Dopo il quadro politico adesso l’Udc cerca di far saltare il
tavolo in Rai. E precisamente quello del settimo piano di viale Mazzini.
L’offensiva è partita ieri quando Marco Staderini, uomo di Casini nel CdA, ha
sbattuto la porta abbandonando la riunione del consiglio. Un gesto forte per
denunciare gli “accordi di spartizione all’interno del CdA in una logica di
veltrusconismo”.
A far saltare i nervi ai centristi sono state le ultime nomine
fatte ieri dal vertice Rai, dove l'Udc non ha toccato palla. Cariche che da tempo dovevano essere rinnovate e su cui per la verità i giochi
erano stati fatti molto in anticipo. Che Alberto Contri per esempio dovesse
lasciare il posto di amministratore delegato di Rai Net lo si sapeva da mesi (presidente è stato nominato Gianpaolo Rossi e amministratore delegato Piero Gaffuri).
Tutto deciso da tempo anche per la scelta del sostituto di Deborah Bergamini al settore Marketing dove è andato Luigi Matteucci, vicino al Pdl. Un incarico ad interim, visto che quest’ultimo ha già due direzioni nell’Azienda. E proprio questa nomina ha fatto andare su tutte le furie Staderini e l’Udc.
Ancora oggi dalle colonne di “Liberal” il consigliere schiuma rabbia attaccando la scelta di Matteucci, il quale secondo lui “non ha l’esperienza specifica e necessaria per ricoprire quel ruolo”.
In realtà boatos d’Azienda spiegano che l’Udc aveva accarezzato il sogno di portare a casa questa nomina, così strategica ed importante. E c’erano stati persino degli ammiccamenti verso il direttore generale Claudio Cappon per cercare di convincerlo a nominare se non proprio un uomo di provata fede “uddiccina” almeno una persona amica.
Invece le cose sono andate diversamente ed è scattata la rappresaglia.
Dal CdA e dai singoli consiglieri prevale, almeno per ora, il silenzio accompagnato da un secco “ce lo aspettavamo”. Infatti la mossa di Staderini non ha sorpreso nessuno ed anzi come raccontano alcuni consiglieri “da giorni si registrava una certa tensione, quella che di solito anticipa le crisi”. Ed infatti crisi c’è stata che al settimo piano riconducono ad una strategia più ampia portata avanti dall’Udc e che vede il CdA solo uno dei fronti.
“Come Casini attacca Pd e Pdl accusandoli di fare inciuci – confida uno dei consiglieri – adesso Staderini inizierà a declinare la stessa strategia qui in Rai. Almeno fino alla permanenza dell’attuale CdA”.
Una tattica speculare che cerca quindi di far irrompere il tema del “veltrusconismo” anche nell’Azienda di viale Mazzini. Un modo pure per scongiurare che il bipolarismo possa mettere radici anche dalle parti della Rai, ponendo in pericolo le posizioni di potere che nel tempo l’Udc ha acquisito.
E il potere centrista in Rai è ancora molto diffuso ed ampio. Lo dimostra il fatto che Casini continua ad essere uno dei leader più presenti sugli schermi Rai, riuscendo in alcuni casi anche a battere la concorrenza di Berlusconi e Veltroni. Ad esempio fino a sabato scorso l’ex presidente della Camera sul Tg1 di Riotta vantava 22 presenze, tante quante quelle del Cavaliere. Ed ancora meglio al Tg3 dove con 20 presenze Casini fino a qualche giorno fa era riuscito ad imporsi su Berlusconi fermo a 18 apparizioni tv. Altro che “veltrusconismo” o grande inciucio. Il tutto grazie ad una rete di persone, incarichi ed amicizie che garantiscono al partito di Casini una posizione di privilegio.
Ad esempio, tra i vertici di viale Mazzini può contare su una pattuglia nutrita di uomini di riferimento come il vicedirettore generale Giancarlo Leone oltre allo stesso Staderini.
Senza dimenticare Lorenza Lei
e Lorenzo Vecchione rispettivamente
direttore delle Risorse Tv ed amministratore delegato di RaiSat. Guardando poi
ai Tg c’è Angela Buttiglione, numero
uno dei Tgr mentre al Tg2 i centristi possono contare su Tommaso Ricci, caporedattore, e Marcello Masi, vicedirettore.
Anche nel Tg3 Casini riesce a dire la sua grazie a Danilo Scarrone vicedirettore del telegiornale della terza rete.
Ma è al Tg1 che l’Udc può dirsi davvero “coperta”. Fuori Francesco Pionati, in quanto parlamentare, che però dopo queste elezioni dovrebbe rientrare, Riotta ha garantito all’ex presidente della Camera due punti di riferimento: Alberto Matano e Francesco Giorgino senza parlare di Marco Frittella vicino alla ex-Margherita ma ben disposto verso lo stesso Casini.
Ed infine c’è la Radio: anche qui l’Udc può vantare contatti importanti. Come quello di Flavio Cucciante che si occupa ormai da anni del settore personale del Giornale Radio. E poi c’è Fabio Comini, redattore del politico e Fabio Cioffi responsabile della musica di Radio 1.
Una mappa del potere vasta ma anche ben articolata. Il vero segreto del potere di Casini, un potere che non ha assolutamente voglia di perdere.


sete di poltrone