Venerdì 10 Febbraio 2012
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La storia dei teo-dem,
appena cominciata,
è già finita

10 Dicembre 2007

La storia dei teo-dem, appena cominciata, è già finita. E’ rimasta solo la Binetti a tenere alta la bandiera. Gesto encomiabile ma solo con valore di testimonianza. Politicamente il tentativo è da dichiararsi fallito. La triste e prematura scomparsa del gruppo si è verificata al Senato nella votazione della settimana scorsa sul pacchetto sicurezza. Rifondazione, con l’avallo del Pd, ha introdotto nel pacchetto sicurezza una norma contro la discriminazione di genere, Prodi ha messo la fiducia e i teo-dem l’anno votato, tranne la Binetti. Per capire a fondo l’importanza della cosa bisogna richiamare alla mente chi sono i teo-dem e perché quella norma inserita all’ultimo minuto da Rifondazione fosse così importante.

I teo-dem, così chiamati in linguaggio giornalistico, sono un gruppetto di cattolici entrati nel Partito democratico dopo essersi costituti ai tempi del referendum per l’abrogazione della legge 40.  Più che distinguersi dai teo-con, ossia dai cattolici conservatori che starebbero nel centro-destra, a ben vedere essi si contrappongono principalmente ai cattolici democratici pure presenti nel Pd. Il confronto significativo non è, poniamo tra la Binetti e D’Onofrio, ma tra la Binetti e la Bindi. Infatti mentre i cattolici democratici sostengono di dover accettare in pieno la laicità fino a rinunciare a difendere istanze cattoliche nelle istituzioni, i teo-dem sono nati proprio per fare il contrario, ossia per testimoniare nel centrosinistra le ragioni della fede a tutela delle stesse ragioni della ragione. In altri termini, per i cattolici democratici si può e si deve negoziare su tutto, viceversa si porrebbero in politica degli assoluti di tipo integralista. La politica è l’ambito non del bene o del male ma del possibile. I teo-dem, invece, ritengono che ci siano delle questioni “non negoziabili”. In questo senso i teo-dem concordano con i teo-con, seppure da posizionamenti politici diversi. Si contrappongono invece nettamente ai cattolici democratici.

Ora, la norma inserita furtivamente all’ultimo minuto nel pacchetto sicurezza, rappresentava una questione “non negoziabile”? Crediamo proprio di sì. E’ da tempo che sulle cosiddette discriminazioni di genere e in particolare sull’omofobia si compie una battaglia culturale di notevole portata tra chi sostiene che il genere si radica nei sessi e chi invece ne fa una pura e semplice scelta culturale: si può essere donna perché ci si sente donna, senza essere femmina; si può essere uomo senza essere maschio, si può essere coppia e famiglia senza essere uomo e donna. La discriminazione sessuale la conosciamo da tempo, la discriminazione di genere è di nuova generazione e la sua punta di diamante è l’omofobia, ossia la discriminazione nei confronti degli omosessuali che la norma in questione paragona al razzismo e all’antisemitismo. Il fatto è che rientrerebbe nella fattispecie della discriminazione anche l’opinione di chi sostenga che l’omosessualità è un disordine o che si opponga al riconoscimento delle coppie omosessuali.

Sul piano strettamente civile, una simile norma è lesiva della libertà di opinione. Sul piano culturale sarebbe la vittoria della cultura sulla natura. Significherebbe accettare che non c’è una natura umana maschile e femminile ma che l’uomo è solo storia e arbitrariamente decide che è quello che desidera di essere. Sul piano educativo vorrebbe dire che diventerebbe impossibile per una maestra intervenire se un ragazzino avesse qualche problema di identità né si potrebbe proporre come modello educativo la famiglia tradizionale. Sul piano poi della libertà della Chiesa vorrebbe dire che essa dovrebbe rinunciare ad annunciare le verità religiose sul sesso e sul matrimonio. Ma tutto il lessico teologico è improntato al lessico familiare. Beh, se non sono questioni non negoziabili queste per un cattolico, quali altre lo sarebbero?

Il fatto poi che il governo abbia messo la fiducia sul pacchetto e abbia quindi ipotecato politicamente le coscienze dei senatori su simili questioni aggrava ulteriormente la cosa e ancora di più imponeva l’obiezione di coscienza. Ma a quel punto i teo-dem si sono sciolti come neve al sole.

Commenti
Cristianodoc
10/12/07 16:53
che vergogna!!
Che vergogna!! Pur di mantenere la cadregha sono disposti a rinnegare DIO. MAi voto a questa gentaglia.
vittorio
11/12/07 10:09
Che i teodem fossero solo un
Che i teodem fossero solo un grande imbroglio era chiaro.Che ci sia una parte della chiesa che polemizza con il Papa,che vuol insegnare ai Vescovi come fare i Vescovi (e abbiamo cardinali,anche gesuiti, così ed è il colmo!)è il vero problema.Sostanzialmente non sono più cattolici.Se ne dovrrebbe prendere atto e fare pulizia nella chiesa.
Marco
11/12/07 12:14
La Binetti è piccola minoranza
La Binetti rappresenta se stessa e una piccola minoranza. Il mondo cattolico è ben più ampio e vario dalle piccole idee della senatrice e dei pochi teocon e teodem. Così pare anche da un articolo dell'agenzia Adista: http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=39093
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