Domenica 1 Agosto 2010
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La vera intolleranza è quella dei prof. che contestano Benedetto

14 Gennaio 2008

Giovedì 17 gennaio il papa inaugurerà all’Università la Sapienza l’anno accademico con una Lectio Magistralis, come ha fatto il 12 settembre 2006 a Regensburg. 60 scienziati e docenti dell’ateneo hanno firmato una lettera di contrarietà, mentre gruppi di studenti e centri sociali si preparano a manifestazioni di disprezzo e dileggio. In nome della lotta alla cosiddetta intolleranza cattolica verso la ricerca scientifica e la laicità del sapere, i 60 si fanno intolleranti e integralisti.

In questo modo però danno ragione al papa. Infatti Benedetto XVI va continuamente dicendo che la ragione e la fede hanno bisogno l’una dell’altra per purificarsi a vicenda. La razionalità può correggere l’integralismo fideistico, mentre la fede può impedire che la ragione si chiuda nella propria assolutezza. Il sonno della ragione ha generato mostri. Ma la ragione assoluta ne ha prodotto di nuovi. Per questo motivo la contestazione si sta dimostrando contraddittoria e controproducente. Parla di tolleranza e poi toglie la parola. Accusa il papa di limitare la scienza e si dimentica che la stessa università La Sapienza l’ha fondata un papa. Afferma il valore della ricerca scientifica e poi non accetta di aprirsi al dialogo tra i saperi, negando ideologicamente dignità scientifica alla teologia. Insomma, ci faranno una brutta figura. Lo stesso dicasi per il corteo di manifestazioni esterne gestite dai gruppi studenteschi e dalla prevista pantomima di Lectio magistralis dell’attrice Paola Cortellesi.

Nella lettera di protesta indirizzata al Magnifico Rettore gli scienziati romani chiedono di sospendere l’iniziativa in quanto il papa e la Chiesa sono contrarie alla libertà della scienza. A sostegno di questa accusa essi portano due esempi. Il primo riguarda una frase scritta a suo tempo dal teologo Ratzinger secondo cui il processo a Galileo sarebbe stato equo e giusto. Il secondo è dato dalle recenti critiche mosse dal papa al darwinismo nella sua pretesa di dire che l’uomo è frutto solo del caso e dell’evoluzione. Purtroppo si tratta di valutazioni rese carenti dal pregiudizio ideologico.

Io stesso constato spesso tra i miei studenti che la maggior parte ritiene, per false informazioni ricevute, che Galileo sia stato incarcerato, torturato e minacciato di morte, cose assolutamente non vere. Il processo fu veramente equo e giusto. Galileo non pensava che l’intero universo si potesse spiegare meccanicisticamente, ma la Chiesa poneva legittimamente paventare quel pericolo, che di fatto si concretizzò in seguito. La teologia cattolica non può accettare che si espella il finalismo dal mondo e quindi non vuole che alla scienza si faccia ideologicamente dire quanto non può dire. In questo modo preserva anche l’autonomia della scienza in quanto la libera dall’ideologia. Lo stesso dicasi del darwinismo. La Chiesa non accetta che all’ipotesi scientifica evoluzionistica si faccia dire che il mondo è a caso. Questo lo dice l’ideologia darwinista, non la scienza.

Come si vede da questi due esempi tratti dalle accuse dei 60 contro la visita del papa, il problema non è la ragione e la fede, è piuttosto l’ideologia, non è la scienza ma la vera autonomia della scienza. Se gli scienziati si limitassero a fare gli scienziati e non volessero fare anche gli ideologi darebbero alla scienza quanto spetta alla scienza e alla teologia quanto spetta alla teologia ed ascolterebbero le parole del papa, che non ruberà loro il mestiere ma si confronterà con loro da filosofo e da teologo. Ad ognuno il suo, sapendo che nessuno basta a se stesso. La sinistra non massimalista non farà il passo falso di appoggiare queste forme arcaiche e intolleranti di protesta.

Da qui alla visita del papa alla Sapienza mancano due giorni. C’è il tempo perché intellettuali e forze politiche della sinistra si dissocino apertamente e anzi si dichiarino favorevoli al dialogo tra ragione e fede. Una università statale è uno spazio di laicità aperta, non un bunker in cui un sussiegoso scientismo baronale protegge dogmaticamente la propria assolutezza. C’è anche tutto il tempo perché le centinaia di altri ricercatori e professori dell’università – la stragrande maggioranza - dicano basta a questi stucchevoli rigurgiti di giacobinismo culturale. Perché si sa come andrà a finire: il papa verrà lo stesso e come a Regensburg farà un magnifico discorso di una tale levatura da mettere indirettamente in ridicolo le polemicuzze dell’antivigilia.

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Commenti
Anonimo
15/01/08 07:31
Fuori i nomi
E chi sono i politici/intellettuali della sinistra NON massimalista?
Andrea Muti
15/01/08 12:27
La vera intolleranza è quella dei prof. che contestano Benedetto
Perché non fate un bel servizio ai vostri lettori e al posto di scrivere assurdità storiche non pubblicate la sentenza che condannò Galilei e l'abiura a cui fu costretto? Da quello che scrivete non lo avte letto nemmeno voi. Eccolo: "...Che il Sole sia centro del mondo e imobile di moto locale è proposizione assurda e falsa in filosofia, e formalmente eretica, per essere espressamente contraria alla Sacra Scrittura; Che la Terra non sia centro del mondo né imobile, ma che si muova eziandio di moto diurno, è parimente proposizione assurda e falsa nella filosofia, e considerata in Teologia ad minus erronea in Fide. .... Noi diciamo, pronunziamo, sentenziamo e dichiariamo che tu , Galileo sudetto, per le cose dedotte in processo e da te confessate come sopra, ti sei reso a questo Santo Officio veementemente sospetto d'eresia cioè d'aver tenuto e creduto dottrina falsa e contraria alla Sacre e divine Scritture, ch'il Sole sia centro della Terra e che non si muova da oriente ad occidente, e che la Terra si muova e non sia centro del mondo, e che si possa tener e difendere per probabile un'opinione dopo essere stata dichiarata e diffinita per contraria alla Sacra Scrittura; e conseguentemente sei incorso in tutte le censure e pene dai sacri canoni e altre constituzioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate. Dalle quali siamo contenti sii assoluto, pur che prima, con cuore sincero e fede non finta, avanti di noi abiuri, maledichi e detesti li sudetti errori e eresie, e qualunque altro errore e eresia contraria alla Cattolica e Apostolica Chiesa, nel modo e forma che da noi ti sarà data....Ed ordiniamo quindi che per publico editto sia proibito il libro de' Dialoghi di Galileo Galilei. Ti condanniamo al carcere formale in questo Santo Officio ad arbitrio nostro: e per penitenze salutari t'imponiamo che per tre anni a venire dichi una volta la settimana li sette Salmi penitenziali: riservando a noi facoltà di moderare, mutare, o levar in tutto o parte, le sudette pene e penitenze." Abiura "Io Galileo, figlio di Vincenzo Galileo di Fiorenza, dell'età mia d'anni 70, constituto personalmente in giudizio, e inginocchiato avanti di voi Eminentissimi e Reverendissimi Cardinali, in tutta la Republica Cristiana contro l'eretica pravità generali Inquisitori ; avendo davanti gl'occhi miei li sacrosanti Vangeli, quali tocco con l e proprie mani, giuro che sempre ho creduto, credo adesso, e con l'aiuto di Dio crederò per l'avvenire, tutto quello che tiene, predica e insegna la Santa Cattolica e Apostolica Chiesa. Ma perché da questo Santo Officio, per aver io, dopo d'essermi stato con precetto dall'istesso giuridicamente intimato che omninamente dovessi lasciar la falsa opinione che il Sole sia centro del mondo e che non si muova, e che la Terra non sia centro del mondo e che si muova, e che non potessi tenere, difendere né insegnare in gualsivoglia modo, né in voce n
caillean
15/01/08 13:51
i docenti
stamattina scaoltavo una rassegna stampa che riportava frasi della lettera aperta dei docenti, in cui essi affermavano che "nessun può dir loro cosa devono fare" erpchè loro sono già il massimo dell'espressione del sapere. complimenti all'arroganza, ma mi permetto di osservare che lor signori non possono ritenersi superiori a tutto solo perchè sono professori ( esimi quanto ti pare, ma sempre professori). io posso essere la massima autorità in fatto, che so, di astrofisica, ma se viene un latinista a dirmi che cosa devo fare per tradurre una versione o faccio quel che dice o lo ascolto e poi faccio quelloc he voglio io. il senso è questo: ognuno può sentirsi dire cosa deve fare, prestare orecchio educatamente e poi farsi ancora i fatti suoi se loro non vogliono ascoltare il papa, non vadano alla lectio magistralis, oppure vadano, prestino educatamente ascolto e poi, se non sono d'accordo, se ne freghino beatamente. ma questa censua a priori fa schifo....
Zoilo Spinella
15/01/08 15:07
visita del Papa all'Università La Sapienza
Credevo che ci fossero professori impreparati, baroni intransigenti, ma che fra di loro ci fossero degli idioti mi sembra stupefacente. Non far parlare qualcuno perchè la pensa diversamente è una vera idiozia in una Università. Con questi metodi potrebbero essere giustificati i roghi nazisti dei libri, e ogni altro divieto alla divulgazione della cultura, anche della scienza. Ma come si può perdere completamente la testa?
vito
15/01/08 19:49
tipi di professori
....nati essi furo per viver come bruti NON per seguire virtute e conoscenza...
uno gnorri
15/01/08 22:11
@Andrea Muti
caro copiatore incollatore scientificointelluttuolomagnificopremionobeletcetc etc Galileo non fu condannato perchè non avesse ragione . Ma fu condannato perchè non ha saputo portare prove razionali e convincenti . Adesso è facile per te dire che la terra gira intorno al sole povero pirla VERGOGNA!!!!!!! LICENZIAMO i 67 ASINI E A ZAPPAR LA TERRA TUTTI QUEI STUDENTI FANNULLONI FIGLI DI PAPA.
Davide Conti
16/01/08 14:17
Corsi e ricorsi della storia...
Gentili Signori, l'episodio mi fa pensare che nella storia ci sono strane coincidenze ... aprile 1303 Nasce a Roma l’Università la Sapienza per volere di Papa Bonifacio VIII … settembre 1303 Anagni: schiaffo al Sommo Pontefice Bonifacio VIII ... gennaio 2008 – Roma (Un. La Sapienza) : schiaffo al Sommo Pontefice Benedetto XVI L’Università la Sapienza è la più grande d’Europa e fra le prime al mondo per numero di studenti (circa 150.000). Nacque a Roma il 20 aprile 1303 per volere di Papa Bonifacio VIII. Pochi mesi dopo, il 7 settembre 1303 viene collocato l’episodio dello “schiaffo di Anagni” che, vero o presunto che sia, ha un alto valore simbolico dato che rappresenta la più grave onta mai inflitta ad un Papa e fu l’epilogo di una serie di eventi che segnarono la fine del medioevo cristiano. Dopo la morte di Bonifacio VIII, il papato uscì dall’Italia e fu trasferito ad Avignone e furono peseguitati coloro, come i Templari, che continuavano a sostenere il Papa umiliato. Seguirono anni di carestie e guerre, che ridussero la popolazione europea da 70 milioni di abitanti a 40 milioni di abitanti. Nei nostri giorni, a distanza di oltre 700 anni, un altro Sommo Pontefice viene schiaffeggiato e lo schiaffo proviene proprio da un Ateneo fondato da Bonifacio VIII ! Che ne sarà ora dell’Europa (ex)cristiana ? Troppi segni, come questo, confermano che l’Europa anticristiana, con il suo pseudo-laicismo, tradisce le sue radici culturali più profonde e si condanna da sola ad un futuro di lacrime e sangue o, peggio, a quel processo di islamizzazione teorizzato da Giselle Littman e più volte paventato da Oriana Fallaci. Grazie per l'attenzione.
bruno
02/09/09 18:04
....se il papa e la chiesa
....se il papa e la chiesa si limitassero a fare i metafisici e non volessero fare anche gli SCIENZIATI darebbero alla scienza quanto spetta alla scienza e alla teologia quanto spetta alla teologia,che NON è una scienza.Ricordate che la chiesa e la religione hanno portato alla morte migliaia di uomini con le guerre sante, le crociate, la santa inquisizione,ed oggi,anche se fortunatamente non ha più il potere di condannare al rogo, condanna la ricerca ed impone leggi e limiti, però vorrei vedere se un cardinale malato di tumore di affida a dio oppure ai dottori.cari scrittori non mi sembra una disputa equa e giusta.
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