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24 Novembre 2009

Ha destato un certo scalpore, nei giorni scorsi, la vicenda dell'agente segreto tedesco Anton Robert K., un militare quarantacinquenne spedito nel 2005 a Pristina, in Kosovo, con le mansioni ufficiali di diplomatico.

In realtà, Anton lavorava per il Bundesnachrichtendienst, l'intelligence federale di Berlino. A seguito d'una irresistibile passione per un giovane interprete kosovaro, Murat A., a cui molto confidava,  la spia di Germania, secondo il procuratore federale di Monaco di Baviera, avrebbe finito per divulgare informazioni riservate alla criminalità macedone e a 007 di altri Paesi non proprio disinteressati rispetto alle mosse del Bnd nella zona, causando gravi danni (si parla di ben diciannove informatori locali smascherati).

Capiremo in seguito se i giudici chiamati a decidere su quest'episodio, anche  boccaccesco, sposeranno la tesi difensiva che vorrebbe mettere in luce l'omofobia negli uffici riservati di Berlino.

Storia complicata, quella del Bnd nella zona più calda dei Balcani.

Secondo analisti americani  e studiosi europei di geopolitica, i servizi segreti tedeschi hanno giocato un ruolo chiave, dalla metà degli anni novanta, nell'addestramento, e nella fornitura delle attrezzature del mestiere, all'esercito di liberazione del Kosovo.

La faccenda più oscura resta quella accaduta a Pristina, nel novembre del 2008. Tre tedeschi  arrestati con l'accusa di aver compiuto un attentato contro la sede dell'Ico, l' organismo internazionale preposto a vigilare sulle istituzioni della nuova Repubblica:  Andreas J., Andreas B. e Robert Z.

Il terzetto, comunicò il procuratore di Pristina Tunuzliu, appartieneva  al Bnd.

Per dieci giorni, prima del rilascio dei malcapitati, trattative frenetiche tra i due governi implicati nella spy story. La stampa tedesca, infine, facendo leva sull'apparente insensatezza del gesto imputato ai connazionali, alluse a una probabile vendetta di potentati criminosi kosovari, infastiditi dalle mosse degli uomini di Berlino sul loro territorio. Oggi, come un anno fa, per Ernst Uhrlau, presidente  del Bnd, tempi duri. Guai naturali, per quel mestiere.

Alla Polizia di Amburgo, che comandò dal 1996-98, in fondo, ci si annoiava.

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