Lettera aperta al Rettore dell’Università
di Pisa e a tutti i partecipanti al convegno “Lo Stato laico in una società
multiconfessionale”
(Stefano Bisi, Romano Lazzeroni, Roberto Barzanti, Gian Mario Cazzaniga,
Raimondo Cubeddu, Mario Montorzi, Gustavo Raffi)
L’Università
di Pisa ospiterà il prossimo 26 gennaio un convegno sulla “laicità dello Stato
in una società multiconfessionale” organizzato dalla massoneria toscana. Una
iniziativa alla quale sono state invitate a partecipare anche persone che, come
il sottoscritto, non hanno mai avuto prima contatti o rapporti con la
massoneria, e che, anzi, con essa hanno polemizzato, anche pubblicamente, in
più occasioni.
Se tale invito è stato accettato è per una ragione semplice ed essenziale: la questione della laicità e quella correlata dello spazio pubblico delle religioni sta divenendo uno dei temi fondamentali della nostra convivenza civile, al punto che intorno ad esso urge un confronto anche con i più distanti, per evitare che manifestazioni d'intolleranza, purtroppo sempre più frequenti, possano divenire senso comune.
Ieri ne abbiamo avuto una conferma sconvolgente: la rinunzia del Papa a recarsi alla Sapienza ha messo in discussione, ad un tempo, il grado di civiltà del nostro Paese e quello della nostra università.
Di fronte a quanto accaduto nel primo ateneo romano, a nessuno è concesso far finta di niente. Io, quanto meno, non ritengo possibile intraprendere un confronto che abbia come tema la laicità e come teatro l'ateneo galileiano di Pisa, senza che vi sia una presa di posizione chiara e forte che condanni qualsiasi forma di censura, e dichiari il pieno diritto di fruire dello spazio pubblico da parte di qualsiasi autorità spirituale, soprattutto se si tratta di un capo di Stato straniero che intende offrire la sua libera riflessione.
Dopo quanto accaduto ritengo che tale presa di posizione rappresenti un viatico necessario ad assicurare che né oggi né domani nell’ateneo pisano un confronto tra culture diverse possa tradursi - come altrove purtroppo è accaduto -, in una inaccettabile discriminazione nei confronti della Chiesa cattolica e del suo più alto rappresentante.
Sono certo che questa mia stessa opinione sarà condivisa in special modo, da quanti rappresentano organizzazioni che nella loro storia hanno patito la censura e la discriminazione. E ritengo, per questo, che niente potrà chiarire il senso vero dell'appuntamento più di un atto esplicito di tutti i partecipanti il quale attesti come il concetto di laicità non debba consentire a nessuno di contrabbandare intolleranza, censura, rifiuto preventivo del confronto.
Senatore Gaetano Quagliariello


Stia attento professore,
massoneria?
dimenticavo...
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