Sabato 4 Febbraio 2012
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La ‘satira’ di Vauro non ferma la Nirenstein

20 Marzo 2008

Antisemitismo di sinistra e maschilismo. La sinistra antagonista che fa riferimento al “Manifesto” e in parte anche a “L’Unità” non ha paura di infrangere qualsivoglia tabù politico e culturale pur di combattere il nemico politico. Non l’avversario. E quando il “nemico” è per caso anche ebreo e donna, i vignettisti alla Vauro non esitano a mettere sul tavolo i più biechi simbolismi e stereotipi del settore.

Così avendo deciso la giornalista e scrittrice Fiamma Nirenstein di candidarsi alle prossime elezioni con il Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi, immediatamente è stata associata nella satira di cui sopra, ma anche in titoli di giornali come “il Lavoro” di Genova (inserto locale domenicale della “Repubblica” che spara in prima pagina “l’ebrea Nirenstein per An nel PdL”), alle reminiscenze del ventennio che portò l’Italia alla seconda guerra mondiale.

Per di più Vauro in una vignetta che una settimana orsono troneggiava sulla prima pagina del “Manifesto” ha disegnato la Nirenstein come una sorta di mostro Frankenstein, con sul petto la stella di Davide e il fascio littorio, sottolineando la bruttezza di tutto ciò anche nelle fattezze di donna. Tutto perché avrebbe accettato di candidarsi nello stesso schieramento dove è in lista il fascistone d’antan Giuseppe Ciarrapico.

Di questi argomenti, e dei riflessi condizionati antisraeliani e antiebraici di certa sinistra, si è parlato oggi alla Fondazione Magna Carta in una conferenza stampa che la stessa Nirenstein ha tenuto insieme a Magdi Allam (tempo fa anche lui vittima di Vauro in una vignetta sciorinata durante una trasmissione di “Anno zero”, in cui i suoi scritti sul “Corriere della Sera” venivano assimilati alle bombe dei kamikaze islamici), al deputato uscente (e non rientrante) del Partito Democratico Peppino Caldarola e a Riccardo Pacifici, portavoce e vicepresidente della comunità ebraica romana.

La Nirenstein è stata intervistata sui riflessi di questa ignobile vignetta di Vauro anche dalla tv israeliana e l’Anti Defamation League ha preteso le scuse, in realtà mai giunte, del quotidiano comunista per antonomasia in Italia.

E’ noto che il “Manifesto” alcune settimane orsono si era anche distinto per l’appoggio indiretto di alcuni suoi simpatizzanti e redattori con la campagna di boicottaggio al Salone del libro di Torino che quest’anno ha per ospite d’onore proprio lo stato di Israele per il sessantesimo anniversario della sua fondazione. La cosa però fu stoppata sul nascere dal coraggioso direttore storico, Valentino Parlato, che prese posizione in prima pagina in senso diametralmente opposto.

Mal gliene incolse a Parlato, che per questo coraggio, guarda caso, fu coperto di insulti dai lettori del quotidiano in questione e nei blog su internet. Dello stesso tipo di demonizzazione del dissenso soffre oggi la Nirenstein e prima di lei ne ha sofferto Magdi Allam, odiato anche lui dalla sinistra perché non incarna l’archetipo dell’islamico antioccidentale e anzi ha scritto un libro che si intitola “Viva Israele”. Totale? Grazie all’antisemitismo di sinistra che si salda con quello islamico terzomondista nel legittimare ben altre manifestazioni di odio e di violenza anche nel nostro paese, tanto Allam quanto la Nirenstein (e lo stesso portavoce della comunità ebraica romana Pacifici) da anni sono costretti a girare con la scorta.

Perché in Italia pensarla differentemente rispetto al pensiero unico antisraeliano può costare anche la vita. O può venire ripagato, come nel caso di Peppino Caldarola, con l’esclusione dalle liste del Partito democratico, che in  questa tornata ha fatto fuori tutti i deputati e i senatori amici di Israele tranne Furio Colombo. Mettendo quest’ultimo comunque non in una parte favorevole del listone.

Nella conferenza stampa tutti hanno espresso alla Nirenstein la dovuta solidarietà per l’accaduto. Solidarietà arrivata anche da esponenti politici, ma limitatamente al PdL. Proprio la giornalista stessa ha lamentato infatti  l’assenza di telefonate di cordialità da parte di qualsivoglia esponente della sinistra, sia del Pd sia della Sinistra arcobaleno.
 
Il processo di rimozione dell’antisemitismo casalingo è infatti forte almeno quanto i pregiudizi antisraeliani. E persino l’Unione delle comunità ebraiche italiane, per un malinteso senso di par condicio elettorale, non ha ancora manifestato la propria solidarietà a Fiamma. Qualche ebreo di sinistra, nel gruppo pacifista che fa riferimento a Martin Buber, l’ha addirittura insultata nel proprio forum on line definendola “un’utile idiota della destra che si candida con gli eredi di Almirante”.

Commenti
Francesca
20/03/08 19:04
Commentare questa vicenda è
Commentare questa vicenda è davvero difficile... Mi domando perché "il Manifesto" venga ancora stampato! Posso solo esprimere, attraverso l'Occidentale, solidarietà alla signora Nirenstein.
Oniros
20/03/08 20:13
Memoria corta?
Preg.mo Sig. Buffa, è palese come lei abbia la memoria breve ed abbia già dimenticato come quella satira (?) commentò la morte della madre di Berlusconi; di come l'anima della defunta fosse ascesa al satellite e cose simili... Se trattano così un defunto, figuriamoci portare rispetto a chi sia vivente.
vittorio
20/03/08 22:49
Unica nota positiva:forse
Unica nota positiva:forse Furio Colombo sarà trombato.
21/03/08 09:45
Ottimo Dimitri
Bravo, Dimitri, meno male che ci sei tu. Non dobbiamo smettere di smascherare il razzismo e l'antisemitismo della Sinistra italiana, che, pur di non allearsi con gli Usa, preferisce essere complice di terroristi e islamo-fascisti.
Ratko
23/03/08 22:16
Ricordo che nel Ventennio vi
Ricordo che nel Ventennio vi furono molti ebrei ferventi fascisti, poi pugnalati alle spalle dalle ridicole leggi razziali del '38 fatte sostanzialmente x compiacere Hitler. Ciò premesso, oggi il Fascismo non esiste più e nulla c'entra nella vicenda di Fiamma. Auguri alla Nierestein per la sua nuova carriera sperando vi usi sempre la sua pacatezza e intelligenza.
Paolo Di Leo
26/03/08 16:11
Voglio esprimere il mio
Voglio esprimere il mio sostegno alla Sign.ra Nierestein. Gli attacchi di cui è stata vittima manifestano pienamente il volto del vero Frankestein: questa sinistre che pur libertaria e democratica non esita ad appoggiare la barbara violenza islamica anti-israeliana e finisce col combaciare perfettamente colla barbarie nazista che vorrebbe all'opposto da sé. Colgo l'occasione per esprimere tutta la mia solidarietà ed ammirazione allo Stato d'Israele, tanto odiato dai benpensisti europei. P. Di Leo
Tonije
29/03/08 00:46
Ferma
Forse vauro no, però ai dire mai !!
martino
28/04/08 10:43
Quando si attaccano comici
Quando si attaccano comici per aver disegnato una vignetta tira una bruttissima aria. E a chi si chiede perché il manifesta venga ancora stampato non posso che dire:ma stai scherzando? Povera italia, poveri italiani..
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