si sarebbero ristretti per la prevaricazione romana sono ancora aperti ad un futuro non oscurantista. Nella mia qualità di Presidente dell'Uaar di Palermo sono stato il primo, a seguito di una vibrata lettera di protesta del Prof. Russo dell'Università di Palermo pubblicata su Repubblica, a rivendicare in Italia l'autonomia dello spazio laico delle Università costringendo il Cardinale di Palermo a realizzare altrove la messa che voleva celebrare nell'Aula Magna dell'Ateneo palermitano. In questa iniziativa, come nell'iniziativa dei professori e degli studenti romani, non c'è alcun integralismo o mancanza di rispetto del sentimento religioso. C'è la constatazione che lo spazio pubblico appartiene a tutti i credenti di ogni fede e non credenti. C'è la convinzione che lo Stato non debba essere colonizzato. Ha ragione il valoroso giudice Luigi Tosti che ha condotto una solitaria battaglia pagata duramente sul piano personale per rivendicare la libertà delle aule giudiziarie. Sbagliano coloro i quali per servilismo, calcolo o mal riposta solerzia religiosa consentono la colonizzazione degli spazi e delle pubbliche istituzioni. Sbaglia Bertinotti a consentire la presenza di un presepio e di un presidio religioso a Montecitorio. Bertinotti dovrebbe inoltre chiedere perdono a tutti gli omosessuali d'Italia per avere scacciato come "sacrilega" e "provocatoria" la presenza di due figurine omosex dal presepio e di avere costretto alle scuse il parlamentare che ne era stato autore. Non possiamo ignorare come il cattolicesimo sia sempre stato contro lo scienza e contro la donna. Ha boicottato purtroppo senza proteste il referendum sulla fecondazione assistita ed ora vorrebbe lo svuotamento della legge 194.La Chiesa Cattolica mentre è per la pena di morte (prevista dal catechismo ricentemente riformato) vorrebbe salvaguardare l'embrione a scapito della salute della madre considerata un mero contenitore e non soggetto di diritto primario. I laici italiani ricavino dalla lotta dei professori e degli studenti romani esempio per difendere la libertà della scienza e per limitare l'ombra di barbarie medioevale che la Chiesa vorrebbe stendere sulla Repubblica Italiana riducendola ad una sua appendice. Pietro Ancona www.spazioamico.it http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/ http://pietro-ancona.blogspot.com/
Anonimo
15/01/08 20:33
Intolleranza....
Ma è mai possibile dare così ampio risalto mediatico ad uno sparuto gruppo di constestatori (mi riferisco a docenti pagati dallo Stato con i soldi dei contribuenti e/o pseudo-studenti)che, per spirito ideologico anticlericale, sarebbero capaci di rinnegare pure l'esistenza di se stessi. FANNULLONI, PARASSITI, invece di scaldare le cattedre o i banchi ANDATE A LAVORARE!!!!
cumino
15/01/08 21:01
L'attuale ministro
L'attuale ministro dell'Università herr Joseph Goebbels ha oggi pronunciato il suo personale disappunto per la rinuncia del Papa a presenziare all'Università la Sapienza. Il Papa danneggia con questo inqualificabile atteggiamento la gloriosa immagine del nostro partito.
tacitus
15/01/08 21:36
Che vergogna!Un paese che
Che vergogna! Un paese che si definisce democratico,tollera che venga zittito il Sommo Pontefice. Non bastava la monnezza napoletana,ora la stampa internazionale ci coprirà (giustamente)di esecrazione e ludibrio per questa dimostrazione di integralismo talebano! per questa
federico
15/01/08 21:50
Ma se fosse stato un musulmano ...
Mi domando : " ma se il Papa fosse stato uno studioso islamico , come si sarebbero comportati i sedicenti professori anti-papa ? " Si attendono eventuali risposte ! Distinti saluti Federico Rossi
Enzo Sara
15/01/08 23:17
Spazzatura veteroideologica, 40 anni dopo
E così il quarantennale del '68 è cominciato nel peggiore dei modi. Con una "grande vittoria" degli studenti e dei prof di sinistra, che hanno indotto il Papa a rinunciare alla conferenza prevista presso l'Università "La Sapienza". Ormai in Italia c'è gente che - è proprio il caso di dirlo - è fuori dalla grazia di Dio. Papa Benedetto XVI non è gradito all'Ateneo romano: il sottoscritto, credente con una visione totalmente laica dell'esistenza, ancora fatica a convincersi che sia tutto vero e non si tratti di uno scherzo. Questa laicissima "scomunica" giunge da 67 docenti (sic) e intellettuali (doppio sic) i quali non trovano di meglio che accusare il Pontefice e la Chiesa di aver processato Galileo e mandato al rogo Giordano Bruno: vicende fresche fresche e di scottante attualità, che - se non ricordo male - si collocano a cavallo tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo dopo Cristo (sempre che i signori in questione mi perdonino se Lo menziono pur in assenza di una loro esplicita autorizzazione). E io che credevo di essere entrato nel Terzo Millennio! Seguendo lo stesso ragionamento (?) e la stessa logica (??), a quegli stessi docenti dovrebbe essere quanto meno revocata la cattedra perché "complici" di massacri staliniani e gulag nel secolo scorso. Ma siamo davvero impazziti? Ci sarebbe da scompisciarsi dalle risate, se questo niet nei confronti di papa Ratzinger non fosse un'inquietante prova di ottusità e arroganza, oscurantismo e intolleranza. Oltre che di ignoranza, chiamiamo le cose con il loro nome, aggravata dal fatto di provenire da sedicenti professori e maitre a penser. Personaggi che "illuminano" il panorama culturale italiano e nutrono le coscienze di chissà quante migliaia di giovani studenti. Sui quotidiani ho letto due titoli particolarmente efficaci, che sintetizzano in maniera emblematica la situazione: "Il no al Papa è un nuovo muro di Berlino" e "Quei laicisti nemici dei laici". Sintesi perfette di una vicenda che lascia esterrefatti. Ovviamente, se in visita alla Sapienza fosse stato annunciato un qualsiasi imam, quegli stessi intellettuali si sarebbero battuti in prima linea per difendere il suo diritto alla parola e alla predicazione (eventualmente, anche di odio nei confronti dell'Occidente). Ma "papa Nazinger" no, non può esprimere il suo pensiero. Con il "pastore tedesco" non si dialoga, nemmeno per criticarlo civilmente e dissentire legittimamente. Ormai gli hanno appiccicato l'etichetta di "pontefice reazionario". E allora zitto (e Mosca), se ne stia in Vaticano: alla Sapienza non c'è spazio per gli stranieri. D'altra parte, Sua Santità chi si crede di essere? Non è mica Renato Curcio o qualche altro brigatista rosso, sempre ben accetto quando racconta - anche da una cattedra - le sue esperienze di compagno che ha sbagliato. Povera Italia. Per questa spazzatura veteroideologica non c'è nemmeno la speranza di una discarica o di un inceneritore.
GEOM RINALDI GIANFRANCO
16/01/08 07:53
Il Papa rinuncia alla visita.
Si raccoglie quanto seminato nel 1968 Indro Montanelli ha scritto nelle sue stanze: E'nella scuola che si fà l'Italia o si Muore e oggi l'Italia sta morendo. Quei Docenti se tali possono essere considerati e i loro allievi "Starebbero bene fucilati sulla piazza Rossa come nemico del popolo"
Anonimo
16/01/08 10:11
Immortale odium et nunquam
Immortale odium et nunquam sanabile vulnus! Ritorna l'ottocento. Sono preoccupato per i miei figli che frequentano l'università italiana, che, per non essere tutta assimilata alla Sapienza, faccia sentire la sua voce e la sua consistenza intellettuale libera da ideologie.
Salvatore
16/01/08 10:21
Invito di libertà
Invito gli studenti cristiani e di buona volontà ad abbandonare "La Sapienza" ed a trasferirsi in altre università capitoline più sapienti e più libere, lasciando quel covo intollerante ed oscurantista, incapace di dialogo e di fare scienza vera.
16/01/08 18:10
Grazie
Ringrazio sinceramente per questo articolo che sintetizza perfettamente sia la cronaca sia la disperazione di un mondo che ha fatto del relativismo e del laicismo le basi sulle quali cercare di sostenersi. La Sapienza è anche, e soprattutto, saper ascoltare e, in questo caso, non è successo. Purtroppo temo che sia solo la prima espressione palese di un crescente integralismo anti-cattolico. Il rapporto tra Fede e Scienza è eterno (anche se il concetto di eternità non è contemplato nei manuali universitari romani. Le stelle sono competenza degli astrofisici che le vedono, le studiano e le classificano, eppure commuovono ed emozionano, ci avvicinano al concetto di "infinito". Ma nessun componente chimico conosciuto può produrre questo effetto. Che sia lo Spirito di Dio a commuoverci? Ma nessun professore riuscirà mai a spiegarlo senza saper ascoltare prima di tutto dentro di sè e, quindi, parliamo di banali impulsi elettrici, quelli sì si controllano. E' una bella soddisfazione?!
Paolo
16/01/08 21:56
sono stupito
Saluti a tutti, sono stupito e sgomento. Vivo all'estero e quando leggo queste notizie sono triste. La mia cara Italia sta cambiando in peggio. Laicità e cristianesimo hanno lo stesso diritto di esistere e di essere espressi. Chi non vuole sentire l'altra "campana" meglio che si dia ad altri sport. Prof contro la chiesa? Facciamo matricole conto ministro dell'istruzione. E' proprio vero che essere cattolici vuol dire essere una minoranza. Meglio pochi ma buoni. Grazie per lo spazio. Paolo
Fabio
16/01/08 22:23
Il Prof. Joseph Ratzinger respinto dalla Sapienza.
“Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo”; chissà se gli odierni nipotini in cattedra della rivoluzione francese si ricordano ancora di questa famosa frase del nume tutelare dell’Illuminismo? E dire che Voltaire era un convinto anticlericale e massone ma anche uno che aveva anche scritto un “Trattato sulla tolleranza” (1763) e, come noto, del cristianesimo il filosofo parigino accettava quantomeno l'insegnamento morale. Sono un laico liberale socialista convinto e purtroppo ancora senza grazia, ma in effetti, ad osservare i fatti che hanno portato Benedetto XVI a rinunciare alla sua lectio magistralis all’Università della Sapienza di Roma, mi verrebbe voglia di stracciare quel mio diploma di laurea attaccato al muro con l’immagine della Minerva a simbolo del più grande ateneo d’Europa, l’ateneo di cui sinora sono andato orgoglioso. L’incauta e faziosa presa di posizione pubblica di 67 professori dell’ateneo (su 400 del corpo accademico) contro l’ospitalità offerta dal rettore al pontefice per l’inaugurazione dell’anno accademico romano ha subito scatenato la bagarre di uno sparuto manipolo di “studenti” i quali, in uniforme da centri sociali ed esponendo dalle aule dazebao con la scritta “La Sapienza ostaggio del Papa”, non lasciavano presagire nulla di buono. Così al mansueto intellettuale di Marktl am Inn , attualmente Primate d’Italia, Prof. Joseph Ratzinger è parso più saggio il rinunciare alla propria prolusione piuttosto che vedersi deriso e sbeffeggiato, scortato e protetto da poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa per proteggerne l’incolumità fisica. Trattato da “marziano”, gli è stato precluso l’accesso all’ateneo di Roma (la città di cui è Vescovo), quell’ateneo che fu fondato dal suo predecessore Bonifacio VIII il 20 aprile 1303 con la Bolla papale “Supremae praeminentia dignitatis”. E quale “universitas” può esserci se vi si nega il “logos” che la contraddistingue sin dall’alto medioevo? Tutto ciò mi pare purtroppo una sonora sconfitta della laicità, oggi spacciata per laicismo e tragica caricatura di una arroganza illiberale ed intollerante da Ciceruacchi dell’ultima ora. Nel febbraio del 1878, a Roma, i funerali del papa marchigiano Pio IX dovettero svolgersi di notte perché squadracce di anticlericali scorribandavano per l’Urbe al grido di “al fiume il Papa porco!”: dopo 130 anni dovremmo ancora assistere a questi spettacoli? Magari spacciando palesi forme d’intolleranza quadristica per affermazione di un pensiero scientifico miopemente separato dall’etica?
Anonimo
17/01/08 13:59
il Papa oltraggiato
Questa ,purtroppo,non è che l'ultima tessera di un triste mosaico che continua a comporsi dall'avvento in carica dell'attuale governo e del suo capo,l'neffabile on. Prodi.E' infatti da quell'epoca che si nota un progressivo impoverimento etico della nostra società,un continuo scadimento dei valori del vivere civile e numerosi sono gli episodi e gli accadimenti che lo confermano :possiamo andare dalle manifestazioni selvagge contro qualsiasi progetto di grandi opere pubbliche,all'invasione abusiva di impianti e manufatti in cui si calpesta impunemente una serie di leggi e norme di tutela ,senza che mai venga sanzionato il sopruso (e penso all'occupazione di stazioni ferroviarie,all'impedimento dell'uso di strade e autostrade,all'uso di mezzi pubblici senza il pagamento del biglietto come i treni,senza che ciò venga represso o impedito,al danneggiamento e ,spesso,all'incendio di beni della collettività senza che mai ciò venga sanzionato dall'autorità giudiziaria,peraltro molto accomodante con i delinquenti che spesso hanno agito 'per alti motivi etici'come si legge in aberranti sentenze),nel mentre che si coprono misfatti che sono sotto gli occhi di tutti,come l'ormai perenne emergenza (scusate l'ossimoro ma è così) rifiuti della regione Campania,dove gli ineffabili protagonisti continuano ad essere tutti ai loro posti di comando e dove la magistratura,a quanto pare,non riesce a vedere alcun aspetto di reato ,nonostante sia più di un decennio che lo scandalo continua.E si potrebbe continuare per molto ad elencare misfatti,omissioni,inadempienze e in tuuto ciò vedere una costante :la pertinace presenza del premier in carica con la sua sicumera,con la sua ineffabile sicurezza di sè,con l'imperterrita convinzione che solo lui sa cosa e come fare (agli altri,miseri,non è dato di sapere o capire)e sopratutto con la sua macroscopica mancanza di senso del ridicolo,mentre continua ad impoverire tutti con le manovre,orchestrate insieme ai suoi sodali,sulla tassazione vuoi di questo che di quello.E' allora chiaro come in questo clima per così dire di una etica alternativa,sia possibile che venga di fatto impedita addirittura la presenza del Pontefice alla celebrazione dell'anno accademico alla Sapienza di Roma.E qui concludo per non tediare ulteriormente chi avrà la ventura di leggere queste righe,e anche perchè vogio conservare la speranza che riusciamo,in un futuro spero vicino,a cambiare un pò le cose e a far emergere l'altra Italia.Distinti saluti Germano Pede
17/01/08 21:18
Complimenti Direttore
Ho voluto riportare sul nostro sito il tuo articolo e voglio farti personalmente i complimenti,il titolo poi è semplicemente geniale.
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl