Martedì 9 Febbraio 2010
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Ora si è capito che il vero nemico di Veltroni è a Palazzo Chigi

18 Dicembre 2007

A vederlo in televisione sembrava un putto improvvisamente invecchiato. Pochi mesi  da leader del Pd e su Walter si è fatto sentire tutto insieme il peso del tempo: mai come ora appare offuscata la sua immagine da golden boy. Una volta i più gli volevano bene, adesso non c’è giorno che non si scopra un nuovo nemico.

Certo,  D’Alema non lo ha mai sopportato, ma adesso ce l’hanno con lui anche i vecchi amici. Romano da Palazzo Chigi ha sparato proprio ieri due bordate da far paura. Una l’ha scagliata contro il Vassallum. Ha detto: non si deve fare una legge elettorale che penalizzi i piccoli partiti. Prima di lui a protestare erano stati nell’ordine: Francesco Rutelli e Massimo D’Alema, entrambi proporzionalisti alla tedesca, poi era toccato alla Rosy Bindi che di spagnolo, semi spagnolo, o spagnoleggiante non ne vuol sentir parlare. La pasionaria bianco-rossa ormai ha il ruolo del lampo che anticipa il tuono: quando parla lei, a breve distanza segue il rombo di Prodi.

Dopo questa serie di colpi ben assestati, Walter si aggirava come un pugile suonato e non riusciva a far niente di meglio che smentire quella battutaccia di Fini sul “patto della frittata” . “Non c’è nel patto con Berlusconi, né la frittata”: continuava a dire usando una metafora che sapeva di pesanti soffritti. Addio la vecchia signorilità ed eleganza che erano fra le sue migliori caratteristiche. Vuoi mettere quando faceva il giovin signore di Botteghe Oscure? Era lì a tener rapporti, a fare l’uomo di mondo fra cinema e tv, a selezionare giornalisti comunisti per la Rai. Ora fa il Cireneo: gli tocca portar la croce cantando. Perché mettere d’accordo sulla legge elettorale quelli che vogliono il maggioritario con tanto di due poli, quelli che preferiscono due partiti, quelli che auspicano un proporzionale che lasci le mani libere, quelli che di mani libere non ne vogliono sentir parlare, è una sorta di salita al Golgota. E mentre Walter suda e si sbatte per trovare la quadratura del cerchio, tutt’intorno c’è chi lo schernisce, chi gli fa lo sgambetto, chi gli vuol mettere la camicia di forza. Insomma, un calvario.

Se le disavventure sulla legge elettorale sono pesanti, le cose non vanno meglio per quel che riguarda la costruzione del Pd. Su questo ieri è partita la seconda picconata di Prodi. “Io – ha detto il presidente del consiglio – non ho mai parlato di partito senza tessere, ma solo di partito senza correnti”. Insomma, l’esatto contrario di quello che Walterino si accingeva a fare. Lui voleva metter su un partito all’americana: leggero e basato sulle primarie. Convention più che congressi. Una “cosa nuova” che non prevede iscritti. Ma è stato prontamente richiamato all’ordine. Anche su questo argomento del resto, prima che parlasse Prodi, aveva scagliato saette la Bindi mentre Massimo D’Alema guardava con un sorrisetto sarcastico il tentativo made in Usa di Veltroni.

In questo baillame che fine hanno fatto gli storici laudatores del sindaco capitolino? Repubblica inanella scoop per bloccare la sua trattativa con Berlusconi, il Corriere si è salomonicamente diviso in due: Sartori lo attacca e Panebianco lo difende, Riotta, rigorosamente in maniche di camicia, si affanna a sostenere le posizioni di Romano, grazie al quale siede sulla poltrona del Tg1. Povero Veltroni è in difficoltà. Se continua così diventerà simpatico anche ai suoi critici più accesi.

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Commenti
marzio
18/12/07 15:15
E' faziosa anche lei però.
E' faziosa anche lei però. Veltroni le è diventato più simpatico perchè dialoga con Berlusconi. Adesso voi di centrodestra ce l'avete a morte con Prodi perchè è quello che tiene duro e vi sbarra la strada.
stefano da empoli
18/12/07 16:34
Caro marzio, tranquillo;noi
Caro marzio, tranquillo;noi con Berlusconi abbiamo tutto da guadagnare; se Veltroni non capisce quello che è evidente a tutti, cioè che gli conviene staccare la spina a Prodi, per non farsi logorare, peggio per lui: sarà travolto nella disfatta di un governo sempre più impopolare, IRRIMEDIABILMENTE. Avrebbe dovuto capire che la sua salvezza era differenziarsi da mortadella, a costo di andare alle elezioni e perderle, ma sembra che non lo intenda.Se non si farà la riforma elettorale, poco male; di fronte alla minaccia del referendum probabilmente ci sarà la crisi e con la crisi le elezioni: è quello che aspettiamo! Berlusconi vincerà con questa o altre leggi. Ma allora, se Veltroni avrà dovuto subire gli eventi, sarà fatto fuori dai lupi in agguato dalle sue parti:il coraggio , se non lo si ha.....diceva Manzoni.
sinistraSTOP
18/12/07 17:10
Non vorrei prendere parola
Non vorrei prendere parola in nome di nessuno; Ma a il ribrezzo che mi causa l'uomo-niente non può essere sedato con nulla.
Giovanna
19/12/07 11:45
D'accordo, Veltroni è in
D'accordo, Veltroni è in chiara difficoltà. Ha un'unica via d'uscita fare una legge di tipo tedesco e uscire dall'angolo non consentendo a Prodi fare il protettore dei piccoli: deve lui trattare con tutti. Se lo fa solo con Berlusconi è destinato ad essere attaccato da tutte le parti.
Zoilo Spinella, Siena
19/12/07 17:49
il Vassallum, pur edulcorato
il Vassallum, pur edulcorato nella bozza Bianco, se fosse approvato, segnerebbe la fine dei piccoli partiti, Il varo di tale disegno di legge presuppone, con l’accordo del Presidente Napolitano, la fine di Prodi e la costituzione di un governo istituzionale, per evitare che i piccoli partiti facciano sciogliere le Camere per andare alle elezioni con la legge attualmente in vigore. Nel caso che tale ipotesi non andasse in porto e si andasse al referendum che, malgrado gli intenti dei promotori prevede la presentazioni di liste onnicomprensive, il problema potrebbe essere risolto solo dalla modifica dei regolamenti parlamentari, per evitare che si costituiscano dopo l’elezione gruppi con altro simbolo rispetto a quello esibito in campagna elettorale, e da un accordo ferreo fra Cav. e W. che prevedesse la presentazioni di liste dei loro partiti, contrapposte sì, ma limitate a piccole alleanze ideologicamente compatibili. Un PD e un PDL a “vocazione maggioritaria”. Se ci fosse veramente questo accordo e Veltroni avesse la forza politica di imporla al suo partito, solo in questo caso sarebbe un progetto che potremmo chiamare Vasellinum. Zoilo Spinella
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