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Giovedì 18 Marzo 2010
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Mastella stacca la spina al governo e segna la fine del centrosinistra

21 Gennaio 2008

Clemente Mastella ha deciso di staccare la spina al governo. Di dire “basta” all’ esperienza del centrosinistra. L’Udeur esce dalla maggioranza e si avvia, come lo stesso ex Guardasigilli ha spiegato in una conferenza stampa al termine di un difficile ufficio politico del partito, a votare. "Siamo per le elezioni anche se non è nostra prerogativa”. Lavorando “con tutte le forze che saranno disponibili a prendere in mano la bandiera della libertà e della giustizia senza le quali non c’è politica che non sia avvilente pratica politicante”.

L’annuncio è arrivato nel tardo pomeriggio a conclusione di una giornata febbrile e concitata per il governo, dove umori e sensazioni di diverso segno si sono succeduti. Anzi nel pomeriggio sembrava che Prodi avesse trovato la quadra nella sua maggioranza. Alla Camera per domani sulla relazione sulla giustizia che avrebbe dovuto presentare lo stesso Mastella e poi sulla mozione di sfiducia a Pecoraro Scanio per mercoledì al Senato. A Palazzo Chigi si respirava addirittura un cauto ottimismo condito dalla convinzione che così come erano passati altri momenti difficili sarebbe passato anche questo. Ed invece la situazione è precipitata con la scelta del leader dell’Udeur di sfilarsi e di dichiarare “finita l’esperienza nel centrosinistra”. Il tutto dopo un ufficio politico del Campanile che però nei fatti, come raccontano i presenti, è servito più per ratificare la decisione. Una scelta che lo stesso Mastella ha comunicato in una lettera circostanziata a Romano Prodi, in cui precisa i punti che lo hanno spinto a mettere in crisi il governo.

All’origine della sua scelta, neanche a dirlo, gli eventi giudiziari dello scorso fine settimana che portarono Mastella prima alle dimissioni e poi alla decisione di appoggio esterno. Sotto accusa il governo e la coalizione che per il leader di Ceppaloni si sarebbe dovuto caratterizzare “per la capacità di porre fine allo scandalo della giustizia ingiusta, delle intercettazioni usate come grimaldello per violare i diritti elementari della persona, e questo a ogni livello della vita sociale e politica, dall’uomo comune, dall’imprenditore, dal sindacalista, dal politico al ministro”. Da qui l

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Commenti
tacitus
21/01/08 21:43
Da anni conservo
Da anni conservo religiosamente una bottiglia di Krug gran cuvee millesimato 1958. L'avevo destinata al giorno del matrimonio di mia figlia, ma ora sono tentato.... Nunc est bibendum nunc nunc est pulsanda terra pede!
22/01/08 13:17
Mastella: vogliamo il voto
Eccola lì. La notizia che non ti aspetti o che, per meglio dire, ti aspetti ma che non dici per scaramanzia: il governo potrebbe essere prossimo alla capitolazione. L’Udeur di Mastella, con il quale si è interrotto il rapporto amorevole in stile “nun ce lassam cchiù anema e cor”, lascia la maggioranza. voxpopulisalerno.blogspot.com
23/01/08 09:47
NON CI VOGLIONO FARE VOTARE IL REFERENDUM
Non ci vogliono far votare il referendum... 22 gennaio 2008 Ormai il Governo passa da una settimana difficile, come quella passata, ad una - come quella che stiamo vivendo - a dir poco terribile. Mastella ha lanciato il suo siluro. E con ogni probabilità affonderà Prodi venerdì sera, costringendolo a rimettere il mandato nelle mani del Presidente Napolitano. Tra le ragioni del siluro c’è di sicuro, forse prevalentemente, l’idea di far slittare il nostro referendum (in caso di scioglimento anticipato di almeno una delle Camere, il referendum slitta automaticamente di 365 giorni a partire dalla data delle elezioni, ndr). Se questo fosse approvato, verrebbe infatti azzerata la presenza parlamentare dell’UDEUR in quanto tale, così come quella degli altri partiti(ni) che tengono oggi in ostaggio l’iniziativa governativa con la collaudata tecnica dei veti incrociati. C’è quindi chi si sta già battendo - ancor prima della caduta del Governo - per andare ad elezioni anticipate con l’attuale Porcellum, con buona pace del referendum (che slitterebbe di un anno, in attesa di essere nel frattempo definitivamente affossato con l’approvazione di un Porcellum 2, la vendetta…). Ma è anche possibile che il referendum rappresenti invece una soluzione di mediazione tra le opposte richieste che, nel caso di una crisi, sarebbero avanzate al Capo dello Stato. Perché infatti non immaginare che la consultazione popolare possa aver comunque luogo il prossimo 20 aprile lasciando spazio ad eventuali elezioni anticipate da tenersi prima dell'estate? In questo scenario i cittadini non si sentirebbero “scippati” di una loro ormai legittima aspettativa e soprattutto sarebbero loro a decidere se andare alle prossime elezioni politiche con un Porcellum “cotto alla referendaria” ovvero così come mamma (?) l’ha fatto. È certo però che se questo ragionamento fosse giudicato troppo ardito, non ci resterebbe che mobilitarci tutti - con tam-tam, catene di Sant’Antonio, segnali di fumo, etc. - e gridare a gran voce: “Non ci vogliono far votare il referendum…”. PS Per essere comunque preparati a questa ultima eventualità, vi chiediamo intanto di essere dei nostri e cominciare a fare queste semplici 3 cose: %0D 1. lasciare un commento a questo post diffondendone quanto più possibile il contenuto; 2. copiare ovunque l'immagine "Adesso Sì" e lo sticker qui accanto, inviando poi all’indirizzo adessosi@gmail.com commenti, foto e video pubblicabili sulla nostra campagna “Adesso Sì” (avete presente il tormentone di “Italia1”? ecco, deve essere lo stesso per “Adesso Sì”); 3. partecipare alle altre iniziative che a breve lanceremo sul nostro sito www.referendumelettorale.org e su questo blog. Ancora grazie...
Anonimo
23/01/08 14:07
MASTELLA
MASTELLA SI DOVREBBE METTERE UNA MASCHERA SI VERGONI PERCHE' E STATO INDAGOTO A FATTO CADERE IL GOVERNO DOPO TUTTO QUELLO CHE A COMBINATO.A RAGIONE DI PIETRO LEI E INDEGNO DI QUESTO PARTITO
Anonimo
27/01/08 02:34
Ma Mastella non dovrebbe
Ma Mastella non dovrebbe essere in galera?
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