Giovedì 9 Febbraio 2012
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16 Novembre 2009

Chi si ricorda della Bosnia-Erzegovina, la repubblica  federale nata a Dayton, Ohio, nel 1995, in seguito all'accordo di pace che pose fine a una guerra durata tre anni con un bilancio di circa 102.000 morti e 1.320.000 profughi?

Nel cuore dei Balcani occidentali, crocevia di traffici d'ogni genere, si combatte una battaglia senza esclusioni di colpi d'intelligence, tra nuove strategie americane, vigilanze russe e interessi corposi delle organizzazioni criminali più influenti del pianeta.

Recentemente, il quotidiano della Federazione di BIH, Dnveni Avaz, di proprietà del discusso Fahrudin Radoncic, ha accusato l'Ufficio dell'Alto Rappresentante della Comunità Internazionale di aver diffuso documenti che vorrebbero dimostrare il coinvolgimento dei massimi vertici  bosniaci in una vasta rete criminale, capace di soffocare il Paese.

Uno schemino, provvidenzialmente reso pubblico da abili e sconosciute mani, attribuito a un fantomatico Eric, presunto ufficiale dell' OHR, descrive i collegamenti e la struttura della galassia del potere che dominerebbe, con mezzi illeciti, la perigliosa scena bosniaca.

Fonti qualificate sostengono che l'operazione sarebbe in realtà da attribuire all'intelligence della Nato, preoccupata che l'avanzata inesorabile della mafia balcanica metta in serio pericolo la sicurezza atlantica.

Un dato da non trascurare, a questo proposito, è il legame tra alcune insidiose organizzazioni criminali  e il terrorismo internazionale, specie islamico.

A parere di Domagoj Margetic, membro del team di esperti per la lotta al crimine organizzato nel Sud Est Europa, gli uffici dell'Alto Rappresentante, somma autorità civile della Bosnia, hanno lavorato su dossier predisposti dai Servizi della Nato, arrivando alla conclusione che tutti i potentati politici di Sarayevo sono connessi in un unico sistema delinquenziale.

Da qui, la reazione dei "padroni del vapore", attraverso le pagine di Dnveni Avaz.

Per ora, siamo alla battaglia di carta.

Ma i chiari di luna, in queste misteriose terre, spesso ignorate dall'opinione pubblica mondiale, specie in tempo di pace, promettono derive ben più crude.
 
 

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