Mentre la Sinistra radicale, parlamentare ed extraparlamentare, prepara al presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, un’agguerrita accoglienza in piazza, Magna Carta si appresta a ricevere l’8 giugno al Palazzo Corsini di Roma, l’American Enterprise Institute, il think tank americano più autorevole e vicino all’Amministrazione Bush, ispiratore delle finalità ideali, di democrazia e di libertà, che costituiscono il presupposto della guerra al terrorismo. E’ dal 2003 che la Fondazione Magna Carta collabora con think-tanks usa e invita ogni anno opinion leaders e policy makers a incontrare esponenti italiani del mondo della politica, della diplomazia, del giornalismo e della ricerca accademica per fare il punto sulle relazioni transatlantiche.
L’obiettivo della conferenza, in particolare, è mettere a fuoco lo stato delle relazioni tra Stati Uniti e Italia nella prospettiva più ampia dei rapporti euro-atlantici, che dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001 hanno attraversato fasi alterne di “congelamento” e “disgelo”. Oggi, anche alla luce del recente avvicendamento ai vertici di governo in Francia e di quello prossimo già annunciato nel Regno Unito, la “ricucitura” degli strappi passati sembra più vicina, almeno da parte europea, anche se da un lato alcuni paesi, tra i quali l’Italia attuale, hanno assunto posizioni più distanti rispetto al passato dai doveri dell’Alleanza Atlantica, e dall’altro la stessa Amministrazione Bush si trova a fronteggiare spinte interne al contenimento dell’azione internazionale in aree critiche, come il Medio Oriente o la Russia. Le relazioni transatlantiche restano insomma ancora sotto esame, in bilico tra un riequilibrio e il rischio di nuove tensioni, e la visita che il Presidente Bush effettuerà a Roma proprio in concomitanza con questa conferenza potrebbe indicare nuovi scenari di collaborazione.
Non mancano, infatti, aspetti critici nei rapporti transatlantici, che possono mettere a dura prova la cooperazione tra i due continenti. La conferenza organizzata da Magna Carta con la collaborazione dell’American Enterprise Institute cercherà di fare luce proprio su queste criticità al riparo da posizioni ideologiche: l’egemonia energetica della Russia utilizzata come strumento di potere nei confronti dell’Europa, la continua espansione della minaccia terroristica che trova nell’Iran un baluardo nella guerra all’Occidente, i limiti della cooperazione multilaterale in sede di Nazioni Unite ma anche di Unione europea. Per il quarto anno consecutivo, dunque, Magna Carta ha deciso di chiamare quaranta esperti di aspetti specifici delle relazioni transatlantiche a riunirsi attorno ad un tavolo per discutere di queste ed altre criticità. Per l’American Enterprise Institute saranno presenti l’Ambasciatore John Bolton, la vicepresidente Danielle Pletka, Gary Schmitt, Reuel Gerecht, John Yoo, Bruce Jackson e Jeffrey Gedmin. Da parte italiana, invece, saranno presenti più di venti personalità, del calibro di Sergio Vento, Alfredo Mantovano, Alberto Indelicato, Carlo Jean, Mario Sechi, Carlo Panella, Stefano Silvestri, Lorenzo Cremonesi, ed altri.
I lavori della conferenza si svolgeranno nell’arco di un’intera giornata e saranno suddivisi in quattro sessioni tematiche, ognuna presieduta da due relatori, uno americano e uno italiano, che apriranno e modereranno il dibattito, traendo le conclusioni alla presenza del Presidente della Fondazione Magna Carta, il Senatore Gaetano Quagliariello, che presiederà i lavori della conferenza. Giunto alla quarta edizione, questo tavolo transatlantico rappresenta uno degli appuntamenti di punta delle attività della Fondazione Magna Carta, ma è anche un evento unico nel panorama dei dibattiti di politica estera osservabile sul territorio italiano.

