Giovedì 24 Maggio 2012
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Il ritorno a casa di Hu Jintao

La Cina usa la pena di morte per riprendersi lo Xinjiang

9 Luglio 2009

Pechino usa il pugno di ferro contro i presunti responsabili degli scontri etnici nella regione autonoma dello Xinjiang. Le autorità locali ieri hanno annunciato una raffica di condanne a morte.

Il presidente della Repubblica popolare, Hu Jintao, ha anticipato il suo rientro a Pechino lasciando di gran carriere il vertice del G8 a L’Aquila. A guidare la delegazione cinese resta Dan Bingguo, membro del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare.

Le violenze sono scoppiate domenica nella capitale Urumqui,  quando la polizia cinese ha represso con violenza una manifestazione degli uighuri, una minoranza etnica di origine turcofono-musulmana. Secondo la stampa cinese, sarebbero almeno 150 i morti e un migliaio i feriti, la cui etnia non è stata resa nota. Il fronte indipendentista uighuro, invece, rilancia affermando che le vittime sarebbero 400.

La manifestazione era stata organizzata in segno di protesta contro il disinteresse mostrato dalla polizia cinese nel risolvere il caso di due immigrati Uiguri rimasti uccisi il 26 giugno scorso a Shaoguan, nel sud della Cina.

I manifestanti avrebbero distrutto alcuni negozi di Urumqui e attaccato gli immigrati cinesi di etnia han (maggioritaria in Cina). L'episodio ha riacceso le vecchie rivalità tra uighuri e han. Questi ultimi hanno scatenato una rivolta altrettanto violenta contro ai danni della popolazione turcofona.

Il governo della regione autonoma cinese ha annunciato che sarà applicata la pena di morte per i responsabili degli scontri dei giorni scorsi. E’ stato imposto il coprifuoco e decine di migliaia di militari e poliziotti presidiano Urumqi e le altre città dello Xinjiang.

Secondo il corrispondente della Bbc le forze di sicurezza starebbero cercando di dividere le aree abitate dagli uighuri da quelle abitate da cinesi di etnia han. Per il governo di Pechino, l'uccisione dei due uighuri che ha scatenato la rivolta sarebbe solo un pretesto per legittimare le tendenze secessioniste della minoranza.

C’è una "mente ispiratrice ed istigatrice esterna", dicono le autorità, addossando ogni responsabilità su Rebiya Kadeer, una dissidente uighura in esilio dal 2005.

Da sempre la popolazione uigura chiede a Pechino maggiore autonomia politica e religiosa, scontrandosi con i cinesi di etnia han immigrati nella regione. Xinjiang significa letteralmente "Nuova frontiera", un nome dato dal governo cinese durante l'annessione della regione, ma che viene considerato offensivo dagli indipendentisti, che preferiscono chiamare la loro terra Ulguristan, Turkistan orientale o Turkistan cinese.

Nel 1949, quando l'esercito di Liberazione popolare prese il controllo della regione, essa era abitata prevalentemente da uighuri e solo per il  6 per cento da cinesi di etnia han. Oggi gli han rappresentano il 40 per cento della popolazione, soprattutto grazie all'azione della Xinjiang Production and Construction Corp (XPCC), un'organizzazione semi-militare di coloni che ha costruito ed amministra città nel territorio dello Xinjiang.

Per gli uighuri, la crescita demografica degli han è una minaccia alla sopravvivenza della loro cultura. Per il governo cinese, un motivo per respingere le richieste di maggiore autonomia avanzate dagli indipendentisti.

Pechino considera la questione uighura – con quella tibetana – la principale minaccia all'integrità e alla stabilità della Repubblica popolare. Dopo l'11 Settembre e con la guerra al terrorismo, i leader cinesi ne hanno approfittato per propagandare un'immagine del fronte indipendentista uighuro legato al fondamentalismo islamico, ottenendo l'inserimento del Movimento islamico del Turkestan Orientale (Etim) nella lista Usa dei gruppi terroristici. L'anno scorso, gli islamisti avevano in mente di colpire le Olimpiadi di Pechino.

Lo Xinjiang, con il suo clima arido e la sua economia prevalentemente agricola, è ricco di giacimenti di minerali, gas e petrolio. La riserva di gas naturale nel bacino di Tarim, nel sud della regione, andrà presto a rifornire (grazie a un gasdotto in fase di allestimento), le regioni industriali dell'est che stanno per esaurire i loro giacimenti.

Una questione non meno rilevante è la posizione geostrategica della regione. Situato nella parte nordoccidentale della Cina, lo Xinjiang è l'unico collegamento diretto tra Pechino e le Repubbliche dell'Asia centrale, le cui immense risorse energetiche interessano in misura sempre maggiore il governo di Hu, che sta tentando di sottrarne il controllo alla Russia.

Entro il 2012, un lunghissimo gasdotto collegherà il Mar Caspio con lo Xinjiang, portando in Cina il gas turkmeno e uzbeko. Sempre sul territorio dello Xinjiang passa il principale oleodotto, ora in fase di potenziamento, che collega il Kazakistan alla Cina. Oltre a gasdotti ed oleodotti, tutte le linee di collegamento terrestre  che congiungono la Cina all'Asia centrale, e di qui all'Europa, passano per lo Xinjiang.

La regione riveste dunque una duplice importanza per la Cina: fonte di risorse energetiche da un lato e porta d'accesso verso altre risorse e importanti mercati dall'altro. La sete di energia della sua macchina industriale non permette a Pechino di perdere il controllo della regione.

D'altro canto, la repressione in stile iraniano messa in opera da Pechino in queste ore, mentre la Cina interviene al G8 e firma importanti accordi commerciali con l'Italia ed altri stati europei, non può che compromettere l'immagine internazionale della Repubblica popolare.

Commenti
vanni
09/07/09 18:45
Strategìe lungimiranti
L'ottimo presidente Hu Jintao dove colloca la Cina? fra i paesi emergenti? in via di sviluppo? terzo mondo? Comunque la Cina non si sente vincolata. Dobbiamo aiutare la Cina nella sua lunga marcia e favorirne lo sviluppo per favorire democrazia e rispetto dei diritti umani. Con il nostro aiuto - una Olimpiade dopo l'altra - se ne farà una bella società: aiutiamola quindi, intanto. Poi faranno anche loro, poi.
Pierpaolo
12/07/09 17:19
I cinesi Han nel Turkestan come i sionisti in Palestina
Insomma, dal 1949 i cinesi Han hanno incominciato a fare nel Turkestan quello che i sionisti stavano gia facendo in Palestina. Incominceranno a ripensarci quando la Stato sionista sarà, come inevitabile, scomparso.
luigi
12/07/09 20:26
il mare
c'è sempre un pesce più grande nel mare (pronto a mangiarti). in questi giorni hò letto sui giornali vari commenti più o meno simili sugli eventi dello xinjang , non hò potuto fare a meno di sorridere quando hò letto le dichiarazioni di erdogan ,il premier turco. mi sono chiesto se mentre parlava si stava ascoltando. caro erdogan il popolo turco aiutato da vari fratelli arabi per centinaia di anni hanno provato con gli eserciti a colonizzare l'europa e oltre, ultime fra le vostre vittime ,cipro ,e kurdistan e non dimentichiamo l'armenia , adesso hai capito cosa vuol dire essere invasi da un popolo straniero ? tu che ti sei messo d'accordo con i saud per giocare al polizziotto buono in europa , per carpire la fiducia di europei sciocchi anche italiani,hai capito che se usa e europa lasciarebbero campo libero alla russia ti schiacciarebbe come un moscerino? non c'è lo vedi un segno di allah in tutto questo ? non hai letto la sura del corano che dice avete mandato la vostra gentaglia ad aizzare gli iuguri che sono stati conquistati con la guerra ,come è scritto nel corano , che tutto sommato da conquistati avevano molta più libertà delle genti che vivono nei paesi che conquistate voi , questi scontri sono interessanti perchè porranno un dilemma nell'islam visto che la cina itrattiene da molti anni rapporti di affari e commercio in molti paesi islamici. saluti luigi
luigi
13/07/09 18:14
rettifica errore
c'è sempre un pesce più grande nel mare (pronto a mangiarti). in questi giorni hò letto sui giornali vari commenti più o meno simili sugli eventi dello xinjang , non hò potuto fare a meno di sorridere quando hò letto le dichiarazioni di erdogan ,il premier turco. mi sono chiesto se mentre parlava si stava ascoltando. caro erdogan il popolo turco aiutato da vari fratelli arabi per centinaia di anni hanno provato con gli eserciti a colonizzare l'europa e oltre, ultime fra le vostre vittime ,cipro ,e kurdistan e non dimentichiamo l'armenia , adesso hai capito cosa vuol dire essere invasi da un popolo straniero ? tu che ti sei messo d'accordo con i saud per giocare al polizziotto buono in europa , per carpire la fiducia di europei sciocchi anche italiani,hai capito che se usa e europa lasciarebbero campo libero alla russia ti schiacciarebbe come un moscerino? non c'è lo vedi un segno di allah in tutto questo ? non hai letto la sura del corano che dice "quello che prendi con la guerra , lo puoi perdere con la guerra?" avete mandato la vostra gentaglia ad aizzare gli iuguri che sono stati conquistati con la guerra ,come è scritto nel corano , che tutto sommato da conquistati avevano molta più libertà delle genti che vivono nei paesi che conquistate voi , questi scontri sono interessanti perchè porranno un dilemma nell'islam visto che la cina intrattiene da molti anni rapporti di affari e commercio in molti paesi islamici saluti luigi
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