Da ragazzo aveva seriamente pensato di
diventare sacerdote. Ora la religione può rappresentare un grosso ostacolo
nella sua marcia di avvicinamento alla Casa Bianca. Rudy Giuliani è saldamente
in testa nei sondaggi sul gradimento dell’elettorato repubblicano e nell’ultimo
trimestre si è piazzato al primo posto nella raccolta di fondi elettorali.
Eppure, il sindaco d’America non
riesce proprio a smorzare gli animi dei christian
conservative, componente di peso della base repubblicana, che contestano al
cattolico Giuliani le posizioni liberal
sulle grandi questioni etiche (aborto e omosessualità) e una vita personale
poco in linea con i valori del Grand Old
Party (due divorzi e tre matrimoni).
L’ultima spina nel fianco del frontrunner repubblicano l’ha conficcata
l’arcivescovo di St. Louis, Raymond Burke, il quale, la settimana scorsa, ha
affermato che, in ragione delle posizioni filoabortiste di Giuliani, gli
negherebbe il sacramento della Comunione. Parole che ricalcano quanto il
vescovo americano affermò 4 anni fa nei confronti di John F. Kerry, candidato
Democratico alla presidenza, anch’egli cattolico e pro choice in materia di aborto. Giuliani ha cercato di gettare
acqua sul fuoco, rispondendo che mons. Burke è libero di avere una sua
opinione, come ne hanno tanti altri. In realtà, il presule di St. Louis non ha
espresso una sua idea, ma ha ripetuto quanto stabilisce sulla questione il Catechismo della Chiesa Cattolica. Un
documento fondamentale (e vincolante) per i fedeli cattolici. Dal canto suo, Mayor Rudy, fin dall’inizio della sua
campagna elettorale, ha affermato di non essere un cattolico praticante,
ammettendo di non andare a Messa regolarmente.
L’atteggiamento di Giuliani aveva già
trovato negli ultimi mesi, le critiche di un membro dell’episcopato
statunitense, il vescovo di Providence, Thomas Tobin, che aveva definito la
posizione di Giuliani confusa e ipocrita. D’altro canto, si era capito che aria
tirava fin dall’11 marzo scorso quando il settimanale National Catholic Register aveva pubblicato un editoriale di fuoco
dal titolo No Deal, Rudy, “Nessun
affare, Rudy”. “I Repubblicani – avvertiva il NCR – hanno conquistato il voto cattolico per anni grazie alle loro
posizioni pro-life. Se ora
proporranno un presidente abortista, questo risultato costruito negli anni
svanirà dall’oggi al domani”. Anche la burrascosa vita sentimentale dell’ex
sindaco di New York è stata presa sotto tiro dalla destra religiosa. Nel 1968,
Giuliani si sposa con sua cugina Regina Peruggi. Dopo 14 anni divorzia,
ottenendo l’annullamento dal tribunale ecclesiastico. Quindi, si risposa nel
1984 con la giornalista Donna Hanover, anche lei già divorziata. Infine, nel
2003, il matrimonio con l’infermiera Judith Nathan. Il divorzio con la
Hanover è stato preceduto da una battaglia durissima che ha coinvolto anche i
figli. Giuliani aveva una relazione con la Nathan già prima della rottura con
la moglie. Nel 2002 Giuliani annuncia l’intenzione di separarsi dalla Hanover
durante una conferenza stampa. Niente di straordinario, se non fosse che anche
la moglie lo viene a sapere in quel modo.
La vita stile soap opera di Giuliani fa venire i mal di pancia a molti conservatori tanto che il blogger Stephen Dillard ha addirittura dato vita al sito Internet “Catholic Against Rudy”. Intervistato dall’Associated Press ad agosto, Dillard ha dichiarato: “Il modo in cui ha trattato la moglie ci fa capire che idea ha Giuliani della famiglia e del matrimonio e che valore dà all’insegnamento della Chiesa sull’adulterio e il divorzio”. Sembra comunque lontana l’ipotesi che i christian conservative possano presentare un proprio candidato, qualora Giuliani ottenesse la nomination repubblicana. L’ex governatore dell’Arkansas ed ex pastore battista, Mike Huckabee, si è detto indisponibile ad una candidatura anti Giuliani. “Una mia candidatura terza”, ha affermato in un’intervista al Washington Post, “servirebbe solo ad aiutare Hillary Clinton. Non penso che sia una buona strategia da parte di coloro che vogliono portare avanti una politica in favore della famiglia e della difesa della vita. Se vogliono farlo, la cosa migliore è che mi aiutino a conquistare la nomination repubblicana”. Intanto, nonostante la “questione religiosa” sia un rompicapo difficile da risolvere Rudy Giuliani non perde la calma e soprattutto il suo ben noto senso dell’humour. In una delle ultime interviste, sollecitato per l’ennesima volta sulla sua vita personale, ha risposto lapidario: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra!”

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