Martedì 9 Febbraio 2010
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Ma all'origine di tutto ci sono le colpe di Milosevic

22 Febbraio 2008

Forse non tutti ricordano che la guerra nella ex Yugoslavia non comincia in Bosnia e neppure in Croazia, ma in Kosovo. La catena di eventi che ha  portato al massacro di Srebrenica e al bombardamento di Belgrado parte da lì, alla fine degli anni ’80, quando il leader serbo Slobodan Milosevic lanciò un serie di misure repressive contro questa provincia autonoma,  semi-indipendente e a prevalenza albanese all’interno della Serbia. Questa situazione culminò nel 1990 quando Milosevic pose fine alla semi-indipendenza, revocò l’autonomia del Kosovo, installò nuovi controlli di polizia, chiuse i giornali in lingua albanese, licenziò i professori universitari e inflisse un caos politico ed economico alla regione.

L’intenzione di Milosevic era quella di ristabilire il dominio serbo-ortodosso sul Kosovo, luogo storico di una importante battaglia tra i serbi e l’impero Ottomano nel 1389 (in cui i serbi vennero sconfitti) e patria di una sostanziosa minoranza serba. Il risultato di tutto questo? Proprio in questi giorni, quasi vent’anni dopo, il Kosovo – uno stato di lingua albanese e a maggioranza musulmana in cui, è facile prevedere, la minoranza serba non sia particolarmente benvoluta e dove le chiese ortodosse difficilmente saranno a riparo da vandalismi - ha dichiarato la sua indipendenza. Sarebbe difficile trovare una dimostrazione più eloquente della legge sulle conseguenze inintenzionali.

Infatti, guardando le folle in festa sabato notte per le strade di Pristina, mi sono chiesta se non ci fosse una più profonda lezione da trarre per tutta l’area balcanica. L’obiettivo dichiarato di Milosevic era la maggior gloria della Serbia (ne aveva anche di non dichiarati, come la perpetuazione della struttura di potere dell’era comunista, ma qui non importa). Riattizzare il nazionalismo serbo ha trasformato le minoranze serbe in Yugoslavia in mini-milizie. Queste a loro volta hanno ispirato la nascita di mini-milizie croate, bosniache, albanesi che hanno cominciato a combattersi tra di loro in una serie di piccole ma sanguinose guerre.

Posso certamente essere accusata di ipersemplificare questa cronologia, ma resta comunque vero che il risultato di queste iniziative – pulizia etnica, discriminazione, aggressività – sono state un completo disastro per la Serbia. L’economia serba è andata a picco; l’influenza serba sulla ex Yugoslavia è evaporata; Belgrado, la capitale, bombardata. Ora la Serbia sembra anche destinata a essere smembrata.  Alcuni paesi europei e gli Stati Uniti hanno riconosciuto l’indipendenza del Kosovo, qualcosa che non sarebbe mai accaduta vent’anni fa. Milosevic, il leader super-nazionalista che coltivava il sogno di una Serbia rinata, più forte e più rispettata, ha danneggiato il suo paese più di qualsiasi altro.

E’ bene tenere a mente questa lezione nei prossimi mesi se qualcun altro in Europa o altrove pensa di prendere il Kosovo come precedente.  Dopo tutto, se gli albanesi possono essere indipendenti dai serbi, gli abkazi e gli osseti del sud vorranno esserlo dalla Georgia, i baschi e catalani non capiranno perché non lasciare la Spagna e chissà cosa succederà a Cipro.

In qualcuno di questi casi ci sono paesi vicini che possono essere interessati ad incoraggiare la secessione, così come la Serbia incoraggiava le sue minoranze in Bosnia e in Croazia. In particolare la Russia ha già lanciato segnali minacciosi nel caso dei separatisti georgiani, e si capisce perché. Quale modo migliore per prendersi una rivincita contro quegli amanti della Nato dei georgiani che aiutare le minoranze etniche della Georgia in una guerra civile. Per altro il momento non potrebbe essere più propizio. Nella fase finale dell’amministrazione Bush qualcuno penserà all’Abkazia? E mentre si gioca una delle più interessanti campagne elettorali che gli Usa abbiano visto da decadi, ci sarà spazio per ciò che accade nell’Ossezia del Sud?

Di certo però, se l’Abkazia e l’Ossezia finiranno con lo staccarsi dalla Georgia e se ne seguisse una guerra civile, la Russia avrà uno stato fallito ai suo confini.  E come ben sappiamo dalla Yugoslavia, dal Medio Oriente e dall’Africa, le guerre civili etniche o religiose hanno una terribile capacità di contagio. Il caos in Georgia potrebbe essere, nel medio termine, un vantaggio per il clan Putin, bisognoso di evocare uno stato di guerra, di infastidire l’Occidente e di tenersi stretto il potere (proprio come il Milosevic di una volta), ma di certo non è nell’interesse della Russia nel lungo termine.

La politica russa verso queste ambizioni separatiste nelle prossime settimane ci dirà molto sulla mentalità del gruppo dirigente di Mosca. Se gli inquilini del Cremlino hanno a cuore il benessere dei loro compatrioti resteranno in silenzio e cercheranno ci placare gli animi di tutti. Altrimenti, beh, spero che ricordino che la legge delle conseguenze inintenzionali si applica anche a loro

Dal Washington Post del 19 febbraio.

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Commenti
massimo biavati
23/02/08 11:34
kosovo
Gentile sig.ra, credo che occorra guardare il problema con occhi piu' grandi. Lei cita giustamente la battaglia dei serbi contro gli ottomani in kosovo ma nel contempo forse dimentica che Kosovo è innanzitutto il nome originario della serbia,PRIMO!!! SECONDO:i piu' importanti monasteri cristiani ortodossi (veri e propri capolavori d'arte)si trovano per un evidentissima ragione proprio li.Le dice niente?I principali (dal punta di vista storico) Re della Serbia sono nati in quella regione.E questo le dice niente? Quando dopo il secondo conflitto mondiale in Albania ando' al potere quell'esaltato di Enver Hoxa qualche albanese (prevalentemente della zona del lago di Scutari) prevedendo cio' che sarebbe successo in Albania fuggi nel vicino Kosovo accolti da Josip Broz (Tito)il quale dette loro ospitalità andando cosi' incontro alla rottura dei rapporti con il dittatore albanese.Tito dette loro la liberta' di parlare la loro lingua di avere le scuole in lingua albanese e di costruire moschee.Questi profughi furono allora cosi riconoscenti al Maresciallo che da loro venne la proposta di chiamare Pristina:TITOGRAD (cioè citta' di Tito.Noti che Tito era solo il nome partigiano di Josep Broz). L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riporta i dati facilmente reperibili sull' incremento demografico nelle varie aree del mondo e quindi nello specifico anche in questa regione ci dice che l'incremento demografico nella seconda metà del novecento è la seguente: popolazione di etnia serba 2,7 figli per famiglia,popolazione di etnia albanese 8,4 figli per famiglia. Il dislivello culturale è ABISSALE, ma credo che lei lo sappia bene. L'ignoranza porta alla poverta' al disagio e a fare piu' figli il che rende ancora piu' poveri!!! Spesso nelle famiglie albanesi dove fino a poco tempo fa i matrimoni venivano "combinati" tra le famiglie le ragazze tra i 16 e i 18 anni erano spose a fronte di un marito che doveva ben presto dimostrare la sua virilita'avendo cura che la (povera)moglie fosse sempre incinta e potendo cosi' dimostrare quanto "uomo" era. Il primo a vantarsi di questo era o forse lo è ancora il padre dello sposo!!! Lei puo' facilmente immaginare dal '45 al 2008 di quanto puo' essere aumentata l'etnia albanese in Kosovo. Badi che la prima dichiarazione di indipendeza proclamata degli "ospiti" albanesi in Kosovo risale al 23/4/83,quando la popolazione sqipera era al 38,7%. Tito è già morto quando l'arroganza spaventosa degli albanesi inizia da prima col tagliare le gomme delle "Zastava" dei serbi poi con l'incendiarle, per poi iniziare i dispetti sui monasteri dimostrando cosi' tutta la loro ignoranza ed ingratitudine nei confronti di chi li aveva accolti nel luogo piu' sacro per loro. Arrivarono in seguito gli omicidi dei primi agenti di polizia serbi per poi arrivare ad amputare con l'accetta il pollice ,l'indice e il medio ad un ragazzo per aver osato alzare le tre dita al cielo. Lei sapra' benissimo (almeno spero) che le tre dita sono il simbolo religioso della trinita' cristiana al quale gli ortodossi sono molto legati. A detta dichiarazione ne sono seguite circa un'altra decina circa in cui le percentuali delle due popolazioni erano in continuo e crescente dislivello anche perche' molti cittadini serbi stanchi della violenza albanese lasciavano il Kosovo per fuggire in aree del paese piu' tranquille. Io sono di Ferrara ed ho l'incarico di responsabile in un' azienda di logistica in cui lavorano molti marocchini e tunisini i quali mi fanno notare che l'islamizzazione sta proseguendo. E mi dicono :"Adesso anche il Kosovo
23/02/08 11:43
Kosovo
ma certo .. facciamo la terza guerra mondiale perchè la russia ha detto no alla politica americana di conquista del mondo che prevede anche di mangiarsi il kosovo per il gas che lo attraversa e la base che ha nel cuore dell'europa.. sta festeggiando anche la lega che prendera' il kosovo come esempio per la secessione della padania e non parliamo dei sardi, dei corsi, dell'eta..... sono mille, 100.000 , miliardi i pazzi nel mondo che pretendono di rubare territori e conseguente introito economico e tu pure li inciti ??? il kosovo è serbia non daremmo la nostra sicilia a gheddafi e neanche il nostro giardino al vicino di casa non serve erigere nuovi muri servono persone che vogliano costruire la pace nel rispetto reciproco bello essere contenti delle bombe su belgrado e hai scordato il resto della serbia che hanno ammazzato donne e bambini ma perchè non ci siete andati voi la sotto se pensate che le bombe risolvano i problemi.. adesso avremmo avuto un articolo idiota in meno lina
Stanislav
24/02/08 18:26
Kosovo
Articolo e veramente ridicolo. Vi ricordo che la Serbia non ha MAI cominciato le guerre, e stata sempre provocata e attaccata, fisicamente e mediamente. Non riesco a capire se veramente non vedete cosa sta succedendo o fatte finta di non vedere?! Se non aprite gli occhi sara' tardi anche per voi. Bravo per Massimo Biavati, dovresti scrivere tu, gli articoli per media.
Antonio
25/02/08 02:43
Un grazie di cuore
Un grazie di cuore a Massimo, per la lezione di storia e di civiltà che hai dato a questa persona( eufemismo) che scrive con tanta faciloneria di cose che non conosce e di cui parla solo nei termini che le vengono ordinati. Ma per fortuna solo chi non vuole o fa finta di non sapere, non sa da dove vengono gli " sghei" che fanno scivere queste falsità. Però la colpa è anche nostra, dovremmo non commentare mai questi proclami faziosi e ben pagati, così che se li leggano solo quelli che li scrivono. Ancora GRAZIE
Arsim MULLIQAJ
25/02/08 10:19
Repubblica di Kosova ( DARDANIA )
All'epoca di Cesare l'Illiria (o Illirico) era la regione corrispondente all'attuale fascia costiera orientale del Mare Adriatico, abitata dagli Illiri, un'antica popolazione che probabilmente parlava una lingua indoeuropea e che si pensa siano gli antenati degli attuali albanesi. Grupp di etnie Illiriche, Albanët Arbër Ardianët Dalmatët (Dalmazia) Dardanët (Kosova) Dardanidae turres ac tecta domorum convellunt. (Le torri e i tetti delle case dei dardani si lacerano.) Dasarët Enkelejdët Eordei Epiroti Giapodi Kaonët Labotët Istri Liburni Mesapët Molosët Paionët Partini Penesti Taulantët Thesproti http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.lannaronca.it/Ipertesto%2520Ravenna/Giustiniano.jpg&imgrefurl=http://www.lannaronca.it/Ipertesto%2520Ravenna/Giustiniano.htm&h=346&w=291&sz=129&hl=it&start=17&um=1&tbnid=hZuik8cOe0CaRM:&tbnh=120&tbnw=101&prev=/images%3Fq%3Dilliria%26um%3D1%26hl%3Dit%26sa%3DN http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:EpirusExtraTribe.jpg http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.gazetakritika.net/shkrime/iliria.jpg&imgrefurl=http://www.forumikatolik.net/forum/showthread.php%3Ft%3D2266&h=604&w=491&sz=84&hl=it&start=5&um=1&tbnid=916iJn7SxfLvWM:&tbnh=135&tbnw=110&prev=/images%3Fq%3DILIRIA%26um%3D1%26hl%3Dit%26sa%3DN Grazie e arrivederci nella REPUBBLIKA DI KOSOVA ( DARDANIA )
25/02/08 10:42
Kosovo
carissimo massimo, ti sei dimenticato di dire che tutti i monasteri ortodossi in kosovo tranne uno sono stati distrutti e trasformati in gabinetti il diritto internazionale si esercita tra 2 paesi che raggiungono un accordo, non quando un mafioso si impossessa di un territorio che ospita 2 gasdotti e la base americana piu' grossa che c'è in europa vorrei rimanere in contatto con te perchè a ferrara ci sono alcuni amici serbi che cercano di formare un gruppo è incredibile che ci dobbiamo mobilitare contro queste cose lina
Ritvan
28/02/08 00:14
Risposta a un po' di affermazioni a vanvera
Massimo Biavati scrive: "Kosovo è innanzitutto il nome originario della Serbia". Ohibò, questa mi giunge nuova e nemmeno l'Enciclopedia Serba credo oserebbe sfidare il ridicolo scrivendo una tale castroneria di proporzioni cosmiche! Si potrebbe avere qualche citazione da qualche libro/enciclopedia che non sia la solita "Storia del Kosovo a fumetti per dummies" edita da Calderoli & Borghezio Editrice:-), a cui spesso e volentieri i filoserbi alla polenta si abbeverano? "I principali (dal punta di vista storico) Re della Serbia sono nati in quella regione." Oh, se per questo anche molti importantissimi imperatori dell'Antica Roma (uno fra tutti Diocleziano) sono nati in Illiria: o che per questo noi albanesi, unici discendenti degli illiri, abbiamo oggi il diritto di colonizzare Roma, issare la bandiera albanese e proclamarla "capitale dell'Albania"? Su, siamo seri! "Quando dopo il secondo conflitto mondiale in Albania ando' al potere quell'esaltato di Enver Hoxa qualche albanese (prevalentemente della zona del lago di Scutari) prevedendo cio' che sarebbe successo in Albania fuggi nel vicino Kosovo accolti da Josip Broz (Tito)il quale dette loro ospitalità andando cosi' incontro alla rottura dei rapporti con il dittatore albanese." Amico calderoliano, tu straparli di cose che ignori, storpiando in modo ridicolo anche la più sofisticata e meno incredibile propaganda serba. Ti dico io cosa è successo veramente: - In primo luogo è documentato e pacificamente accettato che un discreto numero di albanesi dell'Albania del nord (zona di Scutari) andarono in Kosovo durante l'occupazione italiana e l'annessione del Kosovo all'Albania dell'Impero Italiano. Perciò prenditela semmai col "tuo" DVX:-). Non è escluso ed è plausibile che un piccolo numero di cosiddetti "collaborazionisti" albanesi del Nord dell'Albania si siano rifugiati in Kosovo (dove la loro attività non era conosciuta) per sfuggire all'avanzata delle armate comuniste di Enver Hoxha. Ma attribuire a questi l'incremento demografico albanese nel Kosovo vuol dire non avere la più pallida idea del senso della misura. Come già detto altrove e secondo i dati demografici jugoslavi, già nel 1931 gli albanesi nel Kosovo rappresentavano più del 60% della popolazione. E, siccome figliavano come conigli (e digiamocelo chiaramente, fratello, "come conigli" non nascondiamoci dietro il "politically correct":-) ) mica avevano bisogno di quattro profughi dall'Albania nel 1945 per essere schiacciante maggioranza in Kosovo! O no? Allora facciamo pace col cervello, per favore, o erano già maggioranza e lo divennero ancor di più figliando come sopra, oppure lo divennero perché mezza Albania si svuotò di colpo e si riversò in Kosovo: entrambe le cose mi sembra un pochino:-) esagerato anche per un leghista, che si sa le spara sempre grosse! Dire poi che Hoxha se la prese col Tito e ruppe i rapporti perché quest'ultimo offrì rifugio ai profughi albanesi è una delle più grosse castronerie pseudostoriche che esistano. Infatti, anche gli scolari albanesi sanno ormai che dal 1945 al 1948 l'Albania di Hoxha era praticamente uno stato vassallo della Jugoslavia di Tito (unione doganale, inno jugoslavo cantato nelle scuole ecc.), visto che il Partito Comunista Albanese lo crearono nel 1941 due jugoslavi (il monntenegrino Miladin Popovic e il serbo Dusan Mugosa) inviati da Tito e furono loro due a mettervi a capo Enver Hoxha. Al quale simile vassallaggio cominciò a stare stretto (ma non per patriottismo o castronerie tipo "accoglienza dei profughi", bensì perché capiva che il suo "trono" a cui teneva molto era sempre in balìa di Belgrado, tanto più che Tito aveva mostrato in più di una occasione l'intento di fare dell'Albania la 7-a repubblica jugoslava), ma non poteva fare altrimenti, finché nel 1948, la lite fra Stalin e Tito non gli offrì l'opportunità di sottrarsi all'asfissiante abbraccio del grande vicino Tito e affidarsi al più grande (ma anche più lontano) Stalin. "Tito dette loro la liberta' di parlare la loro lingua di avere le scuole in lingua albanese e di costruire moschee." Sicuramente Tito era in combutta con Bin Laden per realizzare l'Eurabia!:-) "Questi profughi furono allora cosi riconoscenti al Maresciallo che da loro venne la proposta di chiamare Pristina:TITOGRAD cioè citta' di Tito." Dici che anche in Montenegro furono i vuccumprà albanesi a cambiare il nome dell'antica città di Podgorica in "Titograd", fratello? E pensi anche che se al buon dittatore croato-sloveno Josip Broz, in arte Tito, fosse saltato il ghiribizzo di mettere il suo nome pure a Belgrado, qualcuno avrebbe osato fiatare e non si sarebbe trovato un sindacato serbo delle mungitrici di renne da proporglielo? Ma che bella la storia del Kosovo per dummies edita da Calderoli & Borghezio Editori:-). Soprattuto quando la racconta uno che - beato lui, nato in un paese libero e democratico - non ha la più pallida idea di come andavano le cose oltrecortina. " L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riporta i dati facilmente reperibili sull' incremento demografico nelle varie aree del mondo e quindi nello specifico anche in questa regione ci dice che l'incremento demografico nella seconda metà del novecento è la seguente: popolazione di etnia serba 2,7 figli per famiglia,popolazione di etnia albanese 8,4 figli per famiglia." Se lo dice l'OMS dovrebbe essere vero. Però, come la mettiamo con la tua citazione successiva:"Lei puo' facilmente immaginare dal '45 al 2008 di quanto puo' essere aumentata l'etnia albanese in Kosovo. Badi che la prima dichiarazione di indipendeza proclamata degli "ospiti" albanesi in Kosovo risale al 23/4/83,quando la popolazione sqipera era al 38,7%."? Ebbene, stando allo studio di Michel Roux "Di chi è il Kosovo? Cento anni di conflitti" pubblicato dalla prestigiosa rivista italiana di geopolitica "Limes" (Roma, 1998, n°3/98, p.35), rivista non certo tenera nei confronti degli albanesi, è vera anche un'altra cosa, ovvero che: "(il periodo degli anni '20-'30 del XX secolo))... è il solo periodo in tutta la storia del Kosovo in cui la componente serbo-montenegrina della popolazione aumenta, passando dal 21% del 1921 al 27%del 1931, al 34% del 1939". A 'sto punto la domanda sorge spontanea: come mai gli albanesi che nel 1939 erano il 100-34 = 66 % della popolazione del Kosovo, hanno ricevuto anche "riforzi demografici":-) nel 1945 dall'Albania di Hoxha e hanno figliato come da statistiche OMS sopra riportate, nel 1983 si ritrovano improvvisamente ad essere il 38.7% della popolazione del Kosovo???!!! Fratello, mi sa che tu all'aritmetica dai del "lei"!:-) Sorvolo per carità di patria sulle "autorevoli testimonianze" da te riportate di vuccumprà tunisini, marocchini & co che ti dicono "Adesso anche il Kosovo e nostro": ma non lo capisci che ti prendono per il culo, conoscendo il leghista che c'è in te?:-). L'islam kosovaro, come quello albanese e turco, è un islam laico e io ti sfido a mostrarmi - tu che hai scorrazzato, come dici, in lungo e in largo per ex Jugoslavia e Albania - foto di donne con la faccia coperta fatte laggiù. Ti lamenti che l'UCK comprava armi dall'Iran? Ma non gliene dava abbastanza - come sostiene un'altra corrente di (si fa per dire) "pensiero" legaiolo - la CIA? E non gli bastavano quelle che si potevano trovare vicinissimo, in Albania, a pochi dollari, dopo il tragico sgretolamento dello Stato e conseguente saccheggio dei depositi militari a seguito del crack delle finanziarie comuniste truffa nel 1997? Ah, la storia a fumetti per dummies, la storia a fumetti per dummies!...:-) Altrettanto ridere fanno come "testimoni" i tuoi amici (per giunta laureati, pensa un po te se fossero stati analfabeti!) del bar sport di Zagabria, attestando a mo' di notaio che il Kosovo è stato "da sempre" terra serba. Ed è puerile il tuo tentativo di farli passare per "imparziali", poiché, secondo te, da buoni croati "non amano i serbi". Ma non ti passa per l'anticamera del cervello l'ideuzza che le diverse etnie slave dei Balcani, malgrado tutte le liti che fanno fra loro, hanno tutto l'interesse a tenere in vita il mito di "esserci sempre stati lì"? Altrimenti, i tuoi amici croati dovrebbero spiegarti in qualche modo p.es. perché la quinta repubblica marinara medievale italiana, Ragusa, oggi si chiama Dubrovnik. Naturalmente è perché quella è stata "da sempre" terra croata e vosotros italiani ci passavate di lì solo per puro caso:-) :-). Non so di enclaves tunisine%2C marocchine o altre africane nelle "vostre" città, ma enclaves albanesi non esistono in alcuna città italiana, non dire frescacce. Le uniche enclaves albanesi in Italia sono quelle degli "arberesh" nel sud, risalenti al XV-XVI secolo. I loro abitanti, siccome sono stati trattati con dignità ed umanità dagli autoctoni non hanno mai rotto le scatole a nessuno, né al tempo dei Borboni e né oggi e si considerano orgogliosamente cittadini italiani di origine albanese, conservando e promuovendo - grazie anche alle leggi civili e democratiche italiane - la loro lingua, usi, costumi e tradizioni e non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea di chiedere autonomie e tanto meno seccessioni, come fanno gli adepti dell'inesistente "Padania"! Stammi bene, fratello, e informati, prima di pigiare i tasti della tastiera a vanvera!
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