Domenica 1 Agosto 2010
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Sicurezza, le colpe di Prodi sui flussi incontrollati di immigrati

6 Novembre 2007

Davanti al decreto legge sulla sicurezza varato dal Governo dopo l’ultimo fatto di sangue attribuito ad uno o più cittadini rumeni (ancora non si sa), occorre chiedersi quali sono stati gli errori tecnici di Prodi, Amato e Veltroni nell’affrontare e trattare la questione dell’afflusso di neocomunitari in Italia in generale e nella capitale in particolare.

In primo luogo, Prodi ha sbagliato sia da Presidente della Commissione Europea sia da Presidente del Consiglio. Nella veste di Presidente della Commissione Europea, è stato il motore che ha portato all’allargamento dell’Ue a 15 prima a 25 e poi a 27. In varie occasioni, e soprattutto nella conferenza stampa in cui ha concluso il proprio mandato, ha detto a tutto tondo che considerava l’ampliamento dell’Ue come il proprio fiore all’occhiello, come il maggior successo ottenuto dall’Ue grazie al lavoro del conducente (ossia lui in persona).

Saranno i posteri a dire se e su quanti anni l’Ue a 15 sarà in grado di assorbire una popolazione  aggiuntiva di circa 140 milioni: con un reddito pro-capite nominale di 8000 dollari l’anno ed un’ ”indice di trasparenza”, secondo Transparency International, ai livelli di quelli dell’America Latina. Un progetto del genere era come se il Presidente Usa avesse chiesto al Congresso un’unione economica, politica e militare con il Messico e gli Stati dell’America Centrale. Ove ciò fosse stato ritenuto essenziale per dare un “certificato di buona condotta” ai Paesi che uscivano dalla tragedia del comunismo e farli entrare nella casa comune europea, si sarebbe dovute utilizzare tutte le salvaguardie previste negli accordi. La Francia (e altri Stati dell’Ue a 25) hanno insistito ed ottenuto che ai nuovi Stati dell’Ue non si applicasse la politica agricola comune (il tema a loro più sensibile) che in modo molto limitato (e graduale).

Gli accordi con Romania e Bulgaria prevedono anche la possibilità di una “moratoria” in materia di libertà di circolazione delle persone, ossia dell’ingresso di rumeni e bulgari come gli altri cittadini dell’Ue. In base a tale “moratoria” nei primi due anni successivi all'adesione alla Ue gli ingressi per lavoro subordinato continuerebbero ad essere regolati dai decreti annuali sui flussi (quali contemplati nella legge Bossi-Fini), mentre per i lavoratori autonomi non vi sarebbe alcuna restrizione.

Cittadini rumeni e bulgari che avessero voluto entrare in Italia per lavoro subordinato avrebbero dovuto attendere, ogni anno, l'emanazione di un decreto dei flussi specifico per i cittadini neocomunitari. Si avvalgono della moratoria, tra gli altri, Austria, Danimarca, Gran Bretagna e Spagna. Il Governo di centro-sinistra ha rinunciato unilateralmente alla moratoria per due ordini di motivi:

a) mostrare una rottura rispetto alla legge Bossi-Fini;

b) accontentare la sinistra radicale (ma anche parte della Margherita) per i quali la politica delle porte aperte agli immigrati è parte integrante del proprio bagaglio ideologico. Quindi, dal 1 gennaio 2007 l'accesso al mercato del lavoro italiano per i cittadini neocomunitari rumeni e bulgari è completamente libero.

E sino al decreto legge in discussione in Parlamento non si potevano prendere misure speciali neanche di fronte al dilagare di atti criminali imputabili, a torto o a ragione, particolarmente alla comunità rumena.

In secondo luogo, a questi errori tecnici (oltre che politici) di Prodi, si sono aggiunti quelli del Ministro dell’Interno. In interviste, Giuliano Amato ripete che non era prevedibile un influsso di 500.000 rumeni in Italia in un anno; quindi, ci si sarebbe trovati impreparati per causa di “forza maggiore”. Sono ammissioni sorprendenti soprattutto da parte di un giurista con profonde conoscenze di economia. Se veritiere, mostrano che è urgente creare un servizio di analisi economica al Viminale.

Infatti le analisi scientifiche sulla migrazioni condotte da Stiglitz, Harris e Todaro all’inizio degli anni 70 forniscono una modellistica da cui si ricava che le dimensioni del problema erano facilmente stimabili. Proprio applicando tale modellistica, il Governo di Sua Maestà Britannica e quelli di altri Stati europei stanno attuando la “moratoria” delineata nel paragrafo precedente. Inoltre era chiaro che l’Italia sarebbe stata una calamita per i rumeni non solamente in quanto, chiuse le altre frontiere, si sarebbe riversati verso la Penisola ma soprattutto in quanto il rumeno è lingua neo-latina molto simile alla nostra (ho superato brillantemente un esame universitario di lingua rumena con una settimana di studio) e i rumeni si considerano da oltre 1400 anni un’isola di cultura “romana” assediata da slavi e da turchi.

Era anche palese che non sarebbero stati i rumeni meglio istruiti ad emigrare verso altri Paesi in generale – per loro, soprattutto per coloro con una preparazione tecnica ci sono, secondo le indagini dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), grandi opportunità in Patria, ma quelli ai limiti della sussistenza provenienti da aree rurali (come la Transilvania) per secoli oggetto di contesa tra feudatari magiari e feudatari valacchi. La sussistenza e la crisi dei valori inerente al comunismo in tutte le sue fogge- anche ex, neo o post- portano inevitabilmente ad arrangiarsi. Specialmente se si arriva in un Paese che da decenni dà poca priorità alle forze dell’ordine e le finanzia meno dell’indispensabile. Senza che i Ministri titolari ne traggano le logiche conseguenze.

In terzo luogo, gli errori di Walter Veltroni. Nelle veste di Sindaco di Roma, deve avere l’ordine pubblico ed il buon funzionamento dei servizi pubblici e di pubblica utilità come “priorità delle priorità” , per utilizzare un francesismo. E’ quello che ha fatto e sta facendo, ad esempio, Sergio Cofferati a Bologna, anche se ciò gli causa problemi con parte della coalizione che lo ha eletto.

Invece di pensare a creare nuovi soggetti politici, a viaggiare per i quattro continenti, a proporsi come scrittore di romanzi e di saggi, a organizzare feste per il cinema e balli in piazza, il Sindaco non deve permettere che bidonville da quarto mondo si siano ormai insediate non soltanto attorno alla città ma anche nei pressi del suo centro storico e di quartieri residenziali, che la prostituzioni e lo spaccio di droga dilaghino, che le strade siano costellate da buche. Avere uno scarso senso delle priorità è un errore politico che si cumula su centinaia di errori tecnici. E’ prova di scarsa capacità.

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Commenti
Gianfranco
06/11/07 18:29
Sicurezza
LA BUCCIA DI BANANA Mentre l’uomo nuovo(??) della sinistra democratica si prepara a gestire da vero leader il nuovo corso della politica con la nascita del PD ecco lì inaspettata le “buccia di banana”. E chi se lo aspettava! Proprio adesso che si cominciava a giocare la grande partita, adesso che Veltroni finalmente poteva fare il grande manovratore e muovere le pedine a suo piacere (non vi sembra un po’ strano che improvvisamente tutti i grossi calibri si siano messi volontariamente in disparte ) ecco che spunta sto romeno squilibrato che violenta e ammazza una poveretta a Roma. Il fattaccio ha l’effetto di un pugno nello stomaco per tutti i romani (e tutti gli italiani) , compresa la pletora dei politici politicanti che di colpo si sentono indignati!! E come se il piccolo rom pazzoide con il suo delitto (molti altri ce ne sono stati prima e altrove!) avesse scoperchiato il vaso di Pandora. E’ successo un putiferio, tutti a condannare e a muoversi per rimediare in fretta e con la massima severità. Poteri straordinari ai prefetti ed espulsioni veloci. Come mai tutto sto putiferio?? La colpa è della buccia di banana caduta proprio li sul trampolino di lancio di Veltroni. Non si poteva certo soprassedere su un evento che scorticava così crudemente tutto il bel cerone che l’amministrazione veltroniana aveva messo su con tanta fatica a forza di feste e fiere del cinema per nascondere le molte crepe che la vecchia capitale aveva accumulato in tanti anni di governi di sinistra e che ormai la solcano come ferite purulente. Bisognava agire con decisione per ridare lustro al pupone, e così è stato fatto. Peccato che ciò abbia irritato la sinistra radicale che non sopporta certo questi atteggiamenti simil-fascisti contro gli immigrati (nuovo futuro bacino di voti) e che ciò potrebbe accelerare la scissione già preannunciata con la Cosa Rossa. Ma pazienza , nei programmi del pupone questo è già ampiamente previsto. Vedremo ciò che succederà in questa sagra dell’ipocrisia di sinistra. G.
Marta
06/11/07 22:30
"La sussistenza e la crisi
"La sussistenza e la crisi dei valori inerente al comunismo in tutte le sue fogge- anche ex, neo o post- portano inevitabilmente ad arrangiarsi". Questa frase non sta in piedi in italiano e mi sembra, sul piano dei contenuti, di una faciloneria inaccettabile per un giornale serio come il vostro. L'articolo è chiaro e interessante, ma per favore, prestiamo attenzione a questi dettagli: non sono particolari ininfluenti!
Anonimo
06/11/07 23:29
poveri noi
In uno stato dove 12 milioni di persone sono al di sotto della soglia della povertà ....quale ricchezza ci pùò portare chi stà peggio di noi? Dove c'è gente vittima del terremoto ancora nelle baracche.... Se il vaticano li vuole si potrebbe mandarli da loro così possono manifestare tutta la loro cristianità...... Ma al futuro dei nostri giovani chi ci pensa? La sinistra radicale? Li mandiamo a manifestare al G8 tanto non hanno niente altro da fare.. oppure li mandiamo a fare i nomadi in romania... Che Manitù protegga il popolo italiano da questi governanti ricchi e camaleonti.
Opus Mei
23/04/08 11:57
"Gli accordi con Romania e
"Gli accordi con Romania e Bulgaria prevedono anche la possibilità di una “moratoria” in materia di libertà di circolazione delle persone, ossia dell’ingresso di rumeni e bulgari come gli altri cittadini dell’Ue." Che SCEMENZA. O che DISONESTA' intellettuale. Tipica dei beoti del centrodestra. La moratoria non ha nulla a che vedere con la libera circolazione delle persone, ma con la possibilità di essere assunti con un lavoro di tipo subordinato. In pratica, di venire a lavorare in Italia in fabbrica o altro tipo di azienda. Cosa di cui le aziende italiane hanno bisogno e come (e infatti nessuno protestò quando si rinunciò alla moratoria). Avrete anche vinto le elezioni, grazie alla stupidità di metà del popolo italiano, ma rimanete i beceri ignoranti e mentitori di sempre.
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