Martedì 2 Settembre 2014
L'uovo di giornata

Parabola neo-con. Chi ci cerca sa dove trovarci

1 Agosto 2008

Che fine hanno fatto i neo-con italiani, si chiede oggi Il Giornale. E' la classica domanda che ci si pone quando i protagonisti di una battaglia ideale cominciano a raccogliere i risultati del loro impegno: a quel punto la  polemica non può più muoversi sul contrasto delle idee ormai affermatesi, ma deve cancellare l'avversario, chiedendosi appunto che fine abbia fatto.
 
E' un sistema un po' micragnoso di condurre un dibattito, ma sui giornali vuoti di spunti e pieni d'estate può anche funzionare. In realtà la risposta alla domanda del Giornale si trova nei fatti (anche se non sono questi ciò che interessano). Le idee di Marcello Pera, di Gaetano Quagliariello, di Magna Carta, sono in gran parte divenute senso comune almeno per il centro-destra italiani e la cosa balza tanto più agli occhi mentre l'area conservatrice si misura con l'azione e la cultura di governo.

Le posizioni sull'Europa prevalse anche in sede parlamentare sono esattamente quello che i cosiddetti neo-con italiani hanno elaborato: pragmatismo, deideologgizzazione, forte connessione con l'alleato americano, impegno militare per difendere ed affermare la democrazia nel mondo come difesa primaria dal terrorismo. Sono queste le basi su cui in Italia si è ripreso a parlare e a credere in un futuro possibile per l'Europa.

Sul Medio Oriente sono proprio le riflessioni neo-con americane ed europee ad essere ora in campo: fortissima saldatura con Israele, rigida limitazione al dialogo con i terroristi e i loro sostenitori, durezza nelle relazioni con l'Iran e con i suoi progetti atomici, riduzione della retorica onusiana, ecc... Il Giornale parla della derubricazione del problema Iraq come una delle ragioni per cui i neo-con non avrebbero più presa in Medio Oriente, ma quella derubricazione è dovuta al semplice fatto che in Iraq si è vinta la guerra e poi anche la pace proprio grazie alla forza delle idee originarie neo-cons sul quel fronte. Il surge di Petraeus nasce da lì. E' incredibile che Il Giornale non lo comprenda.

E ancora, la caratteristica saliente della riflessione neo-con è sempre stata diretta alla ricerca di uno spazio e di un ruolo pubblico per la religione intesa sia come esperienza personale di fede che come patrimonio di tradizione e identità. Come non vedere che, a parte gli strepiti del laicismo nostrano, queste idee si sono ampiamente affermate nella politica e nel dibattito pubblico italiano. I temi etici e biopolitici hanno ormai piena cittadinanza nell'arena pubblica e sono sempre più ai margini coloro che rimproverano alla chiesa ingerenze su questi fronti.

Due parole infine su casa nostra: la fondazione Magna Carta e l'Occidentale: noi siamo qui, avendo negli anni rafforzato i rapporti e i legami con le officine di pensiero neo-con americane, ampliato l'orizzonte dei temi della nostra analisi, arricchito di rapporti personali e di nuove idee il nostro lavoro. Non c'è modo più sleale di condurre una battaglia idee di quello di ridurre a macchietta le posizioni dell'avversario, di fissarle in una impossibile staticità come se non avessero la forza di evolversi. Sono passati sette anni dall’11 settembre ma i problemi posti da quell'evento sono ancora tutti sul tappeto. E le migliori risposte sono tutt’ora quelle neo-conservatrici, basta prenderle sul serio e non ritrarle come una vecchia foto ingiallita.

Se volete trovare i neo-con italiani cercateli dove sono oggi. Qui.

(gl)                                                                                      

Commenti
Lorenzo Schoepflin
01/08/08 17:13
Il Giornale elenca tra i
Il Giornale elenca tra i neocon Pera, Quagliariello e Ferrara. Probabilmente non ho le basi culturali per giudicare il movimento neocon. Ma il buonsenso per valutare l'operato dei suddetti sì ed è a mio avviso ottimo. Mi sembra inoltre che si possa dire che non c'è peggior cieco di colui che non vuol vedere. Il Senatore Quagliariello è attivissimo (sta conducendo egregiamente il lavoro parlamentare sulla triste vicenda di Eluana), Ferrara è un fiume in piena come suo solito. Le idee sui grandi temi, dal recente caso Englaro, alla guerra in Iraq, al rapporto Stato-Chiesa, all'Islam sono le uniche che si possono definire mature e sensate. Mi sembra che il bersaglio sia il feeling con il Papa, altra nota di merito da ascrivere ai neocon. D'altronde se il Papa è l'unico che sa parlare all'uomo che dobbiamo fare? Ascoltarlo e considerarlo un interlocutore, non rigettarlo e censurarlo come alla Sapienza. Lontano dal trito clericalismo, mi pare di poter dire che anche nel caso del rapporto con la Santa Sede e con la Chiesa Cattolica, i citati perosnaggi abbiano dato un contributo interessante, se vogliamo criticabile come tutto lo è. Ma dire che sono spariti dalla circolazione mi pare assurdo. Complimenti al direttore che ha saputo rispondere in modo netto e preciso.
Leviatano
01/08/08 21:10
A testa alta con la forza della ragione
Se il centro-destra italiano comincia ad avere finalmente una cultura politica, un'identita'storica e ideale,se la sudditanza verso la presunta superiota'antropologica della sinistra e' ormai sconfitta, questo e' primariamente merito della forza delle ragioni dei neocon italiani e di chi in questi anni per questo ha lavorato. Se c'e'chi non lo capisce (anche nel centro-destra) e preferisce giocare al vecchio becero destrorso, ce ne faremo una ragione.Noi non siamo spariti o ci siamo nascosti, siamo semplicemente piu' avanti...!
Leviatano
02/08/08 11:14
Nati postumi
Non siamo nè nascosti, nè tanto meno in ritirata. Siamo semplicemente più avanti!!
03/08/08 09:53
Viene perfetto il motto del
Viene perfetto il motto del blog del bravo Carlo Panella: "...si los perros ladran, es que estamos vivos!" Miguel de Cervantes
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