Venerdì 10 Febbraio 2012
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Giorgio Israel

Se ci si innamora delle teorie di Edgar Morin

Se i professori sono da "deportare" in fabbrica

9 Gennaio 2012 -

In un recente articolo sul Sole 24 Ore, Pier Luigi Celli riprende la tematica moriniana e si scaglia contro le rigidità disciplinari e l'astrattezza dell'accademia. Per uscire dall'empasse (sic) propone una visione volta alle applicazioni industriali e, per i professori universitari, ogni cinque anni un semestre di stage in azienda per "capire come cambia il mondo del lavoro" e "rendere l'insegnamento all'altezza delle sfide che attendono i loro allievi". A prima vista ragionevole. L'università però non è fatta solo di economisti, ingegneri o medici... (tratto da Il Giornale)

Il dibattito sul "nuovo corso" del Ministro Profumo

Tutti i motivi per dire no alla nuova scuola-azienda

Intervista a

Giorgio Israel

3 Gennaio 2012 -

Poco più di un mese e il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha sparigliato le carte che stavano ordinate sul tavolo del Miur. La sua proposta del concorso ha avuto reazioni contrastanti e sulle prime non si è saputo bene come prenderla. Inoltre, sono molti nodi che attendono di essere sciolti. Nel frattempo Giorgio Israel, docente di matematica nell’Univesità di Roma, fa un punto sulle principali questioni aperte.  (Tratto da Il Sussidiario.net)

Le priorità

Università e scuola, l'agenda del merito

22 Dicembre 2011 -

Cosa può fare il governo Monti in tema di politica dell’istruzione entro l’orizzonte di un anno e mezzo? In sintesi: chiudere i dossier aperti più urgenti e adottare sulle questioni più delicate una linea mediana e prudente. Tra i dossier aperti il primo della lista è lo sblocco della formazione dei nuovi insegnanti. Nonostante da tre anni sia pronto un nuovo regolamento per la formazione, tutto è fermo da allora. (Tratto da Il Messaggero)

Imparare e insegnare la buricrazia

Così tabelle, punteggi e test tolgono il fiato all’istruzione

20 Dicembre 2011 -

Leo Szilard (1898-1964) faceva parte di quel gruppo di portenti ungheresi, tra cui Eugene Wigner e John von Neumann, che spiccarono nella fisica e nella matematica del Ventesimo secolo. Verso la fine della vita si dedicò a scrivere novelle. In una di queste un miliardario chiede a un ricercatore scientifico come rallentare l'avanzata della scienza che, secondo lui, corre troppo. Ecco la risposta. (tratto da il Giornale)

Se la scuola è un disastro ringraziamo la sinistra

De Mauro, l’oracolo che non fa autocritica

29 Novembre 2011 -

Tullio De Mauro lancia un grido di allarme: sette italiani su dieci non conoscono l’italiano, soltanto due su dieci hanno le «competenze minime» per fare un uso appropriato della lingua, siamo in pieno analfabetismo di ritorno. C’è di che stropicciarsi gli occhi, perché non sta parlando uno che passa di qua per caso, bensì uno dei grandi guru della pedagogia scolastica italiana, che è stato anche ministro dell’Istruzione. (tratto da Il Giornale)

I quiz Invalsi

Quei poveri studenti ostaggio del test misura-ignoranza

21 Novembre 2011 -

Ho sotto gli occhi un quiz volto ad addestrare gli studenti all’analisi dei testi letterari a scuola. Si elencano 5 verbi che indicherebbero tutti un «modo di ridere»: 1. Sbellicarsi dalle risate; 2. Sorridere; 3. Ridacchiare; 4. Ridere; 5. Sghignazzare. Si chiede di metterli in «ordine crescente di intensità». La risposta è: 2, 3, 4, 5, 1. Il dramma è che esista la necessità di spiegare perché sia profondamente idiota ritenere che queste cinque manifestazioni siano differenziazioni di intensità di un unico stato psicologico. (Tratto da Il Giornale)

Una risposta al Ministro Sacconi (e al governo)

Persona, vita ma anche cultura. Cosa serve davvero all'Italia per ripartire

3 Ottobre 2011 -

In una lettera al Corriere  il ministro Sacconi sostiene che per superare la crisi che travaglia i paesi industrializzati occorre tornare al «riconoscimento della ricchezza della persona umana», alla«difesa della vita e della famiglia naturale». Non potrei che essere d’accordo. Ma spero che il ministro Sacconi si renda conto che a questi si deve aggiungere il riconoscimento del valore centrale della conoscenza e della cultura, come fonte principale della libertà dell’individuo.

Politica e tecnocrazia

Non è con un governo tecnico che si risolleveranno le sorti dell'Italia

8 Agosto 2011 -

Le ricette per la crescita compongono un ampio ventaglio che va dalla patrimoniale alle liberalizzazioni, alle riduzioni fiscali. Non si può sostenere che questa materia sia puramente tecnica: è anzi la parte più politica che possa darsi. Sarebbe quindi bastato chiedere a Berlusconi di cambiare politica economica, eventualmente cambiando ministri. Invece si chiedeva qualcosa di inedito, e cioè che Berlusconi si facesse carico di una linea politica generale di sviluppo commissariando i ministri economici con uno staff tecnico.

Accademia al bivio

Università e merito, la sfida della valutazione sulla ricerca

11 Luglio 2011 -

Un tempo non esisteveno problemi di valutazione della ricerca universitaria: si davano esclusivamente giudizi di merito. In presenza di una produzione scientifica che è in crescita esponenziale, il ricorso a metodi automatici si impone, per compiere un primo setaccio sulla base di parametri standard, come primo passo per valutare professori e ricercatori universitari. Ma il rischio di giudizi sommari è reale. (Tratto da Il Messaggero)

Sono i cattivi maestri a confonderli

I bambini non sanno contare? La vera malattia è la scuola

19 Giugno 2011 -

Nelle scuole primarie non si insegna la matematica, ma per gli psicologi e i pedagogisti  se i piccoli studenti non imparano a contare è per una forma di "discalculia": un problema di disorganizzazione motoria che impedisce ai bambini di incolonnare cifre e mettere al posto giuto i simboli. I nostri bambini hanno bisogno di spiegazioni non di sedute dall'analista. (Tratto da il Giornale)

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