Martedì 2 Settembre 2014
L'effetto della ‘speranza di vita’

Sugli esodati l'Inps si salva dall'inciampo: bastano 40 anni di lavoro

23 Agosto 2012
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Gli esodati possono andare in pensione con 40 anni di contributi tondi tondi. Non un mese in più per effetto della cosiddetta ‘speranza di vita’. Nel loro caso, infatti, si applicano le regole precedenti la riforma Fornero per cui l’ipotesi di pensionamento con il requisito contributivo unico a prescindere dall’età (cioè 40 anni di lavoro) non è soggetta alla rivalutazione triennale della speranza di vita. La precisazione, tanto attesa e di cui ne avevo parlato nel precedente articolo del 9 agosto (Agli esodati si applicano le regole precedenti alla riforma Fornero), è arrivata nel nuovo intervento dell’Inps (messaggio n. 13343/12) che rettifica il precedente (messaggio n. 13052/12) che aveva innescato il dibattito sulla questione dell’applicazione o meno della speranza di vita a chi può andare in pensione con 40 di contributi. 

L’Inps ha riassunto la disciplina sui requisiti per la pensione applicabile ai cosiddetti esodati, ossia a quelle particolari categorie di lavoratori individuate dall’ultima riforma delle pensioni (la riforma Fornero) a cui continuano ad applicarsi i requisiti, sia per il diritto che per la decorrenza della pensione (‘finestra mobile’), vigenti prima del 6 dicembre 2011, data di entrata in vigore del dl n. 201/2011 (decreto Monti) che contiene anche le disposizioni relative alla riforma Fornero. Queste categorie di lavoratori, dunque, continuano ad andare in pensione (di vecchiaia o di anzianità):

a)  sulla base dei requisiti vigenti prima del 6 dicembre 2011;

b) sulla base del regime di decorrenza della pensione, ossia tenendo conto della finestra mobile di 12/18 mesi introdotta dalla legge n. 122/2010 (la riforma Sacconi delle pensioni).

In pratica, dunque, gli esodati sono lavoratori che possono accedere alla pensione in base alle regole della riforma Sacconi, così evitando i nuovi e più restrittivi requisiti operativi dal 1° gennaio 2012 introdotti dalla riforma Fornero. Tra le varie differenze contemplate nelle due discipline – Sacconi e Fornero – una riguarda l’applicazione della ‘speranza di vita’, che farà sentire per la prima volta i propri effetti a gennaio 2013. Si ricorda che questa speranza di vita è un particolare automatismo di adeguamento dei requisiti per la pensione che funziona così: ogni tre anni viene misurata la variazione della probabilità che un uomo e una donna di 65 anni hanno di campare ancora (appunto la ‘speranza di vita’): se la probabilità cresce, se cioè aumentano gli anni ancora attesi di vita, anche l’età per la pensione si allontana della stessa misura; se la probabilità diminuisce o rimane invariata, il requisito resta invariato. La differenza è questa: mentre la riforma Sacconi rende applicabile la speranza di vita a tutti i requisiti per la pensione tranne che (unica eccezione) a quello contributivo unico (i 40 anni), la riforma Fornero fa eccezione avendo esteso l’applicazione della speranza di vita anche al requisito contributivo unico (40 anni) che, peraltro, ha elevato a 42 anni per gli uomini e a 41 anni alle donne.

Con riferimento agli esodati che possono andare in pensione con il massimo di lavoro (cioè con 40 anni di contributi), l’Inps spiega che, dovendosi applicare in tutto e per tutto la riforma Sacconi, il requisito contributivo unico (40 anni di lavoro) non è soggetto alla speranza di vita. Così corregge l’inciampo del precedente messaggio in cui invece aveva affermato che i 40 anni andavano adeguati alla speranza di vita a partire dal 2013.

Inoltre, dovendosi applicare in tutto e per tutto la riforma Sacconi, per gli esodati resta in vigore la ‘finestra mobile’ e, quindi, anche l’incremento di uno, due e tre mesi programmati dalla stessa riforma Sacconi. Perciò, una volta maturati 40 anni di contributi (e con essi il ‘diritto’ alla pensione), il lavoratore esodato deve attendere la finestra mobile (per la “decorrenza” della pensione) pari a 12 mesi per i lavoratori dipendenti e a 18 mesi per i lavoratori autonomi. In dettaglio, dunque, per gli esodati valgono le seguenti condizioni:

· nell’anno 2011 occorrono 40 anni di contributi per il diritto alla pensione, mentre la decorrenza della pensione scatta dopo 12 mesi/18 mesi (dalla maturazione del diritto) a seconda che si tratti di lavoratore dipendente o di lavoratore autonomo;

· nell’anno 2012 occorrono 40 anni di contributi per il diritto alla pensione, mentre la decorrenza della pensione scatta dopo 13 mesi/19 mesi (dalla maturazione del diritto) a seconda che si tratti di lavoratore dipendente o di lavoratore autonomo;

· nell’anno 2013 occorrono 40 anni di contributi per il diritto alla pensione, mentre la decorrenza della pensione scatta dopo 14 mesi/20 mesi (dalla maturazione del diritto) a seconda che si tratti di lavoratore dipendente o di lavoratore autonomo;

· dall’anno 2014 occorrono 40 anni di contributi per il diritto alla pensione, mentre la decorrenza della pensione scatta dopo 15 mesi/21 mesi (dalla maturazione del diritto) a seconda che si tratti di lavoratore dipendente o di lavoratore autonomo.

 

Commenti
RENATO
23/08/12 18:07
ESODATI
GENTILI SIGNORI IO SONO NATO NEL 1952 E CON LA VECCHIA LEGGE POTEVO ANDARE IN PENSIONE A MAGGIO 2012 CON 60 ANNI DI ETA E 36 ANNI E 4 MESI DI CONTRIBUTI POI E VENUTA LA RIFORMA FORNERO E LA SPOSTATA PRIMA AL 2018 E POI PER I NATI NEL 52 AL 2016 SENZA PRESCIZIONE DI ANNI DI CONTRIBUZIONI IOLAVORAVO ALLE POSTE E' HO TRATTATO AD APRILE PER ESSERE ESODATO DAL 1 MAGGIO 2012 CONINCENTIVO COSA CHE HO PRESO FERMO RESTANDO CHE L'IMPS DI ROMA I AVEVA SSICURATO CHE COMUNQUE AVENDO MATURATO AL 31 12 2011 I REQUISITI DI PENSIONAMENTO NON AVEVO VINCOLI DI CONTRIBUZIONE PER CUI PUR PERCEPENDO LA PENSIONE NEL 2016 SAREIPOTUTO ANDARE IN PESNIONE CON 36 ANNI E 4 MESI TANTE CHE LE POSTE MI HANNO PAGATO SONO INCENTIVO PER POTER VIVERE FINO AL 2016 ADESSO LEGGO CHE CI VOGLIONO 40 ANNI DI CONTRIBUTO. MA LE LEGGI LE FANNO STRDA FACENDO O LE CAMBIANO IN CONTINUAZIONE SE COSI FOSSE CHE MI PAGHEREBBE I 4 ANNI CHE MI MANGANO E LE POSTE NONLO SAPEVANO CHE NON AVEVO GLI ANNI IO CREDO CHE L'IMPS STIA CIULLANDO NELMANICO LA CIRCOLARE DELLA RIFOMA GARANTISCE I NATI NEL 52 INDIPENDENTEMENTE DAI CONTRIBUTI FERMO RESTNDO I REQUISITI DEI 36ANNI E 60 ANNI DI ETA MI DATE UNARISPOSTA GRAZIE RENATO
stefano
24/08/12 11:41
Per renato
Non asspettare risposte dai commenti di un giornale. Rivolgiti ad un sindacalista
giovanni
24/08/12 13:03
perseverate nel
perseverate nel pubblicizzare la notizia. molte amministrazioni non ne prendono atto.
nicola trevisani
29/08/12 12:21
aspettativa di vita esodandi
HO LETTO IL VS/ ARTICOLO DEL 09/08/12 E QUELLO DEL 23/08/12, MIO MALGRADO AVENDO FIRMATO UN ACCORDO PRIMA DEL 04/12/2011 CON INTESASANPAOLO IN CUI POSSO ACCEDERE AL FONDO ESUBERI CON ANZIANITA' CONTRIBUTIVA DI 40 ANNI,L'AZIENDA IPOTIZZA UNA FINESTRA D'USCITA CHE OLTRE AI 40 ANNI CONTEMPLA FINESTRA DI 12 MESI + ALTRI 6 MESI (3+3) TRE PER RIFORMA TREMONTI E TRE PER ASPETTATIVA DI VITA DAL 2013. COME E' POSSIBILE SECONDO I VS. ARTICOLI?
Anonimo
22/09/12 10:07
esodati
secondo l'inps di bergamo quello riferito nell'articolo vale solo per chi è salvaguardato per gli altri niente
funaro anna
22/09/12 13:13
esodati
penso che 40 anni sono più che sufficienti per andare in pensione soprattutto per le donne che arrivate a max 60 anni sentono la stanchezza di una vita di sacrifici per aver lavorato e cresciuto i figli con oneri anche economici da non sottovalutare visto la mancanza di welfare dallo stato. oggi eiste il part-time ma prima veniva concesso solo a chi aveva un figlio con handicap. oltre al fatto di aver dedicato poco tempo cercando di dare la qualità al rapporto madre/figli ma basta? ai posteri l'ardua sentenza.Gli uomini poi si ammalano spesso prima e invecchiano male fisicamente. A che serve tenerli al lavoro così? le aziende lo sanno e non ci vogliono più e ricorrono alla mobilità anche se volontaria spesso diventa coercitiva. o bere o affogare.Lo Stato, e quindi noi, paga. Un cane che si morde la coda. Scegliamo i politici e sindacalisti per rappresentarci indegnamente.sono esodata prima della Fornero e spero che questo capitolo si concluda bene per me e per gli altri. Una sanatoria e dopo ripartire ma conun pò di buon senso. I soldi prendeteli dalle tasse di chi non paga o e ricco. Salvate i ns. figli anche noi ci mettiamo la ns parte facendoli laureare e mantenendoli finche si può. Ad maiora
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