Giovedì 24 Maggio 2012
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Ahmadinejad festeggia il rapporto americano sul nucleare

10 Dicembre 2007

Quasi un anticipo della sorpresa sotto l’albero di Natale, è arrivato il rapporto delle barbe finte americane che ci informano che l’Iran ha fermato il suo programma nucleare segreto nel 2003. In molti esultano, in genere gli stessi che erano pronti a giurare sull’innocenza degli Ayatollah.

Altrettanto in automatico la reazione del presidente americano che rifiuta di abbassare la guardia. Certo è che il documento redatto da ben 16 agenzie di intelligence ha ribaltato l’agenda politica e tolto molte frecce dall’arco di Bush.  Ma attenzione a non lasciarci prendere da troppo facile entusiasmo, se non altro perché si continua ad arricchire  l’uranio e i rapporti  degli ultimi 18 anni degli ispettori nucleari Onu sembrano pagine prese dalla migliore Agata Christie.

Intrigante la reazione di altri paesi: si va dallo aperto scetticismo di Israele alla più cauta posizione di Berlino, Londra e Parigi, molto attenti a non attenuare la pressione  fin qui esercitata su Tehran. E il nostro Governo? Era molto riluttante ad applicare sanzioni che mordessero, per i noti interessi economici e la nostra dipendenza dal petrolio, ma ricordiamo anche un comunicato stampa della Farnesina che parlava di “inalienabile” diritto (per gli iraniani) di dotarsi di nucleare - civile - of course.

E Ahmadinejad? Festeggiando il lieto evento ha intensificato gli arresti degli oppositori e degli studenti ribelli e fatto impiccare sulla pubblica piazza un giovane accusato di pederastia.

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