Giovedì 23 Febbraio 2012
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Il Maldestro

I sondaggi condannano il Pdl al 20% perché al Pdl manca una missione

24 Gennaio 2012

Rileggere ciò che si è scritto talvolta è confortante e deprimente allo stesso tempo. Gli articoli del Maldestro sull’Occidentale lo confermano. E confortano la giustezza delle analisi via via elaborate e proposte nell'ultimo anno sui destini del Pdl quando tutti, ma proprio tutti, immaginavano, senza nessuna convincente motivazione, che essi sarebbero stati maglifici e progressivi.

Non si rendevano conto i giullari di un più ampio “cerchio magico”, quasi di fuoco, stretto intorno a Berlusconi, che proprio quando tutto sembrava andare a gonfie vele, l’assenza di una politica realistica rendeva plausibile le preoccupazioni di chi, come il Maldestro appunto, le pubblicava su questo sito e su altri organi di informazione. Ma l'ebbrezza del potere era un forte afrodisiaco per chi responsabilmente avrebbe dovuto misurarsi con la realtà.

Ricorda il Maldestro di quel tempo le numerose pacche sulle spalle, di compatimento credo, da parte di quanti apparentemente davano ragione all’ipercritico ansioso, ma poi, affidandosi immancabilmente allo stellone berlusconiano, ritenevano ingiustificati gli allarmi.

Non abbiamo certo dovuto aspettare i catastrofici sondaggi di questi giorni per convincerci che il Pdl è in caduta libera. Potremmo dire che da tempo era scritto che doveva andare così. Certo, l'altalenante umore del Cavaliere nei confronti del governo Monti non aiuta il suo elettorato a nutrire fiducia. È del tutto evidente che si può appoggiare criticamente ed intelligentemente un esecutivo “strano” (così definito da chi lo guida), ma non credo sia una buona politica tirare la corda al punto da far credere che da un momento all'altro si potrebbe verificare l'incidente che aprirebbe la via al voto anticipato.

Come lo giustificherebbe il centrodestra, dopo aver permesso a Monti l'attuazione dei due terzi del suo programma? E, soprattutto, con quali prospettive si presenterebbe agli elettori? Forse con la speranza di non scendere sotto la soglia del 15 per cento?

Siamo seri. Al Pdl mancano una politica, una strategia, una finalità, una missione. E questa roba non la si raccatta nei congressi o facendo dei tesseramenti-mostre. È merce che si trova negli anfratti dove sono state relegate molte delle menti migliori che potevano attivare una discussione sul “partito nuovo” invece di subire la suggestione del “nuovo partito” (la differenza c'è, eccome...). Oppure la si costruisce interpellando il territorio, mettendosi in connessione con le categorie più dinamiche della società, operando una vera e propria rivoluzione culturale.

Ma vale ancora la pena compilare elenchi del genere?

Il Maldestro - e non solo lui - è stanco. Tuttavia non smette - e si spera che nessuno lo faccia - di ritenere che la lunga traversata nel deserto che si profila porti, alla fine, ad un nuovo inizio. Francamente si era generata l’illusione che il periodo di decantazione nel quale siamo immersi potesse servire a mettere insieme le membra disperse di un movimento frastornato. Non è andata così. E lo constatiamo tutti i giorni. I pietosi i sondaggi danno il Pdl al 20 per cento. Ed il massimo che i suoi dirigenti riescono a fare è inseguire tassisti, farmacisti, notai, autisti di Tir inferociti.

Dall’altra parte, se proprio ci si vuole rincuorare un po’, s’inseguono, con stessa determinazione, sindacalisti infoiati, precari demoralizzati, indignati in servizio permanente effettivo, metalmeccanici rimasti all'età della pietra delle relazioni industriali. Dov’è finita la politica? Da qualche parte si sarà pure nascosta. Temo che riapparirà quanto prima sotto sembianze inedite. Avrà il volto ed i colori di una tecnocrazia populista. Non piacerà a nessuno, tanto a destra quanto a sinistra. Ma se la dovranno tenere. E mica per poco tempo.

Il Maldestro, naturalmente, si augura di sbagliare.

 

Commenti
Anonimo
25/01/12 03:34
la grande schifezza è servita
Il PdL ha tradito le aspirazioni liberiste e liberali che erano alla base di forza Italia. Se il PdL maniene il 20% è già tanto dopo la politica socialista di Tremonti e le orge clientelari di un fetido personaggio come Alemanno, lasciato da Fini probabilmente a bella posta. Periodicamente ad ogni estratto conto bancario riportante le relative tasse sapremo chi ringraziare. Negli Stati Uniti almeno hanno un partito repubblicano di centro destra e personaggi come Ron Paul che lottano contro lo statalismo e la spesa pubblica. In Italia abbiamo un partito di socialisti i cui personaggi vanno dalla festa della porchetta di Alemanno a quella del peperoncino della Polverini. La spesa pubblica qui è servita e riverita. Se penso di aver votato anche solo indirettamente per gente come questa mi viene il vomito. Tanto vale votare PD, tanto il PdL ormai è la stessa cosa. Anzi, il PdL e il Pd ormai si possono presentare assieme alle elezioni magari con il cattocomunista Casini e con l'inguardabile Fini-giravolta. Una bella ammucchiata centro-socialista-paleodemocristiana. Quello che ci vuole per governare un paese di m..rda come l'italia. E le opposizioni? Insignificanti. I comunisti che fanno bau. I leghisti che ormai sembrano la cgil. Ormai i terroni del nord guidati da Bossi e Maroni fanno quasi più schifo di Lombardo. Gli unici problemi potrebbero venire da nuovi entranti, ma con una bella legge elettorale di sbarramento si sistema tutto (forse).
Andrea61
25/01/12 10:26
Confusione
Temo che il PDL continui a trascinarsi una contraddizione interna irrisolta. Ci sono due anime che sono profondamente antitetiche: quella che vuole veramente uno Stato piú leggero e costoso e che fa capo ai liberali (veri) e probabilmente a Berlusconi stesso. C'é poi l'anima che fa capo agli ex socialisti e agli ex aennini che vuole tanto stato ed é fondamentalmente dirigista col corollario dell'aumento della pressione fiscale e normativa, come inesorabilmente accaduto durante tutti i governi di cdx. Finché il PDL non deciderà da che parte stare difficile che possa tornare a raccogliere i consensi di prima.
stefano
25/01/12 11:23
Se qualcuno pensava quello
Se qualcuno pensava quello che dice l'articolista,in una legislatura,altro che ultimo anno,da dimenticare,allora il pdl è pieno di dementi,come penso da tempo.
kaiserfranz
25/01/12 12:43
il PdL
purtroppo non è un partito, non ha niente del partito... è il "club del presidente" e quando il presidente è in difficoltà il "club" chiude. Spiace dirlo ma da PdL sono stati fatti fuori tutti quelli che un pò di politica volevano farla (a torto o a ragione), e sono rimasti tutti gli "yesman" del presidente. Oggi tutto questo viene a galla.
Lorenz
25/01/12 14:08
promesse non mantenute
Concordo con l'analisi di "Anonimo". Il PDL é in caduta libera semplicemente perché non ha fatto quella "rivoluzione liberale" che ci si aspettava. L'unico sussulto é arrivato dalla riforma alla scuola della dott.ssa Gelmini. Il resto, buio totale. Monti, piaccia o no, fa oggi quello che un centrodestra non ha mai avuto il coraggio di fare, vuoi per veti interni e/o stress da sondaggio. Riforma delle pensioni, liberalizzazioni, riforma del lavoro...averle fatte prima della crisi, forti della stragrande maggioranza in Parlamento, ci avrebbe consegnato un'altra immagine del centrodestra, e di Berlusconi.
Shardan
25/01/12 20:08
Dejavu'
Berlusconi ci riconsegna il Paese dopo 18 anni e voila': e' l'Italia del 1994! Nessuna riforma che ci abbia messo in passo con i tempi; solo leggine sulle prescrizioni processuali e giu' di li'. Per quanto riguarda il PDL, il 20% e' un intenzione di voto fondato sull'inerzia. A fine legislatura mi stupirei se dovessero superare il 15%. L'unica via di uscita per il PDL e' diventare un partito vero con congressi, mozioni, primarie eccetera. Ovviamente le discussioni si dovrebbero concentrare su temi veri liberali e di destra e non del politichese di Augello e Alfano.
Anonimo
26/01/12 22:08
votare PdL non ha più senso
Berlusconi non è stato troppo intollerante, ma l'esatto contrario. Ha imbarcato e tollerato veri e propri pezzi di m..rda e non parlo solo di Fini. Il PdL sarà invotabile finchè non si libera di Alemanno, Polverini, Formigoni e di tutti quelli che magnano sulla spesa pubblica. In pratica il 90% del partito è da buttare. In Italia non esiste un centro destra. I politici attuali in parlamento che si dicono di centro destra sono solo dei farabutti in tutto simili ai loro omologhi del PD.
Anonimo
26/01/12 23:27
Caro Maldestro, non sará
Caro Maldestro, non sará che il cero mediom( questo sconosciuto) sta solo prendendo sberle? Forse è questa l'origine dei mali , non solo del PDL, ma di tutta la politica nel nostro Paese. Come si fa a dire che si rimette l'ICI ( pardon IMU) e non si affossa la proposta in culla? Come si fa a permettere una tassazione esagerata che colpisce solo e soltanto il ceto medio e,poi, senza nulla opporre, si dice che il governo è nella giusta direzione? Ormai di ceto medio ho solo il nome statistico, ma, di fatto, sto precipitando nella scala sociale. Eppure avevo sperato ( e spero ancora) nel centrodestra.,anche se ha tradito i miei sforzi di essere produttivo e vivo; ha tradito la meravigliosa sensazione di essere ( nel 2008) all'inizio di una rivoluzione liberale. Rivoluzione che è stata spenta da chi liberale non lo è mai stato ( parlo dell''on Fini) ; da chi è statalista fin nel midollo, per formazione e mentalitá e che , pure, era nel centrodestra ( oggi non si sa). A questa gente è mancata la forza di andare fino in fondo e hanno lasciato che il leader venisse attaccato in tutti i modi, nella speranza di sostituirlo. Questa è forse la realtá! Speriamo che il centrodestra ritrovi la volontá di lottare. Anche facendo cadere il governo, buono solo a tassare chi lavora per davvero. Se si perdono le elezioni ( e non è detto che sia certo) vedremo cosa sapranno fare i sedicenti sinistri . Probabilmente daremo il tempo ad un nuovo centrodestra di formarsi e di andare al governo senza più complessi di inferioritâ. A patto che alcune figure ambigue vengano cacciate via. Forse è questo il momento di tirare fuori le palle se si vuole recuperare la classe media.
27/01/12 11:30
Un segreto
Caro Maldestro, le svelerò un segreto: nel 2008 nessuno ha votato per il PdL. Abbiamo votato per Berlusconi (qualcuno per Fini), per un programma, per un governo, ma agli elettori di centrodestra del "partito" in quanto tale non è mai importato un fico secco. Infatti, poteva cambiare nome, organigramma, statuto e nessuno di noi se ne accorgeva. Oggi il leader e il governo per cui avevamo votato non ci sono più. La politica "più risparmi meno tasse" di Tremonti si è trasformata nel suo funereo contrario; la riforma della giustizia è stata abbandonata in culla da Alfano, che scrive sermoncini antimafia come un sinistro qualunque; la stretta sull'immigrazione di Maroni cede il posto al buonismo parrocchiano di Riccardi; le sacche della pubblica amministrazione prese di mira da Brunetta sono ancora tutte lì; da paese filoamericano siamo diventati esecutori di ordini tedeschi con soldi arabi e cinesi... E la cosa più ridicola è che il PdL è in prima fila a sostenere questo "nuovo corso" (che è poi il vecchio corso dell'Italia democristiana). Esiste una singola ragione per cui dovremmo rivotarlo? E non risponda "per affetto"...
rosario nicoletti
27/01/12 12:56
la china infinita
Nessun dubbio che il Pdl e l'intera classe dirigente che oggi la rappresenta sparirà in breve tempo. Ha dimostrato la sua completa inutilità quando governava, ed ancora di più quando ha ceduto il governo, pur rimanendo determinante nel formare una maggioranza. Non ha proposto NULLA che potesse contrastare lo scempio che sta facendo il governo Monti: una serie di provvedimenti di perfetto dirigismo, che stanno imbrigliando ancora di più il Paese. Nuove authorities, omaggi ai veri poteri forti.Rafforzamento del giogo sulle classi medie. Nessun taglio alle spese, nessuna vera liberalizzazione sul fronte delle professioni: tutte cose che potevano essere oggetto di trattative, solo richiamandosi a quei valori che erano fondanti per "Forza Italia".
rothbard
27/01/12 20:29
tempo scaduto?
Sono d'accordo con l'articolista ma temo che ormai sia troppo tardi per salvare il PDL. Il cosiddetto "berlusconismo" è stato utile un ventennio fa, per combattere in modo duro e brusco un ambiente politico-culturale impregnato di cattocomunismo moralista, ma adesso non ha più ragione di esistere. Il PDL dovrebbe de-berlusconizzarsi, e lo dico con affetto verso Berlusconi come persona. Occorre più vivacità all'interno del PDL, un partito carismatico oggi non ha più senso, serve un partito di destra normale, ora basta con i partiti fascisti o aziendal-personalistici. Nel merito delle cose concrete inoltre ci sarebbe molto da dire. Ha fatto più Monti in poche settimane che Berlusconi in 17 anni. Anche Rajoy in Spagna è un buon esempio. L'elettorato di centro-destra è disponibile a difendere un personaggio discutibile se questo almeno fa cose di destra. Ma se fa cose di sinistra, cioè stataliste, ecco che un certo popolo giustamente non vota più questo partito. Sarebbe strano il contrario...
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