ll lungo pomeriggio (diventato poi serata e nottata) elettorale dell'informazione italiana, ieri, è apparso da subito decisamente diverso da quelli cui ci avevano abituati le precedenti tornate elettorale. Non soltanto perché, sfumata l'opprimente cappa della par condicio televisiva, i tempi e i modi dell'informazione sui destini delle varie forze politiche sono tornati a proporzioni più realistiche. Non solo perché, come per magia, sono improvvisamente scomparsi dagli schermi gli inverosimili volti della dozzina di candidati premier soprannumerari, cui le conferenze stampa politiche in prima serata ci avevano abituato. Ma soprattutto perché, per la prima volta, una parte importante dell'informazione elettorale è passata per Internet.
E' accaduto che le principali testate giornalistiche nazionali, da Repubblica al Sole 24 ore, fino alla RAI, hanno realizzato dirette web fino a tarda notte con numerosi ospiti. I collegamenti sono avvenuti dalle redazioni dei quotidiani (come è stato nel caso di Repubblica TV), dagli studi televisivi (come per al RAI.tv) o dai quartier generali delle società di sondaggio (com'è stato per la SWG a Trieste, che ha organizzato un evento in collaborazione con Nòva del Sole24ore); ma anche dalle abitazioni dei singoli, che connettendosi via Skype, e utilizzando una semplice webcam, si sono trasformati in "inviati speciali" di se stessi.
Fianco a fianco, giornalisti, sondaggisti, politologi, esperti di media e blogger si sono confrontati per commentare dapprima gli incerti exit poll, poi i dati più consolidati delle proiezioni e dello spoglio effettivo dal Viminale. A parte qualche battibecco, ormai consueto, sull'orientamento politico dei blog e del web - ebbene sì, c'è ancora chi sostiene che navigare e bloggare siano intrinsecamente "di sinistra" -, le discussioni hanno spaziato tra politica e Rete, cercando di immaginare in entrambi i casi l'evoluzione futura che i dati in arrivo dipingevano per il nostro Paese.
Un occhio agli schermi dei computer, l'altro a quelli televisivi: perché la TV rimane una fonte imprescindibile, anche per i blogger più "puristi", ma l'informazione - come ha dimostrato la lunga sessione non-stop di ieri - si costruisce poi nell'elaborazione e nella discussione garantite dalla "terza dimensione" del web. Non sono certo queste, insomma, le ultime elezioni in cui dati e notizie proverranno principalmente dal piccolo schermo; ma sono senz'altro state le prime in cui a questo schermo se ne sono affiancati altri, in uno scambio fecondo che in una democrazia ormai matura come quella italiana non può più mancare. Che sia arrivata finalmente la Terza Repubblica, anche per l'informazione?


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