Il rapporto fra Pd e Radicali si è trasformato in una gag dalla comicità irresistibile. Si parte dal grande amore scoppiato fra zia Emma e super Walter. Lei si appassiona tanto che – batti e ribatti – trascina nove candidati del suo partito nelle liste democratiche. Il matrimonio sembra cosa fatta se non fosse che il tradimento è in agguato: nel loft si aggira qualche Jago che – dopo aver assicurato a Zia Emma l’elezione di ben nove parlamentari - gliene regala in realtà solo sei. I radicali – si sa – sono buoni e cari, ma anche dei tremendi pianta grane: l’inganno se lo legano al dito.
Ma chi s’incazza davvero è Nonno Marco Pannella. Ormai vicino agli ottanta – nel senso di anni – il vecchio leone, escluso dalle liste, decide che a Walter e a Zia Emma gliela farà pagare. E siccome è un trasgressivo per definizione rompe in quattro e quattr’otto il matrimonio col Pd e decide di mettergli le corna con Boselli. La scelta del partner per l’avventura extraconiugale non è brillantissima, ma il convento per il momento non passa altro. In compenso – come al solito – quella di Pannella è un’esplosiva genialata.
La sceneggiata comincia a diventare esilarante. Nonno Marco giganteggia proponendo un patto politico ai socialisti e una dozzina di radicali – oltre sé medesimo – da mettere in lista. Boselli risponde che è disposto a concedere una sola candidatura, quella di Pannella: il diritto di tribuna – come lo chiama lui. Al loft tremano e s’indignano. Franceschini, nel ruolo dell’attor giovane, telefona a Pannella e gli dice che lui non ci sta capendo più niente. E c’è da credergli. Il più astuto Bettini va da Zia Emma e la minaccia: o fermi Pannella subito o noi cacciamo te e tutti i tuoi compagni radicali dalle liste. Il Pd blocca la presentazione dei candidati in attesa che tutto si chiarisca. La Bonino è fuori di sé: quel rompiscatole di Nonno Marco rischia di fargli saltare il seggio. Quando è troppo è troppo.
Pannella intanto continua con lo sciopero della fame e della sete. Zia Emma piange, implora, minaccia. Ma non c’è niente da fare. Intanto il tempo passa: fra socialisti e Nonno Marco l’avventura dura solo qualche ora: niente accordo, niente candidati. Tanto Boselli non avrà nemmeno il quorum. Alla fine – deus ex macchina – si manifesta Veltroni che dà ordine di presentare le liste così come sono, con nove radicali candidati e sei sicuri eletti. Zia Emma ha un futuro da parlamentare: l’ha spuntata lei questa volta. Ma Nonno Marco è imprevedibile. C’è da giurarci, ci sarà un’altra puntata di questa operetta comica. Ma che cosa hanno fatto di male gli elettori italiani per meritarsi una campagna elettorale allietata da queste (e purtroppo altre) sceneggiate?


cos'hanno fatto di male gli elettori
piccola correzione
Francamente il convento
il latino...
cara Anna Maria