Giovedì 24 Maggio 2012
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il blog del direttore

La trave di Travaglio

28 Febbraio 2012

Marco Travaglio bastona ogni giorno il malcapitato giornalista di turno dalle colonne del Fatto Suo e spesso fa anche ridere: i suoi giochetti di parole, il suo storpiare nomi e cognomi, la sua verve manettara, mettono di buon umore come le barzellette scolorite e le comiche in bianco e nero.

Quello che infastidisce è che spesso bastona le sue vittime, colpevoli di imperdonabili eresie in punta di diritto, direttamente con la trave che oscura il suo sguardo su quegli stessi argomenti. Si capisce che è una lotta impari: la trave schiaccia la povera pagliuzza altrui ed ecco che smetti di divertirti.

Nel suo editoriale di martedì – Scemi di guerra – Travaglio se la prende la con i giornalisti che interpretano le vicende giudiziarie in termini agonistici, “come le partite di pallone”, dove c’è chi vince, chi perde e chi pareggia. In teoria non fa una piega (se non fossimo in Italia, ma non è questo il punto), anzi, per un momento Travaglio sembra ispirarsi ad una visione del diritto distaccata, aurea, non vendicativa, ben lontana dal suo brand di prodotto.

Poi però quando comincia a lavorarsi Pierluigi Battista a suon di bastonate, Traveglio perde la sua saggia postura, il sangue gli va alla testa e comincia a sbroccare. Battista si era macchiato della colpa di “terzismo”, quando commentando la sentenza Mills che ha prosciolto per prescrizione Silvio Berlusconi, aveva scritto. “Sentenza senza vincitori né vinti, salomonicamente equidistante”. Ennò, ringhia subito Travaglio dimentico di tutta la sua concione precedente: come si può essere equidistanti tre le guardie e i ladri? Così rieccola tutta un botto, la visione travagli esca del diritto: i magistrati sono sempre le guardie, sono i buoni in missione per il bene, gli imputati, anche quelli prosciolti, sono sempre ladri, che al massimo “se la cavano” grazie alla complicità di quei guastafeste degli avvocati. Così altro che giustizia agonistica, per Travaglio non c’è proprio partita: i magistrati vincono sempre e comunque,  anche quando sbagliano, quando non ottengono l’agognata condanna, quando mandano l’intero processo in fuori gioco. Perché il processo “prima ancora che per assolvere o condannare servono per accertare i fatti”. E dei fatti Travaglio è quotidianamente certissimo: Berlusconi è un irredimibile mascalzone, lo sa lui, lo sanno i suoi lettori, lo sa il pm De Pasquale: giustizia è fatta! 

Commenti
loquinzolini
02/03/12 01:55
applausi
perfetto direttore! personalmente la trovo molto più esilerante del più ben noto Travaglio - che detto in tutta franchezza a me non fa ridere nulla.lei meriterebbe certamente più visibilità nel panorama informativo mainstream nazionale invece di dirigere questo giornale un po' "di nicchia" diciamolo... avanti cosi cari saluti
Giuliano
02/03/12 14:26
Direttore, A me sembra che -
Direttore, A me sembra che - a differenza di Travaglio e del giornale "Il Fatto Quotidiano" - a questo quotidiano on-line (e anche a numerosi altri) manchino gli argomenti. Travaglio e il suddetto "Il Fatto Quotidiano", sia nella versione stampata che on-line, hanno riscosso e continuano a riscuotere un certo successo, forse perché pubblicano notizie ed inchieste che tanti altri "trascurano" (per non dire che le ignorano scientemente). Secondo me c'è un motivo per tutto ciò; lei che ne dice? Saluti.
Federico da Miami
02/03/12 17:38
Beato
Caro Loquenzi, son convinto che non dev`esser facile fare il giornalista e ancor meno dirigere un qualsiasi quotidiano, perche' ci si deve leggere ed essere informati su tutto quello che si pubblica per, naturalmente, essere pronti a qualsiasi commento o dibattito che capita d`affrontare. Non la invidio per dover leggere anche quanto scrivono dei tipi ideologizzati, amareggiati, complessati, alla Travaglio. Si sta' cosi bene senza dover seguire, ascoltare, piu' d`una volta, questo individuo. Beato sia chi, se vuole, lo puo' evitare.
Marco
02/03/12 23:54
@Giuliano
Toh guarda. Credevo che Travaglio ed il “Il Fatto Quotidiano” riscuotessero un certo successo perché particolarmente versati nell'arte di eccitare la voglia di gogna che esiste latente in ciascuno essere umano.
Anonimo
14/03/12 11:11
Ma guardi che agli eccessi
Ma guardi che agli eccessi di Travaglio fanno da specchio i suoi. Travaglio vede tutti colpevoli a prescindere dalle sentenze? Lei vede tutti (tutti quelli di una certa parte almeno) innocenti. Per farsi un'idea dell'onestà, dell'affidabilità, della correttezza di Dell'Utri e Berlusconi non c'è bisogno di sentenze di condanna, chi conosce un po' le loro vicende, chi li ha visti in azione, chi li ha sentiti parlare, chi ha letto sui giornali di qualsiasi colore le varie inchieste, le intercettazioni e il resto, ha tutti gli elementi per farsi una propria idea di massima. E sinceramente penso che solo una persona completamente obnubilata possa vedere questa gente come onesta, affidabile, irreprensibile.. Lei spende spesso un sacco di parole per condannare gli eccessi di Travaglio et similia.. ma non ne spende mai una per dare il giudizio che si meritano a Berlusconi, Dell'Utri, Previti e compagnia.. Sgombrare il campo dal giustizialismo di Travaglio va bene, ma sostituirci il nulla, il non giudizio, la pura agiografia è ridicolo. Travaglio esagera ma non se ne deduce che tutti siano immacolati. Insomma come sempre lei è di parte. Così tanto da squalificarsi.
Settimo
17/03/12 14:20
Ossessione contro Travaglio
Direttore ma lei e' davvero ossessionato da Travaglio tanto da proporsi, quando capita, come avvocato in piu' di berlusconi. Invece di prendere sempre la difesa di questo miliardario senza scrupoli come se fosse il piu' bisognoso che esista, faccia mente locale e indirizzi i suoi sforzi verso quelli che veramente hanno bisogno di aiuto, a berlusconi di aiuto gliene e' stato dato a iosa anche a scapito della propria dignita'. L'Italia e' caduta davvero in basso negli ultimi 20 anni ma piu' di tutti sono caduti in basso quelli che hanno difeso questo individuo anche quando era palesemente indifendibile. Per non fossilizzarsi in uno sterile berlusconismo, gli auguro un sussulto di sano e benefico Montanellismo.
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