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Giovedì 18 Marzo 2010
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A Ballarò, Bondi scopre il vero volto di Di Pietro

19 Marzo 2008

Meno male che c’è Ballarò. Se non ci pensasse il programma di Floris, ogni tanto, a movimentare la situazione, potremmo anche morire di noia, in questa campagna elettorale che – non solo televisivamente – sembra non riservare emozioni. Ma nella trasmissione di Rai Tre i partiti in competizione per la prossima tornata elettorale corrono ad accantonare bon ton e buoni propositi, escono allo scoperto, rivelano i loro lati meno presentabili, si lanciano nelle invettive più accorate sia verso gli avversari che verso il gongolante conduttore.

Il gioco è riuscito alla perfezione anche ieri sera, complice la presenza in studio dell’ex ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro, fresco di ospitata dalla concorrenza (dal duo Armeni-Pace a Otto e mezzo, su La7), dove tuttavia il confronto con un Boselli sottotono non ha dato grandi risultati. Messo di fronte a Sandro Bondi, al contrario, Di Pietro ha abboccato volentieri all’esca che il coordinatore nazionale di Forza Italia gli ha allungato: e in men che non si dica è tornato nei panni che gli stanno più comodi, quelli del dozzinale giustiziere.

E’ bastato che la discussione sul tema della legge Biagi si infervorasse, perché i due venissero ai ferri corti: all’"orrore” protestato da Bondi verso l’ex PM, quest’ultimo ha subito risposto ribadendo le solite minacce cui ha abituato il suo uditorio. Prima ha giurato di abolire, appena arrivato in parlamento, le leggi ad personam, poi se l’è presa direttamente con Mediaset, promettendone lo smembramento e il ridimensionamento – come già aveva fatto nel programma elettorale, divulgato con grande imbarazzo del PD subito dopo l’accordo con l’Italia dei Valori e come ha ribadito oggi nella videochat con i lettori del Corriere della Sera. Apparentemente, il più agitato dei due era Bondi: mentre Di Pietro profferiva le sue intimidazioni sorridendo compiaciuto, quasi sghignazzando, il politico del PdL non rideva affatto, quasi a voler comunicare con la sua postura il sentimento di disprezzo che aveva appena dichiarato. A ben guardare, tuttavia, era proprio Tonino il più teso tra i due, tanto da perdere la calma di lì a poco con lo stesso Floris; lungi, invece, dal perdere il controllo, nello scontro con il leader dell’IdV Bondi ha segnato un importante punto a proprio vantaggio.

L’immagine del coordinatore di Forza Italia aveva da tempo bisogno di una rinfrescata, dopo l’affare della lettera inviata quasi un mese fa ai coordinatori regionali, nei quali li invitava a non inserire in lista candidati coinvolti in procedimenti penali. Oltre al disappunto di Berlusconi, che non aveva condiviso fino in fondo l’operazione “liste pulite”, Bondi aveva dovuto fronteggiare la diffidenza e la disapprovazione di quanti, tra i deputati azzurri, ritengono che il garantismo del partito del Cavaliere sia la condizione necessaria per la permanenza tra i suoi ranghi. A debita distanza di tempo, Bondi ha quindi colto al volo un’occasione d’oro, come lo scontro con Di Pietro, per ribadire la propria distanza da certo giustizialismo. Oltre, naturalmente, che per rinfrescare ai telespettatori la memoria sulle reali intenzioni degli avversari di Silvio Berlusconi, i quali dietro il volto gentile di chi “non strappa i programmi” nascondono il ghigno feroce di chi preferisce distruggere le aziende.

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Commenti
Daniele Comoglio
21/03/08 23:34
Libertà d'informazione: ITALIA fanalino di coda in EUROPA
1-Giustizialismo è una parola che non esiste. Esiste invece chi non rispetta la legge e se la prende con chi vuol farla rispettare. 2-Nessuno vuole distruggere le aziende. Ma si vuole che le frequenze statali nazionali non siano in mano ad una sola azienda, ma che ci sia una pluralità. Facendo anche in modo che un politico non possa fare propaganda tramite le sue tv, giornali, radio, ecc. Normale, no? Libertà d'informazione: ITALIA fanalino di coda in EUROPA! GRAZIE BETTINO, GRAZIE SILVIO!
jan kantos
26/03/08 12:03
LIBERTA' D'INFORMAZIONE
Se c'è qualcuno che ha messo in serio pericolo la libertà d'informazione sono proprio gli squadristi in toga alla Di Pietro (monumento vivente al fallimento del sistema educativo nazionale) che con querele miliardarie hanno messo la mordacchia all'informazione sgradita. Quanto alle classifiche sulla libertà d'informazione gradiremmo che il sig. daniele ci indichi la fonte, magari scopriamo che si tratta di qualche commissione ONU presieduta da un nordcoreano...ah ah ah.
Bruno
01/04/08 00:53
Prossimi alla dittatura
In nessun paese europeo esiste una concentrazione TV così macroscopica come in Italia. In nessun paese europeo sono state concesse le frequenze televisive come in Italia. Se, come per altre frequenze, la TV fossero state messe all'asta, lo Stato Italiano avrebbe raccolto circa 100.000 miliardi delle vecchie lire, 3 finanziarie che sarebbero servite a diminuire il debito pubblico e a far pagare meno tasse agli italiani. Craxi, l'onesto Craxi, preferì assegnare e quindi a regalare gratuitamente le televisioni al compare Berlusconi. Gli italiani in pratica grazie a Craxi hanno regalato a Berlusconi questa enorme cifra. Facile diventare supermiliardari in questo modo. Avere il controllo delle televisioni da un potere immenso, privo di ogni controllo. In Italia chi ha le televisioni è riuscito a convincere gli italiani che i ladri sono innocenti e vittime della magistratura ed i giudici che applicano la legge sono i responsabili del degrado italiano. Perchè stupirci di questo, se Vanna Marchi con poche ore di televisione è riuscita ad imbrogliare tremilioni di italiani è abbastanza logico, con molte più ore a disposizione e con tanti imbonitori a busta paga, imbrogliarne 23 milioni così come è riuscito a fare Berlusconi. L'opposizione finora ha goduto di una libertà immensa come in nessun paese al mondo, se salirà al potere, l'opposizione non disporrà più di nessun mezzo di libertà. Allora si che avremmo una dittatura, altro che casa delle libertà.
cesare
22/04/08 01:06
Ho letto solo ora questo
Ho letto solo ora questo patetico articolo. Esilarante il passaggio " ... quanti, tra i deputati azzurri, ritengono che il garantismo del partito del Cavaliere sia la condizione necessaria per la permanenza tra i suoi ranghi." In effetti l'unione fa la forza, come sanno bene i mafiosi, i ladri , gli evasori fiscali ed i truffatori che pullulano nel "partito del Cavaliere" .
V2Day
28/04/08 14:58
V2DAY Di Pietro è con noi,
V2DAY Di Pietro è con noi, la mafia con voi!
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