Venerdì 10 Febbraio 2012
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Maurizio Grassini

La rivoluzione liberale di Berlusconi

Università, riforma necessaria ma estendiamo la "mobilità" a tutti i prof

3 Aprile 2009 -

Silvio Berlusconi ha rilanciato la riforma dell'Università mettendo al centro il concetto di meritocrazia e di governance manageriale "con la maggioranza di membri esterni del Cda" per garantire la terzietà e la responsabilità economica. Innovazione importantissima ma che dovrà fare i conti con le macerie prodotte negli ultimi dieci anni durante i quali nella “riserva privata per parenti e amici”, assunzioni e avanzamenti di carriera hanno prodotto dissesti economici in moltissimi atenei.

 

Salviamo l'università dai demagoghi e dai moralisti

25 Febbraio 2009 -

Le crisi finanziarie che affliggono numerosi  atenei italiani sono state generate dalla irresponsabilità dei professori universitari e non dalla insensibilità del governo per la cultura o dalla perfidia di un ministro che si rifiuta di ripianarne i deficit come un tempo si faceva, ad esempio, con l’Alitalia. Ma è inutile fare appello al moralismo. Si rischia di fare solo il gioco di chi lotta per la conservazione.

Università

Non c'è merito senza riforma della governance

20 Giugno 2008 -

Per introdurre nell’architettura istituzionale il principio di responsabilità e promuovere la competizione tra le Università occorre affrontare la riforma del modello di governo degli Atenei. Il riconoscimento del merito - al quale il ministro Gelmini fa riferimento con apprezzata e condivisa enfasi - scaturirà di conseguenza.

 

Università

Vittima tutt'altro che innocente dei cattivi maestri e dei pessimi governi

8 Giugno 2008 -

Sono lontani i tempi in cui Renzo De Felice poteva dire a Michael Ledeen di non aver avuto nessun maestro, perché sentirsi perennemente allievo significa una inammissibile sottomissione intellettuale. Oggi L'Università italiana è costellata di cattivi maestri e pessimi allievi. E gran parte delle responsabilità sono da attribuire ai governi di Ateneo.

Provocazioni

La cultura è troppo importante per essere lasciata nelle mani della politica

25 Maggio 2008 -

E’ sufficiente inciampare nella parola "cultura" perché qualcuno subito affermi che ad essa debbano essere assicurati adeguati (se non cospicui) sostegni finanziari pubblici. Ma ne siamo davvero certi?

Senza una gestione responsabile non può esserci meritocrazia

4 Aprile 2008 -

La meritocrazia è invocata quando le capacità riconosciute e vincenti non ci piacciono. Anche coloro che compiono azioni biasimevoli offerte dalla situazione in cui operano hanno la sfrontatezza di supplicarla. L’università è il luogo dove trionfa questa ipocrisia.

Per salvare l'Università dobbiamo smettere di invocare la meritocrazia

14 Novembre 2007 -

Se le nostre università non ci piacciono, non serve a nulla evocare la meritocrazia. Bisogna, invece, cambiare il contesto istituzionale del sistema universitario del nostro Paese, un cambiamento che potrà essere fatto nella direzione auspicata da coloro che invocano l’affermazione di “altri” principi meritocratici solo se i professori universitari saranno tenuti a dovuta distanza quando verrà disegnato, prima o poi, un nuovo modello di governo degli Atenei.

Cosa si nasconde dietro la lotta
al precariato

22 Agosto 2007 -


La battaglia per l’abolizione del “precariato” è combattuta con spudoratezza da coloro che contano soprattutto sul contenuto emotivo del messaggio non curanti della frode ad esso associata. A sinistra (in particolare nella banda dei quattro) non c’è parlamentare che non denunci l’inaccettabilità dei contratti di lavoro a termine. Non conta se il termine sia un anno o più anni.

Tps non rispetta il Programma di Stabilità presentato a Bruxelles

17 Luglio 2007 -

Quando nel dibattito politico compaiono proposte che li contraddicono, i richiami delle autorità monetarie europee e del commissario Joaquin Almunia sono più che pertinenti.

Quella cortina che grava ancora su Tallinn

2 Maggio 2007 -

Gli incidenti che in questi giorni hanno funestato la città di Tallinn sono paradossalmente meno gravi di quelli che di riflesso si sono verificati a Mosca davanti all’ambasciata della Repubblica dell’Estonia. Episodi questi, che si sono verificati in piena disinformazione, una pratica scientificamente praticata nella Russia sovietica. Giovani moscoviti, presentati come tifosi di Putin, hanno reagito allo stesso modo degli islamici che si dichiararono sconvolti dalla famose vignette danesi. Il ministro russo Lavrov ha minacciato ritorsioni e il Senato russo ha deciso di chiedere di rompere le relazioni diplomatiche con l’Estonia e all’Unione Europea di rimproverare lo Stato Membro. Arrivare a questi eccessi per l’oltraggio all’Armata Rossa che, secondo i russi, avrebbe invece avuto il merito di liberare l’Estonia dai nazisti è roba da trinariciuti. Ma senza dubbio, questi eventi hanno una rilevanza diplomatica.

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