Lunedì 6 Settembre 2010
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Confutazioni di sapore ratzingeriano contro i luoghi comuni dell'Unità

27 Febbraio 2008

Paola Gaiotti De Biase ha scritto, sull’Unità, un pezzo assolutamente degno di confutazione. In ciò, dunque, prezioso. La tesi di fondo emerge dalle ultime parole: “I cattolici dovrebbero sentire il dovere di essere qualcosa di più di un gruppo di pressione”. Per giungere a tale originale conclusione, la De Biase, in perfetto stile Azione Cattolica anni ’70 - quando si parlava, ignorando qualsiasi elementare traduttore simultaneo, che invece avrebbe avuto il suo ruolo principe in que. Bailamme progressista, la lingua del convegno ecclesiale del ’76, “Evangelizzazione e promozione umana”, curato dal padre gesuita Sorge -, inanella una serie di luoghi comuni che racchiudono perfettamente il verbo cattoprogressista, leggermente diverso da quello propriamente cattocomunista e, per certi versi, sensibilmente distante da quest’ultimo.

Procederò per tesi, in modo da confutare con maggiore cogenza intellettuale e chiarezza.

Prima tesi: esiste una “trasversalità fra credenti e non credenti” sui temi cosiddetti eticamente sensibili. Di ciò la Chiesa non si è accorta e per ciò attacca indiscriminatamente il Pd veltroniano in merito alle candidature Radicali e di Veronesi.

Confutazione: è così poco evidente che esista questa tanto conclamata “trasversalità” fra laici e cattolici sui temi eticamente sensibili nel Pd che i teodem si sono auto-candidati a watch-dogs dei radicali (vigileremo! ), così da non consentire “uno stravolgimento del programma del Pd in senso radicale e laicista” (Enzo Carra, uomo di punta dei Teodem). Niente male come “trasversalità”!

Seconda tesi: il laicato cattolico subisce troppo l’intervento e la pressione diretta della gerarchia per farsi prendere sul serio dalla politica. D’altra parte, sono figli di un dio minore perché così li vuole la Chiesa, irrilevanti e inconsistenti.

Confutazione: singolare tesi che dimostra una certa difficoltà nel fare i conti con i reali mutamenti del rapporto tra la gerarchia cattolica e i laici credenti. Ne aveva già parlato diffusamente Giovanni Paolo II nella “Christifideles laici” e l’allora Card. Ratzinger in un importante documento sul ruolo dei laici credenti in politica. Ma tant’è…ancor più singolare è che una cattolica progressista come la De Biase consideri così poco rilevanti qualcosa come dieci milioni di persone che frequentano le parrocchie e vanno a Messa, molti dei quali si impegna nel volontariato e sono protagonisti del terzo settore. Evidentemente il Pd ritiene assai più decisiva la battaglia anti-gerarchia che il consenso autentico del “popolo di Dio”. Come, del resto, sostiene il Vaticano II e non dovrebbe sfuggire questo “particolare” alla De Biase, autorevole studiosa cattolica: documenti come la “Lumen Gentium” e la “Gaudium et spes” parlano chiaro. Aggiungo che la valutazione che la studiosa fornisce dell’azione della Chiesa negli anni Ottanta, incluso il capolavoro del Concordato e il rapporto fecondo con Craxi, è a dir poco discutibile. Con Craxi, la Chiesa non superò lo stallo dell’immobilismo e dell’irrilevanza dei laici credenti, ma costruì una nuova prospettiva di pacificazione di protagonismo della Santa Sede, che fu certamente rilanciata da un certo Giovanni Paolo II. Un evento storico che divenne il segno di una nuova epoca. Laicità pura. Ma la De Biase pensa, come tutti i cattolici progressisti, che vi sia autentica laicità solo quando sussistano rapporti stretti con la sinistra e tutto ciò sempre “con la schiena dritta”, come amavano dire i rappresentanti, anche chierici, dell’Azione Cattolica. La tavoletta dei “cattolici adulti” nasce in seno ad esperienze ecclesiali di questo tipo.

Terza tesi: i laici cattolici sono irrilevanti perché “adulti” e inclini a concepire la secolarizzazione come esperienza “liberatoria”. La tesi della teologia della secolarizzazione è qui richiamata senza imbarazzo alcuno, nonostante la sua irrilevanza nel dibattito teologico contemporaneo (quel poco che è rimasto in piedi). La secolarizzazione è invece un male, più volte denunciato da Benedetto XVI, tant’è vero che, nel suo magistero, vi è molta di quella sana disillusione teologica che aiuta non poco a discernere distinguendo il grano dal loglio. Ma i cattolici “adulti” sono inclini, questo sì, ad adulterare tutto: in ciò vi è perfetta scienza. Non c’è che dire. E’ così un male, la secolarizzazione, che la laicità cattolica è costretta, oggi, a distinguere l’adesione cordiale al magistero della Chiesa dalla libertà, una distorsione dovuta appunto all’immanentismo secolarista. In italiano: alla secolarizzazione. La De Base dovrebbe infine riflettere su quanta parte della poltica sia stata azzerata sotto il regime della secolarizzazione, che finisce per negare qualsivoglia fondamento all’agire politico, insistendo invece sulle manovre laterali e, udite udite, sui trasversalismi. Accusando, in ultima istanza, di “fondamentalismo” ed “integralismo” chiunque affermi con decisione e preparazione adeguata posizioni nette e chiare sui temi eticamente sensibili e non solo su essi. Sono proprio queste concezioni secolariste a determinare le sterili “trattative clericali in cerca di garanzie”, non le “crociate” nette a favore della difesa della vita dal concepimento alla morte (su ciò, è da leggere e meditare l’intervento del Papa durante il Congresso della Pontificia Accademia per la Vita: “Accanto al malato inguaribile e al morente: orientamenti etici ed operativi”, 25.02.08).

Quarta tesi:  “Le sfide etiche contemporanee non sono semplificabili entro un generico, vago, indefinito richiamo alla vita: sono più complesse e impegnative”. Sì, la realtà è complessa, lo sapevamo. D’accordo. Ma come fare per agire? Come fare per semplificare, in vista dell’azione eticamente orientata al bene?Su tutto questo, silenzio tombale dall’illustre intellettuale cattolica. L’unico refrain è: complessità, amici, complessità. Corrisponde in fondo alla condizione di cattolico “adulto”: se sono adulto, tutto io vedo complesso e insuperabile. Dunque, meglio infilarsi nel ginepraio delle interpretazioni e nell’infinito intrattenimento delle presunzioni accademiche. Basta non decidere sulla base della verità. Perché un tale domandò a Gesù: cos’è la verità? E poi sappiamo com’è andata a finire…

Quinta tesi: è normale, a questo punto, essere contro la legge 40, anzi attendere addirittura la Nuova Era della sua “revisione” e per arrivare a quale mirabolante risultato? Non ho capito bene, riproduco integralmente la profonda riflessione della De Biase: “E non credo che possiamo confondere l’unicità genetica dell’embrione, che è un dato da rispettare (e  che è alla base del rifiuto della clonazione) con la sua pienezza di persona. La natura stessa affida alla fase fra concepimento e insediamento nell’utero, una funzione selettiva percentualmente molto alta, mi si dice con un destino segnato per l’80% degli embrioni, che protegge la specie e che evita alla donna il rischio di plurigravidanze. Non vedo perché la scienza nel momento che sostituisce la natura, dovrebbe inibirsi, pur con le proprie tecniche e senza cedere a capricci privati, lo stesso compito selettivo che caratterizza il processo naturale”. A parte la sintassi alla tedesca, che sembra minare il miglior Adorno dei “Minima moralia”, ci par di capire che il pensiero della De Biase si fondi più o meno sul seguente assunto: la natura ne ammazza di più, parliamo di embrioni, allora, perché negare anche alla scienza questa straordinaria possibilità, naturalmente “senza cedere a capricci privati”, cioè, in soldini, invece che ammazzarli, sempre gli embrioni, per ragioni di scelta privata, potremmo farli morire per ragion di Stato. Evidentemente lo stesso pensiero della Chiesa, ops, errore, del “meglio della chiesa”: i “cattolici adulti”.

Infine, questo è un pio desiderio, la De Biase è un’ottantenne che non vorrebbe essere mantenuta in vita a prezzo della mancata rianimazione di un ragazzo o di una ragazza vittime di un’incidente. E questa è veramente una chicca degna della migliore teologia della secolarizzazione, troppo per un ratzingeriano di risulta come chi scrive.

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Commenti
marco
28/02/08 12:37
Cosa hanno i "cattolici"
Cosa hanno i "cattolici" "progressisti","democratici","adulti",di cattolico?
16/04/08 18:45
legge 40
Abbiamo bisogno di tutta la forza che possiamo mobilitare, se vogliamo sperare di ottenere dei risultati, oggi più che mai. E' stato aperto un blog nella speranza di riuscire a far sentire una voce! l'indirizzo è: www.legge40toccala.blogspot.com, Guardatelo e se siete d’accordo con la causa, lasciate un commento é importante, tanto per farci capire che siamo sulla strada giusta! Diffondete il blog più possibile, è ancora più importante. E poi aderite alle iniziative, sono cose semplici che non costano nulla se non qualche minuto di tempo, ma siamo convinti che siano utili! se mandate una mail a legge40toccala@gmail.com sarete informati sulle prossime iniziative. grazie per l'attenzione e scusate per il disturbo! l'unione fa la forza!!!
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