Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale

Ricordiamoci perché è caduto il governo Prodi

4 Febbraio 2008

Le ultime due settimane della vita politica italiana sono sintomatiche dello stato magmatico e paludoso in cui versa il nostro Paese, costretto ed imbrigliato, tra una situazione economica e sociale che ha raggiunto ormai livelli di criticità poche volte toccati nella storia della Repubblica e una classe dirigente, politica e non, che, mentre si accumulano macerie sociali e rifiuti, amabilmente discute di riforma elettorale, sbarramenti e collegi elettorali.

 

Coloro che non vogliono andare al voto, perché hanno una ragionevole certezza di perdere, dicono che è irresponsabile andare alle urne con questa legge che non garantirebbe la governabilità, in un momento economico e sociale così delicato. La natura strumentale di questa argomentazione è ovvia, ma facciamo un passo indietro.

 

Perché è caduto il Governo Prodi? C’è ancora qualcuno che pensa che sia caduto, perché al Senato la maggioranza era risicata e spesso bisognosa della stampelle di vegliardi senatori che hanno iniziato a far politica negli anni della guerra fredda, quando Blair e Sarkozy andavano all’asilo?

Il Governo Prodi è caduto perché era un’accozzaglia elettorale di partiti uniti dall’odio verso Berlusconi. Nessuna visione condivisa, nessu valore comune, un programma appositamente chilometrico per nascondere le differenze, per diluire le divergenze. Storie diverse, progetti di società contrapposti, uniti dal odio, più sociale che politico, verso chi per quindici anni ha rotto le uova nel paniere a questi professionisti della politica, servi sciocchi dei poteri forti.

Il Governo Prodi è caduto perché ostaggio di una visione del mondo antistorica e perdente. Ma come fà il Governo di una delle prime dieci economie al mondo, ad avere nelle file della sua maggioranza qualcuno che orgogliosamente si definisce trozkysta o che sogna Fidel e l’abolizione della proprietà privata.

Il Goveno è caduto perché le tassazione ha raggiunto i livelli più alti di sempre, perché gli enti locali sono stati lasciati liberi di mettere le mani nel protafoglio dei cittadini (date un’occhiata al cedolino dello stipendio di Gennaio alla voce addizionale regionale e comunale), perché le risorse disponibili sono andate in prevalenza per il rinnovo dei contratti dei soliti dipendenti pubblici senza pretendere un briciolo di produttività, per la scandalosa stabilizzazione di precari della PA e per l’abbassamento dell’età pensionabile, così da permettere ad un 58enne di percepire l’agognata (sic!) pensione ed iniziare qualche lavoretto in nero.

Il Governo è caduto perché non ha messo in atto uno straccio di politica per lo sviluppo; tra liberalizzazioni annunciate e terrorismo fiscale, la fiducia dei consumatori scema, mentre il potere d’acquisto dei salari non tiene la spirale dei prezzi.

Il Governo è caduto perché non aveva una politica estera se non un antiamericanismo precostituito condito dai pruriti filoarabi di D’Alema, è caduto per la goffaggine da banchiere centrale di Padoa Shioppa e l’inettitudine quasi comica di Pecoraro Scanio, è  caduto perché ministri e sottosegretaria hanno sfilato in cortei di protesta contro il Governo stesso.

Ma da un Governo che non è riuscito nemmeno a garantire libertà di parola al Santo Padre, che cosa ci si poteva aspettare.

 

La verità è che i Governi cadono perché governano male, non perché frutto di questa o di quella legge elettorale, lo si comprenda e si restituisca ai cittadini la libertà di scegliere i propri rappresentanti. Smettiamola con questo balletto di consultazioni, che se non avessimo la spazzatura sui davanzali delle finestre al secondo piano, o se un salario medio bastasse almeno per sfamarsi e pagare l’affitto o il mutuo, sarebbero lo specchio della comicità alla quale l’assenza totale di responsabilità può portare.

Sono sfilati tutti tra il Quirinale e Palazzo Giustiniani, nelle ultime due settimane. Dai partiti che avevano nelle delegazioni per le consultazioni tutti i loro votanti, ai rappresentanti delle parti sociali (un modo elegante per dire i rappresentanti delle varie lobby e rendite), mentre si attendono nei prossimi giorni i no-Tav, i no-dal Molin e i ragazzi del centro sociale Gramigna e perché no il parere anche della Comunità Montana della Val di Susa. Si parla con tutti, si dialoga con tutti, perché non si ha la forza e la voglia di decidere, perché si è ostaggio di questa o di quella rendita di posizione.

Smettiamola di parlare di cose lontane dalle necessità di tutti i giorni, il Paese è un altro, ha bisogno di decisioni forti, a cominciare dalla libertà di indicare da chi queste decisioni devono essere prese.

Che questo balletto surreale, figlio della ipocrisa finisca, e si vada alle urne.      

Commenti
Anonimo
04/02/08 11:38
pienamente d'accordo
Condivido totalmente questo articolo. Non si può governare solo contro Berlusconi, e neanche quello è riuscito bene, bisogna avere idee. Questo Governo era formato da un'accozzaglia di personaggi che difendevano ognuno il loro orticello. Scarti di Democrazio Cristiana e Comunisti della prima Repubblica
giancarlo
04/02/08 20:27
vero... però non
vero... però non dimentichiamo che in forza italia albergano gli scarti di Tutti i partiti della I repubblica.
maria
05/02/08 03:50
concordo
Assolutamente d'accordo su quanto scritto, anche se, in realtà, è un riassunto dei fatti realmente accaduti e sotto gli occhi di tutti, non un articolo di opinione su cui essere o non essere d'accordo. In ogni caso, i compagni trozkisti-castristi-leninisti (e purtroppo per l'Italia non solo loro, che conosciamo, ma anche i "post"e i moderati) ribaltano la verità, dando la colpa delle loro risse, idee antitetiche e inettitudini quotidiane solo alla legge elettorale, oltre, ovvio, ai "poteri forti" e alle-ingerenze-del-Vaticano-nelle-cose-dello-Stato. Oltre a ciò, incolpano pure di irresponsabilità (sic!) chi chiede le elezioni dopo che un governo è caduto, dimenticando che è cosa contemplata nella Costituzione e cosa affermata convintamente pure da loro fino a poco tempo fa (credo fino a poco prima dei sondaggi commissionati da loro). Mi permetto di sottolineare altri tre fatti, anche questi sotto gli occhi di tutti: che il centro sinistra non vinse ma pareggiò le elezioni, pensando con spocchia e arroganza di governare con quei numeri, oltre ad arrogarsi in modo altrettanto prepotente tutte le cariche dello Stato; che proprio per tale pareggio Berlusconi dimostrò senso dello Stato, dichiarandosi disponibile a fare una grande coalizione, peraltro negata sdegnosamente da coloro che, guardacaso, la invocano oggi (prima delle elezioni!); che l'antipolitica e lo schifo che molta gente ha per la politica sono in gran parte dovute ai più di cento ministri e politicanti vari e alle migliaia di sottosegretari nominati dal governo Prodi, creati al fine di tenersi buone con una poltrona tutte le anime dell'Unione. Gente strapagata che abbiamo visto scannarsi, invece di lavorare, su tutte le questioni importanti; gente che è scesa in piazza contro il proprio governo, cosa inaudita in tutto l'occidente (come del resto, i comunisti leninisti al governo); gente che doveva essere tenuta buona dal Presidente del Consiglio, occupato costantemente a mediare con tutti per rimanere sulla poltrona sua (altro che impegnato a trovare soluzioni ai mali del Paese)...E tutto questo sarebbe colpa della legge elettorale?(che coraggio...) ma forse, dimenticavo, la colpa è ovviamente di Berlusconi: tra un pò sarà stata colpa sua l'aver messo insieme la Binetti e Russo Spena... vedrete!
giuseppe
05/02/08 11:43
il governo prodi è caduto perchè...
Non penso che i governi che gestiscono male il nostro paese cadano per tale motivo, troppi ne abbiamo avuti di governi che per il loro modo di gestire la nazione sarebbero dovuti cadere dopo tre mesi di legislatura. Per me la verità è che qualche piccolo partito, temendo un accordo tra una parte dell'attuale ex maggioranza e Berlusconi, sulla legge elettorale, ha preferito andare alle urne per guadagnare altri 5 anni di vita!
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl