Martedì 9 Febbraio 2010
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Sui crimini sessuali
la Chiesa non ha
mai taciuto

26 Maggio 2007

L’acquisto da parte della Rai di un documentario prodotto dalla BBC lo scorso anno sugli scandali dei preti pedofili, sta già suscitando, prima ancora di un’eventuale messa in onda, molta curiosità intorno all’argomento, forse morbosa, sicuramente interessata da parte di chi ritiene la Chiesa un’associazione a delinquere. Nel documentario si sostiene che la gerarchia cattolica sia una organizzazione paragonabile alla mafia (riecheggiando la similitudine espressa dal Governatore dell’Oklahoma Frank Keating, per alcuni mesi presidente del Comitato nazionale del riesame, istituito proprio per valutare la gravità del problema dei preti pedofili) per la riservatezza – definita omertà – con la quale affronta la materia e per la presunta silenziosa complicità con gli accusati.

Ma il dato più sconcertante è l’accusa diretta a Joseph Ratzinger (e ripetuta più volte nel servizio) di essere stato il responsabile di questa “connivenza” a partire dal 1962. In quell’anno infatti il Sant’Uffizio inviò a tutti i vescovi un’Istruzione in materia. In realtà il documento “Crimen sollicitationis” fa il punto di un argomento delicatissimo, che implica la scomunica: l’uso del sacramento della riconciliazione per sollecitare da parte del sacerdote il penitente a una complicità nel reiterare il peccato commesso.

Il documento intima che tale delitto debba essere comunicato all’Ordinario locale, che ha l’obbligo di intervenire. Nel caso sia implicato un minore o persone consacrate (n. 62) però, la Santa Sede avoca a sé la competenza di giudicare, non certo per mettere a tacere la cosa, ma perché intende indicare in tal modo la gravità dell’errore, che implica la scomunica per il sacerdote. Il segreto invocato dall’Istruzione vaticana ha un duplice scopo: garantire la salvaguardia di eventuali innocenti accusati e dare spazio alla libertà di testimoni e vittime. Esattamente il contrario di ciò che asserisce il documentario della BBC. Ancora, il servizio sostiene che la Chiesa commini la scomunica a coloro che notificano tali crimini. Niente di più falso, poiché tale pena è inflitta, sempre stando alla “Crimen sollicitationis”, al sacerdote colpevole e a coloro che, pur essendo a conoscenza dei fatti, non lo comunicano all’autorità ecclesiastica competente entro un mese. Non voglio ora entrare nei dettagli del documento; è sufficiente ciò che è stato detto per evidenziare che molta parte delle accuse ivi contenute siano semplicemente gravi imposture faziose.

Gli autori continuano a ripetere che ideatore di tale Istruzione fosse Joseph Ratzinger, ignorando il fatto che egli all’epoca fosse semplicemente un insegnante di teologia a Bonn: sarebbe stato eletto vescovo e creato cardinale soltanto quindici anni dopo, mentre assunse la responsabilità della Congregazione della Dottrina della Fede (così si chiamava ormai il Sant’Uffizio) nel 1981. Non si capisce quali implicazioni possano quindi essergli attribuite.

La Conferenza episcopale inglese è già intervenuta deplorando le calunnie presenti nel documentario della BBC, che intende accusare immotivatamente Benedetto XVI.

Sui crimini sessuali da parte di sacerdoti la Chiesa non ha mai taciuto, evidenziando non solo il proprio sgomento, ma anche la solidarietà innanzitutto con le vittime di tali gravissimi atti. Le sanzioni disciplinari sono state rigorose ed esemplari. Non ha mai dimenticato di essere lo strumento di misericordia, ma ha anche affermato un principio di giustizia.

Lo stesso Benedetto XVI è intervenuto più volte sull’argomento, non per opportunità politica, ma perché convinto che tali nefandezze rendano meno limpido il volto della Chiesa. Probabilmente anche a questi crimini si riferiva nella nota espressione durante la Via Crucis del 2005, scritta dall’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, quando si pronunciò con forza contro “la sporcizia nella Chiesa”. Ancora, lo stesso Sommo Pontefice, il 28 ottobre 2006, ricevendo i vescovi della Conferenza episcopale d’Irlanda, non solo non invitava a nascondere i fatti, con complice silenzio, ma anzi li condannava con durezza, affermando: “Nell'esercizio del vostro ministero pastorale, negli ultimi anni avete dovuto rispondere a molti casi dolorosi di abusi sessuali su minori. Questi sono ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico. Le ferite causate da simili atti sono profonde, ed è urgente il compito di ristabilire la confidenza e la fiducia quando queste sono state lese. Nei vostri sforzi continui di affrontare in modo efficace questo problema, è importante stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi”. Richiamava quindi i pastori della Chiesa ad un’assunzione di responsabilità non equivoca.

Nella situazione attuale, dove l’evidenza della coscienza di un popolo mette in difficoltà le loro tesi e i loro pregiudizi, molti laicisti da una parte chiedono ai cattolici di non fare un muro contro muro sulle questioni etiche, mentre dall’altra tentano di oltraggiare la fiducia che tradizionalmente viene riposta nel clero. Essi trovano insopportabile una condotta, la castità celibataria, che ha nei secoli generato questo popolo ma che essi ormai non comprendono, e credono di giustificarsi semplicemente esasperando alcuni casi di grave difficoltà. La Chiesa stessa non rimane muta davanti a tali indicibili scelleratezze, ma quel popolo non può rimanere silenzioso di fronte a queste orrende calunnie.

Perché questo tentativo di diffamazione e altri simili contro il Pontefice? Benedetto XVI è diventato, con il suo alto profilo di ragione e di interrogazione alla coscienza moderna, un punto di riferimento per un nuovo umanesimo che coinvolge credenti e laici in una profonda ripresa di vita che potrebbe rinverdire questa stanca e sfiduciata Europa. Che sia ancora una volta il papa di Roma a compiere questo servizio alla coscienza e all’azione, infastidisce le anime belle del laicismo contemporaneo.

Peraltro, il modo di agire della Chiesa potrebbe essere una indicazione preziosa e saggia per alcune indagini attuali che, grazie alla divulgazione a mezzo stampa, hanno reso impraticabile l’inchiesta, infangato gli interessati e non difeso le vittime.

Circa l’acquisto da parte della Rai di questo lavoro della BBC, che manca della proverbiale obbiettività dell’emittente britannica, è evidente che tende a risollevare gli scarsissimi dati di audience del programma di Santoro, montando la solita polemica che da una parte permetta ancora un volta al fazioso trombone della sinistra di mostrarsi come vittima di censura, dall’altra lo ponga al centro dell’attenzione massmediatica. Ma il canone della televisione pubblica va sempre pagato?

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Commenti
Hilda
26/05/07 07:25
grazie don alessandro
Don Alessandro,grazie per questo articolo così preciso e puntuale. La verità è che Papa Ratzinger,molto più dei predecessori,è un Pontefice che fa paura perchè inizia ad essere ascoltato. Sul video della BBC consiglio a tutti la lettura di questo blog: http://paparatzinger-blograffaella.blogspot.com/2007/05/in-evidenza-il-d... A presto.
Guido Cantoni
27/05/07 08:13
Buongiorno, se chi risponde
Buongiorno, se chi risponde (come si evince da un commento che ho letto) si chiama Padre Alessandro e quindi un SACERDOTE, mi sarei seriamente meravigliato in caso di affermazioni diverse sul documentario BBC. Però, vorrei chiederLe, le sembra normale che il prete all'inizio del documentario abbia confessato più di cento stupri di adolescenti e il suo superiore si sia dimesso solo dopo che è scoppiato lo scandalo??? E che il sacerdote in Messico veniva solo spostato da un paese all'altro senza che le venisse vietato l'approccio con gli adolescenti??? E che mi dice di quanto scritto nel documento ecclesiastico più volte citato nel servizio che affermava che eventuali stupri di adolescenti da parte di sacerdoti erano soltanto un fatto interno alla chiesa e tale dovevano rimanere pena la scomunica??? Beh, certo la BBC lei dice che è sempre stata imparziale... Sempre, ma non questa volta... Che strana combinazione... Certo, per la Chiesa chi rovina la famiglia sono i Dico, non i Sacerdoti che stuprano i ragazzini... Guardi, Don Alessandro, che la Chiesa a Natale dice che è nato Gesù, non che viene Babbo Natale, a Babbo Natale non ci crede più (purtroppo) nemmeno mio figlio che ha 13 anni... Quindi credo che la Chiesa invece che chiudersi in se stessa farebbe bene a liberarsi da situazioni che fanno male solo a se stessa. Un cordiale saluto
essereonesti
27/05/07 10:12
Ben detto! Comunque solo chi
Ben detto! Comunque solo chi è di parte crede a tutte quelle calunnie o fa finta perchè per l'appunto vuole attaccare il clero, io non sono cattolico ma è così palese l'intento.Sono comunque cristiano è perciò sento molto chiaro il loro livore, che come cani rabbiosi accecati dalla loro malattia tentano di morsicare chiunque gli si avvicini infettandoli del loro veleno. Mi fanno pena, poverini alla fine si troveranno a combattere contro Dio, non vorrei essere nei loro panni per nulla al mondo.
Roberta
27/05/07 20:48
Ma dove?
Ma dove, o povero Sig. Cantoni, dove l'avrebbe letta la seguente perla di saggezza? "E che mi dice di quanto scritto nel documento ecclesiastico più volte citato nel servizio che affermava che eventuali stupri di adolescenti da parte di sacerdoti erano soltanto un fatto interno alla chiesa e tale dovevano rimanere pena la scomunica???" Perché Lei, Vossia (notare quanto si possa essere deferenti come Lei e nel contempo aggredire cordialmente Don Alessandro), Lei, dicevo, sua Eccellenza Cantoni Guido, il documento l'ha letto, nevvero? Già, c'è scritto proprio così? "Eventuali stupri di adolescenti da parte di sacerdoti sono soltanto un fatto interno alla chiesa e tali dovranno rimanere pena la scomunica". Ma tu guarda! Non so voi, cari Sacerdoti, ma io di rape di questa risma con tante e tali raccapriccianti verità ne ho davvero piene le scatole. Perché il documento in esame (Crimen Sollicitationis) e all'oggetto di tutto 'sto can can, l'ha spiegato bene Don Alessandro (ma qui si continua a menare il can per l'aia), NON fa riferimento alla pedofilia e soprattutto riguarda il DIRITTO CANONICO, ed è naturale che riguardi solo l'Ordinale ecclesiastico. Punto. Le norme del diritto penale non sono oggetto del DIRITTO CANONICO, così come il codice della strada o il diritto commerciale. Secondo Cantoni, se un prelato è un pirata della strada e investe di proposito le vecchiette, certe pazzesche inferenze e malevole deduzioni vorrebbero il Papa responsabile e connivente col suddetto pirata poiché colpevole di non avrer scritto in una qualche Istruzione che bisogna denunciare il pirata alle autorità giudiziarie! La Chiesa non si sottrae alla giurisdizione secolare ("a Cesare quel che è di Cesare..."), se qualcuno lo fa è contro la stessa Chiesa. E i documenti in esame NON invitano a nessuna copertura. La verità è che questa operazione è la solita spalata di fango.
Marcello
30/05/07 08:29
Crimen Sollicitationis
Sì, il canone della Rai per va sempre pagato, anche se trasmettono un documentario su un fenomeno che, al di là di tutte le considerazioni, lo si voglia o no, ha sconquassato la Chiesa americana. E il canone va pagato anche quando trasmettono la via Crucis e la messa domenicale...
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