Giovedì 23 Ottobre 2014
La posizione della Francia e quella dell'Italia

L'Italia vuole la Nato in Libia,
la Francia no

21 Marzo 2011
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L'intervento occidentale in  Libia si complica. La Nato rimanda a domani la decisione sul suo ingresso nella missione contro Gheddafi, per far rispettare la risoluzione 1973 delle Nazioni unure. Sulla decisione pesano l'astensione della Germania ma soprattuto il no della Turchia che ha respinto i piani degli esperti militari per imporre la no-fly zone.

Discorso diverso quello relativo alla Francia, che invece è contraria alla scudo Nato, avendo 'conquistato' sul campo la leadership della operazione Odissey Dawn. Lo stato maggiore francese fa sapere che il dibattito in corso non riguarda tanto il paese che ospiterà la sede del comando integrato della missione ma il fatto di rendere il comando stesso più efficace possibile. Secondo Parigi, che il comando sia a Ramstein in Germania o a Napoli in Italia non fa differenza.

La posizione francese non è vista proprio di buon occhio in Italia. Oggi il ministro Frattini ha dichiarato che, storicamente, all'Italia non è mai piaciuto avere il ruolo di "first striker", cioè quello di chi sferra il primo colpo, lasciando intendere che per il nostro Paese non è un problema se la Francia ha assunto la leadership della missione. Frattini ha anche rilevato che le nuove sanzioni contro la Libia sono un buon modo per isolare il regime di Gheddafi, e che comunque l'obiettivo della missione dei "volenterosi" non è una guerra "contro Gheddafi", ma di avere una "nuova Libia" a cui si arriverà grazie a un processo di riconciliazione nazionale.

La Farnesina, a differenza dei francesi, è anche convinta che la missione debba avere un cappello Nato, sia per l'esperienza dell'Alleanza, sia perché la Libia è un "teatro classico" per la Nato, ed infine perché ci sono dei buoni esempi di cooperazione fra paesi arabi (come il Qatar) e l'alleanza stessa. (La Lega araba, però, chiede che la Nato resti fuori dalla missione). Secondo Frattini, se lo scudo Nato dovesse venire a mancare l'Italia potrebbe anche ripensare la sua scelta di concedere le basi per la missione. La risposta di Parigi non si è fatta attendere: "La Francia," ha detto il generale Ponthies, "applica la risoluzione 1973".

Frattini, infine, ha definito "fantapolitica" l'ipotesi che il nostro Paese stia cercando una mediazione con il regime di Gheddafi, aggiungendo che Roma è pronta ad assumere il comando delle operazioni nel momento in cui scattasse una missione umanitaria per portare aiuti e conforto alle popolazioni libiche.

Commenti
Nicola
22/03/11 13:28
Che vergogna!
Il mondo arabo storcerebbe il naso se il comando passasse alla NATO (NATO = USA). L'atteggiamento del Governo italiano ha solo lo scopo di boicottare l'intervento di USA, Francia e Gran Bretagna e/o ritardare la caduta di Gheddafi, per chissà quali ("quali"?!?...) ragioni... Punto. Il resto sono chiacchiere. Berlusconi ed i suoi ministri stanno svergognando l'Italia di fronte al mondo intero.
SANDRO
22/03/11 14:24
CHE VERGOGNA
ERAVAMO IL PRIMO PARTENER AL MOND DELLA LIBIA, C'E' L'ABBIAMO FATTA A FARCI CACCAIRE DAI FRANCESI. IL PRIMO NEMICO DEL POPOLO LIBICO ORA E' QUELLO ITALIANO VISTO COME TRADITORE (HO PARLATO IERI CON DIVERSI MIEI AMICI A TRIPOLI). BERLUSCONI TRADITORE E' STATO PRESSATO DALLA SINISTRA GUERRAFONDAIA. NAPOLITANO ANDAVA A PIANGERE IN RAI3 AI TEMPI DI IRAQ, OGGI DICE CHE LEE BOMBE SONO BUONE PERCHE' C'E' L'ONU. NAPOLITANO PERO' NON DICE CHE LA RISOLUZIONE ONU PREVEDE LA NO-FLY ZONE NON LA BARBARA AGGRESSIONE DI UN PAESE SOVRANO. VERGOGNATEVI TUTTI ITALIANI
Nicola
22/03/11 17:16
Indecenza!
Da non credere! Ci sono alcuni, tra le persone di Centro-Destra, che se ne escono con questa bestialità del TRADIMENTO, come se l'Italia avesse il dovere morale di essere fedele ad un tiranno come Gheddafi, un criminale che ha bombardato la inerme popolazione civile. Nel Centro-Destra si è superato il limite della più elementare decenza. Il primo è stato Berlusconi con il suo scandaloso baciamano, indegno di un capo di stato. La mano si bacia, se si è credenti, solo al Papa. E' ormai evidente che c'è qualcuno che, per i suoi interessi, vuole che in Libia tutto resti come prima. Questo atteggiamento costerà molto caro a Berlusconi sul piano delle credibilità, sia in Italia di fronte agli italiani, sia all'estero di fronte all'opinione pubblica mondiale ed in particolare di fronte ai capi di stato delle più importanti liberaldemocrazie del mondo: USA, Canada, Francia, Gran Bretagna. Per il Centro-Destra baciare la mano a Gheddafi ed intrattenere rapporti di buona creanza con siffatto individuo viene prima dei rapporti con USA, Regno Unito, Francia, etc.
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