Venerdì 10 Febbraio 2012
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l'Orientale

di Claudio Pagliara
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Sul nucleare iraniano Usa e Europa farebbero bene a stare con Israele

7 Novembre 2011 -

Invece di trincerarsi dietro vuote frasi, come la lapalissiana costatazione del ministro degli Esteri francese, Alain Juppé – “Un attacco all’Iran destabilizzerebbe l’intera regione” (sic) -   Stati Uniti e ciò che resta dell’Unione Europea dovrebbero fare fronte comune con Israele e accompagnare nuove draconiane sanzioni economiche con la minaccia tangibile e certa di un intervento militare se l’Iran non rinuncerà al suo programma nucleare.

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Tra Palestina ed Israele chi rischia è Abu Mazen

26 Settembre 2011 -

I due leader, il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas, Abu Mazen, e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, sono entrambi soddisfatti dei rispettivi discorsi davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Peccato che le loro parole suonano una orazione funebre per la morte del bene più prezioso: la speranza.

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Israele, il Libano e il gas della discordia

29 Luglio 2011 -

In Medio Oriente non ci sono mai buone notizie senza almeno una cattiva. Lo stesso discorso è valido per la scoperta del gas. Non appena è stato chiaro che Israele aveva raggiunto l’indipendenza energetica, i leader libanesi, con in testa Hezbollah, hanno affermato che i giacimenti scoperti si trovano probabilmente all'interno delle acque territoriali libanesi e hanno presentato alle Nazioni Unite una controversia sui confini marittimi con Israele. (Tratto da Longitude)

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La benedizione e la maledizione del gas israeliano

28 Luglio 2011 -

Israele non è solo indipendente energicamente. Il paese possiede abbastanza gas – nel giacimento di Leviatano così come in altri che potrebbero essere scoperti – da poter essere esportato. Oltre ai più vicini mercati, l’Autorità Palestinese e la Giordania, Israele sta pensando di vendere il suo gas in Europa, passando per la Grecia, ai Paesi balcanici e forse anche in Estremo Oriente. (Tratto da Longitude)

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Gli applausi al congresso Usa per Netanyahu sanno di vittoria di Pirro

25 Maggio 2011 -

Gerusalemme. “Il Congresso sionista” ironizza Yedioth Ahronoth, il più letto quotidiano israeliano. Durante il suo discorso al Congresso degli Stati Uniti, Benjamin “Bibi” Netanyahu è stato applaudito 45 volte e la platea gli ha reso onore scattando in piedi 31 volte, registrano i cronisti. Se le stesse parole le avesse pronunciate alla Knesset, sarebbe stato interrotto sì, ma dai fischi dei deputati arabi.

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Dopo la "pace" tra Hamas e Fatah per Netanyahu è arrivata l'ora delle scelte difficili

5 Maggio 2011 -

Neppure una stretta di mano tra Abu Mazen e Khaled Mashal, a sancire una riconciliazione imposta dal vento che riempie le piazze arabe e spazza le certezze del passato. Ma il "matrimonio freddo" tra i palestinesi è un problema anche per Netanyahu, che dopo aver alzato il fuoco di sbarramento contro l'accordo è stato accolto con altrettanta freddezza a Londra.

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Di fronte al caos arabo per Israele la cautela è d'obbligo

8 Marzo 2011 -

La rivoluzione che scuote il mondo arabo è agli inizi e nessuno può predirne gli esiti. Per Israele, Paese in prima linea, la cautela è d'obbligo. Una linea di cui si è fatto paladino il premier, Benjamin Netanyahu. Ma non tutti sono d'accordo e c'è chiede a "Bibi" un gesto forte oltre che la sottigliezza dell'arte retorica. Un gesto alla Sharon.

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Netanyahu al bivio: con gli americani o con la sua maggioranza di governo?

14 Dicembre 2010 -

Gli Usa impongono a palestinesi e israeliani di scoprire le carte e le relative concessioni in vista della pace. Per Israele significa affrontare i nodi più intricati del conflitto, ovvero lo status di Gerusalemme, i confini del futuro stato palestinese, i profughi.“Bibi” Netanyahu, dal canto suo, si troverà ben presto ad un pericoloso bivio: o entrare in seria rotta di collisione con il suo più affidabile alleato o mettere in discussione la sua maggioranza di governo.

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Israele ha fatto dei passi avanti verso la pace. Adesso tocca al mondo arabo

6 Ottobre 2010 -

Negli ultimi 5 anni, Sharon si è ritirato da Gaza, Olmert ha offerto di porre i luoghi santi di Gerusalemme sotto un'autorità internazionale, Netanyahu ha congelato per 10 mesi, gli insediamenti - un fatto senza precedenti. Questa marcia di avvicinamento verso un’intesa possibile deve essere favorita da concessioni anche dall’altra parte, quella palestinese. E' giunto il momento che il mondo arabo esca dalla sua ambiguità e dia un contributo realistico a trovare un compromesso verso la pace.

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La determinazione di Netanyahu sembra quella del vecchio Sharon

3 Settembre 2010 -

Washington. E se Netanyahu facesse sul serio? Se l’uomo che in campagna elettorale dichiarava di non vedere differenze tra l’insediamento ebraico di  Beit Ariel e Gerusalemme subisse un  metamorfosi ? Se i coloni che lo hanno votato in massa fossero presto costretti a maledirlo, come accadde con Ariel Sharon?

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