Giovedì 24 Maggio 2012
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An azzoppata guarda in disparte a Destra

13 Novembre 2007

All’indomani della nascita ufficiale de “La Destra”, il movimento lanciato da Francesco Storace, in An bocche cucite e teste a terra. Evitare polemiche, dichiarazioni ed analisi ad alta voce. E se possibile deviare l’attenzione su altro. Ma anche con queste misure è difficile riuscire a dare un’immagine diversa del partito. A via della Scrofa si respira aria pesante.

Gli sguardi che si incrociano sono quelli di chi si interroga sul da farsi e sa che quello che in questo momento sta vivendo il partito è il momento più delicato. Non solo per l’uscita di Daniela Santachè, l’ultima che ha deciso di abbandonare i lidi finiani ed approdare sul nuovo mondo storaciano ma perché il progetto politico di un partito a destra di An si sta dimostrando fattibile. Certo i programmi e le idee rimangono ancora nebulosi alternando momenti di puro reducismo in stile Msi ad iniziative più concrete e capaci di intercettare il consenso della gente. Sta però il fatto che la tracimazione da An continua. L’abbandono di quella che solo due anni fa era relatrice di maggioranza per la Legge Finanziaria è un fatto che non può non fare rumore.

E stavolta il ritornello tante volte suonato per minimizzare gli “acquisti” di Storace, “solo reduci”, non funziona. A sbattere la porta è stata una dirigente di primo peso in An e che fino a poco tempo fa era in prima fila nello stato maggiore del partito. E non sarà l’ultima, perché le voci dicono che altri dirigenti starebbero guardando con interesse le mosse dell’ex governatore.

Sia chiaro “La Destra” rimane ancora un fenomeno prettamente romano-centrico ma questo non esclude che non abbia un peso politico. Come si sa la politica e le scelte si fanno a Roma. Da qui la considerazione che con Storace si dovrà trattare e lavorare per il futuro. Lo ha capito Berlusconi che non a caso non si è limitato a mandare un messaggio, come accaduto in altre conferenze di partiti minori, ma ha deciso di presenziarvi personalmente.

Un atto che ha un significato ben preciso e che suona come un messaggio a Fini ormai non più l’unico interlocutore a destra. Inoltre qualcuno sussurra, malignamente, che questa è stata anche la conferma che dietro l’ex governatore c’è proprio Berlusconi. Un’operazione fatta per indebolire An e azzoppare qualsiasi velleità di successione del suo capo, Gianfranco Fini. Uno Storace che rosicchia consensi ad un partito che ormai è storicamente e cronicamente fermo al 12 per cento come An, lo manderebbe sotto la quota dieci per cento e di conseguenza metterebbe in soffitta ogni sogno di successione. In effetti qualcosa di vero c’è se poi si considera pure che all’ex premier non piacciono le autocandidature e che in casa propria preferisce sempre fare a modo suo. Sarà lui a decidere modi e tempi di ricambio al vertice della Casa delle Libertà.

Ce ne è di cui preoccuparsi per lo stato maggiore di An che dal canto suo è tornato a dividersi in correnti. Il partito si “balcanizza” nuovamente e prepara anche nuove componenti come quella “Progetto popolare” che fa capo all’ex presidente della Provincia di Roma, Silvano Moffa, accompagnato dall’ex sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli a cui hanno già aderito o sono in procinto di farlo il deputato pugliese Ugo Lisi ed i senatori Antonio Pepe e Giuseppe Valentino. Una novità nel panorama correntizio e che rischia soprattutto di indebolire Destra Protagonista (Gasparri e La Russa) e Destra Sociale (Alemanno) rafforzando invece le posizioni di Altero Matteoli, quello che molti vedono come il prossimo segretario del partito.

Uno sguardo al passato, come già altre volte è successo con Fini, che risponde all’ennesimo tentativo del leader di nascondere la debolezza del partito spartendo il potere tra i “colonnelli”. Una strategia già usata e che risponde alla tecnica del “divide et impera”. In effetti la mossa non sembra aver riscontrato il favore di molti dirigenti soprattutto di chi ricorda ancora le parole di Fini, non più tardi di due anni fa, che tacciava le correnti di “cancrena”. Ma da allora molta acqua ne è passata sotto i ponti e di fronte ad uno Storace che “divora” ex dirigenti non si può tanto sottilizzare, anche se si tratta di far ripiombare il partito nelle mani delle componenti.

Commenti
shadang
13/11/07 15:19
Considerazioni
Qualcuno, mi sa che non si rende conto (leggi Berlusconi)che affossando AN, affossa se stesso.Se Fini si mette di traverso, come Casini, sono cavoli suoi. Comunque, con La Destra, significa tornare 20 anni indietro. Contenti loro...
oceano
13/11/07 22:01
... E invece sarà proprio
... E invece sarà proprio la presenza di Storace a rendere più "digeribili" Fini ed Alleanza Nazionale nell'orbita moderata. Se il suo fine è la Destra Liberale (direi quasi Storica...perchè no?...), forse è proprio Berlusconi che deve stare attento, d'altronde scommetto che sarà proprio Forza Italia a perdere di qualsiasi senso quando Berlusconi finirà la sua partita politica.
Claudio
14/11/07 03:17
Tornare indietro di 20 anni
Tornare indietro di 20 anni no, ma effettivamente sarebbe meglio se Storace evitasse di fare troppo il nostalgico, e questo lo dico da suo simpatizzante... penso tra l'altro che gli convenga anche dal punto di vista elettorale, sono sicuro che esiste in AN un'ampia fascia di elettori delusa dalle politiche finiane (diritto di voto agli immigrati, corano nelle scuole ecc. ecc.) ma che allo stesso tempo non voterebbe mai per partiti dichiaratamente fascisti, apparire troppo duri e puri potrebbe significare quindi per "La Destra" la perdita di questo buon potenziale elettorale per magari finire ad avere alle elezioni le stesse percentuali da prefisso telefonico che oggigiorno raccolgono tutti gli altri partitelli di destra neo-fascista.
14/11/07 18:21
Il coraggio di AN
E’ nata La Destra di Storace, portavoce Daniela Santanché. Qualche coro velatamente antisemita, pare, qualche braccio destro teso, ma soprattutto un’affermazione forte, così come riportato da tutti i quotidiani: “Noi non faremo il Ministro degli Esteri a qualsiasi prezzo: nessuna coalizione ci potrà mai chiedere di andare in una agenzia viaggi, fare un biglietto per Gerusalemme per andare a maledire il fascismo”. Una frase che non lascia spazio a dubbi, un riferimento chiaro: La Destra è il “nuovo” partito dei vecchi nostalgici. Storace non maledice il fascismo, ne prendo atto. Chissà se Storace ritiene buona cosa anche l'art. 9 del "manifesto degli scienziati razzisti" del 14 luglio 1938 in cui si recitava che: "Gli ebrei non appartengono alla razza italiana" per non fare che un esempio; e se ritiene buona cosa il famoso decreto legge per la difesa della razza nella scuola fascista: "Alle scuole di qualsiasi ordine e grado, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere iscritti alunni di razza ebraica". Sono convinta di no, ma - nel caso - mi auguro che Storace non soltanto si astenga dal fare il Ministro degli Esteri, ma anche dal fare il Ministro della Pubblica Istruzione! Tutto sommato va bene così. In primo luogo perché questa scelta di dissidenza permette di fare chiarezza su AN: nessuno potrà più affermare che in AN militano gli eredi del fascismo. La correttezza e la coerenza politica del Presidente Fini li ha fatti venire allo scoperto per quelli che erano e se ne sono andati. In secondo luogo perchè l’affermazione di Storace pone già La Destra fuori dalla coalizione di centrodestra, nonostante l’omaggio - a mio parere quanto meno disdicevole (ma si sa, come ebrea sono un po' suscettibile nei confronti di chi dà appoggio a partiti per nulla velatamente nostalgici) - resogli da Berlusconi. Mi chiedo soltanto come farà l’On. Storace a continuare a dichiararsi “amico d’Israele”: forse che non si sia accorto che Israele è uno Stato a maggioranza ebraica o ha cambiato idea anche su questo punto? In fondo la storia ci ha insegnato che i migliori alleati del nazifascismo in Palestina furono proprio gli arabi palestinesi, non certo gli ebrei che combatterono, invece, al fianco degli alleati! Ma sono convinta che, alla fine, lo stesso Storace rivedrà certe sue affermazioni: peccato comunque averle espresse proprio in occasione dell'inaugurazione del suo "nuovo" partito. AN azzoppata dunque? Proprio non direi. E se la mia omonima Santanchè dice che ci vuole coraggio a rimanere in AN io le rispondo che quel coraggio l'abbiamo in molti. Anzi, potrebbe essere sorprendente scoprire in quanti l'abbiamo! Daniela Santus
Pierino
15/11/07 19:42
La Destra
Mi spiace che Daniela Santus motivi tutta la sua critica con le leggi razziali. Certo fu una pagina tragica e condannabile, ma il Fascismo non fu solo quella e quindi ritengo che non sia sufficiente a bollarlo come il male assoluto. Oggi tutti i simpatizzanti della Destra sono simpatizzanti anche di Israele e certamente non razzisti. Il Fascismo lo vedono in prospettiva storica, quella storia che nessuno ci ha mai raccontato, indicandoci solo le pagine buie. Ma se furono bonificate le Paludi Pontine, se fu istituito l'INPS, se fu costruita Cinecittà, qualcosa di buono fu fatto e nei primi 15 anni di governo. Tutti i maggiori intellettuali, anche quelli che con l'antifascismo hanno prosperato nel dopoguerra, furono entusiasti del Fascismo e ad esso aderirono con servile passione. Oggi non è più il caso di fare professione di reducismo, che senz'altro non ci riguarda in quanto quasi tutti nati dopo la caduta di Mussolini, ma per evitare che nel nostro passato, nella nostra Storia manchi un pezzo che volenti o nolenti ci appartiene, parliamo del Ventennio tenendo a mente una frase cara ad Almirante :"Non rinnegare, non restaurare".
Antonio
16/11/07 12:40
la Destra. Ma quale?
Credo che sia inutile attacare il movimento storaciano definendolo nostalgico. Questo già si sa, è il comune denominatore dei partiti alla destra di AN. Fini, secondo il mio parere, deve continuare a lavorare come ha fatto fino ad ora, proponendo temi che inseriscono AN nel quadro delle destre moderate europee. L'unica destra possibile in Italia è quella di Fini, che ripudia il fascismo, che chiede il voto per gli immigrati, ma che, oltre a questo, si propone su temi che appartengono al DNA della destra: la sicurezza, la socialità dello stato, il valore dell'individuo etc., rivisti in ottica contemporanea. Storace potrà rubare qualche dirigente e qualche voto, ma non dobbiamo farci distrarre da questo: AN deve lavorare per proporre, per concretizzare i suoi progetti, per diventare il motore politico e culturale della CdL. Il fascismo, i bracci tesi, i me ne frego e l'antisemitismo lasceteli ai vari Storace e ai nostalgici missini. AN è una destra diversa dal MSI, che non deve smettere di pensare all'Italia del domani, senza farsi distrarsi da coloro che quando, grazie ad AN, sono diventati ministri e governatori, non avevano niente da criticare.La sostanza politica della destra più o meno estrema è tutta qui: nell'ipocrisia.
Luca
16/11/07 19:28
il fascismo non era di destra
Comprensibile il desiderio di tanti di dare una vera anima al partito di destra, che ormai con Fini e' divenuto tutto e il contrario di tutto. Quello che non va bene e' il ritenere il fascismo come parte dell'eredita' della destra. Il fascismo nacque a sinistra e mori' a sinistra (nel 1945, sia chiaro) e durante il suo regime fece un po' quello che avrebbe fatto poi la DC democraticamente: cerco' il consenso a destra per fare politiche di sinistra.
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