Domenica 1 Agosto 2010
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale

Un attentato contro la democrazia, un duro colpo di Al Qaeda all'Occidente

27 Dicembre 2007

Capo del governo pakistano due volte, tra il 1988 e il 1996, rientrata nel paese per partecipare alle prossime elezioni, Benazir Bhutto è rimasta uccisa da un attentato. Durante un comizio a Rawalpindi sarebbe stata crivellata di colpi da un sicario, che successivamente si sarebbe fatto esplodere, lasciando morte decine di altre persone innocenti. L’assassinio è già stato rivendicato da Al Qaeda, che aggiunge al sangue della leader dell’opposizione pakistana quello della miriade delle sue vittime precedenti.

Nonostante le difficoltà, era proprio grazie alla presenza di Benazir Bhutto che le prossime elezioni in Pakistan potevano sperare di essere considerate un evento democratico e non una semplice pantomima plebiscitaria in favore dell’attuale presidente Musharraf. Per la tutela dei diritti dell’opposizione si erano spese, in questi mesi, le azioni diplomatiche dell’Unione Europea e degli Stati Uniti d’America, fino ad arrivare a dure frizioni quando il presidente pakistano aveva avviato una campagna di repressione preventiva contro l’opposizione guidata dalla Bhutto. Per gli Occidentali, impegnati nel vicino teatro afghano, una competizione democratica in Pakistan era un passaggio necessario per rendere accettabile la leadership di Musharraf. Ma per fare delle elezioni democratiche occorrevano almeno due concorrenti all’altezza del confronto. L’eliminazione della Bhutto, di fatto, spazza via anche la credibilità delle prossime elezioni.

Questa tragedia avrà probabilmente due conseguenze: fare precipitare il paese in un caos difficilmente gestibile con mezzi ordinari e annullare il valore simbolico delle prossime consultazioni pakistane. L’attuale presidente dovrà ricorrere nuovamente alla messa in mora delle aspettative democratiche, mentre le prossime elezioni saranno necessariamente un plebiscito diretto a rafforzare la sua leadership, senza la quale il paese rischia di diventare una potenza atomica regionale sotto la guida dell’estremismo islamico. Una conseguenza che nessuno, né in Europa, né a Washington né a Pechino può ritenere accettabile.

In tutti i casi, ancora una volta, la strategia di Al Qaeda sembra avere messo in scacco i piani dell’Occidente per il controllo della situazione nel Medio Oriente e in Asia centrale. Il fallimento di quel minimo di normalizzazione democratica che si poteva vantare nel Pakistan, che resta uno dei principali alleati occidentali nell’area, avrà degli effetti di lungo periodo: non è infatti chiaro per quanto tempo e con quali speranze Musharraf potrà ancora mantenere la sua posizione di forza nel paese. La morte della Bhutto sembra quindi essere un tragico punto a favore della sanguinosa strategia di Al Qaeda.

%0D
La URL per il trackback di questo articolo è: http://www.loccidentale.it/trackback/11058
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2009 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl