Venerdì 10 Febbraio 2012
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Salvatore Rebecchini

Medicina tedesca? Ja danke!

Non critichiamo la Germania. E' l'unico paese che può salvarci dalla crisi

20 Gennaio 2012 -

Va di moda in questi giorni criticare la Germania e la sua politica rigorista. I tedeschi, secondo i detrattori, ostacolerebbe una rapida soluzione della crisi del debito dei paesi europei imponendo oneri di aggiustamento insormontabili. Ma aggredire  la Germania forse non è il modo più opportuno per “convincere” l’unico giocatore del tavolo che ha i soldi in tasca a mettere mano al portafogli.

Dopo il successo dell’asta dei Bot

La Bce sta facendo la sua parte, ora tocca al governo investire sulla crescita

28 Dicembre 2011 -

L’asta dei Bot odierna ha registrato un grande successo. E' il primo visibile effetto della nuova strategia adottata dalla Banca centrale europea. Consentendo alle banche di accedere a finanziamenti illimitati della durata di tre anni a un tasso molto conveniente - appena l’1 per cento - di fatto la Bce sta facilitando l’acquisto di titoli di Stato, fungendo quindi da finanziatore del Tesoro. Qui si verificherà la capacità del governo tecnico di Monti di adottare le misure coraggiose ed efficaci.

 

La funzione di prestatore di ultima istanza

Per difendere l'euro la Bce deve operare come la Fed negli Usa

16 Dicembre 2011 -

Ai più, impegnati nel ponte dell’Immacolata, è passata inosservata la notizia che l’8 dicembre la Banca centrale europea ha modificato considerevolmente lo strumento di finanziamento di lungo termine alle banche (LTRO). Ha, infatti, esteso, da uno a tre anni, la durata del finanziamento e ha consentito che venissero portati in garanzia, per tali operazioni, titoli di qualità inferiore a quella precedentemente richiesta, per esempio i mutui cartolarizzati (le famigerate ABS).

Battere la speculazione e calmare i mercati

Per affrontare la crisi è necessario che la BCE sia "percepita" indipendente

23 Novembre 2011 -

Nel dibattito sulla crisi si moltiplicano gli appelli affinché la Banca centrale europea si impegni pubblicamente a fungere da prestatore di ultima istanza, ossia ad acquistare quantità illimitate di titoli di stato dei paesi sotto attacco, per battere la speculazione e calmare i mercati. La tesi non è infondata, ma è solo parte della soluzione – non la soluzione – dei problemi che affliggono l’area dell’euro.

Prospettive future

Per difendere l'italianità delle imprese occorre farle crescere

24 Marzo 2011 -

La vicenda dell’ingresso dei francesi di Lactalis nel capitale di Parmalat ha riproposto il dibattito sulla difesa della italianità delle imprese. Ne viene emergendo un consenso all'adozione di misure protezionistiche volte a limitare l’accesso degli stranieri, invece ne servirebbero altre che rimuovano limiti e ostacoli all'attività di imprese, utili a difendere l’italianità molto di più di quanto si pensi.

Gli effetti sull’economia italiana

Tutte le liberalizzazioni da sbloccare per crescere a costo zero

10 Febbraio 2011 -

La nuova ventata liberalizzatrice proposta dal Governo costituisce una grande opportunità da non lasciarsi sfuggire. Misure volte ad accrescere la libertà di impresa e la libertà di contratto aumentano la produttività e il tasso di crescita del sistema. Tre sono i settori chiave in cui si giocherà la partita delle liberalizzazioni nei prossimi mesi: l’energia, i trasporti ferroviari, i servizi alle imprese. (Tratto da Il Foglio)

La svolta riformista

Per abbattere il debito pubblico il Cav. venda parte del patrimonio dello Stato

14 Gennaio 2011 -

Se Berlusconi volesse dare un segnale di vitalità e di iniziativa al suo elettorato e ai mercati dovrebbe avviare una cura dimagrante dell'ingentissimo patrimonio pubblico, costituito da partecipazioni azionarie, immobili, aree demaniali e altri cespiti. Una nuova stagione di dismissioni ribadirebbe la natura riformista del governo e migliorerebbe il quadro della finanza pubblica.

Il meglio di "Economia"

Il rigore dei conti è la precondizione per una crescita stabile, non un freno

19 Novembre 2010 -

E’ merito del Governo di non avere ceduto alle sirene keynesiane allargando i cordoni della borsa e di avere perseguito la politica del rigore. Ma risulta anche molto importante per noi che gli altri paesi europei, soprattutto quelli a rischio, mantengano anche essi politiche di rigore. Ecco perché.

Il tempo dello sviluppo dopo quello del rigore

Rimuovere gli ostacoli alla libera concorrenza per inaugurare la "fase 2"

19 Ottobre 2010 -

Dopo il tempo del rigore, adesso è il tempo delle politiche di sviluppo. Tra queste un ruolo preminente può e deve avere una politica volta a liberalizzare e a rimuovere gli ostacoli alla libera concorrenza.

Sviluppo economico

Non è con un nuovo ministro che si fa una politica industriale seria

3 Settembre 2010 -

Ciò che oggi occorre è una seria politica di sostegno al mondo delle imprese, che migliori il contesto normativo e regolamentare in cui esse operano, favorendo la libertà di intraprendere e la libertà di contrattare. Solo in questa maniera sarà possibile aumentare la produttività del nostro sistema, incrementare il potenziale di crescita, migliorare l’occupazione. E tutto sommato, per realizzare tale programma, non occorre un Ministro dello sviluppo economico.

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