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Berlusconi e i 50.000 fan di Tartaglia
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13 Dicembre 2009

Mesi e mesi di attacchi personali, calunnie e maldicenze, accuse paranoiche e infondate, manifestazioni di odio, dileggio quotidiano, non potevano che trasferirsi dal discorso pubblico ormai avvelenato alle vie di fatto.

Quello che è accaduto a Piazza Duomo a Milano è il punto di arrivo di un fenomeno unico per una democrazia. Odiare Berlusconi, volerlo fuori gioco, fuori dal Parlamento, è diventato cool, di moda, socialmente accettabile, anzi commendevole.

Se le élite del paese – gli imprenditori, gli artisti, gli intellettuali, i giornalisti – si sentono in dovere di dipingere il presidente del Consiglio come il male assoluto, la fonte di ogni nefandezza, non ci si può sorprendere se un cittadino qualsiasi prende in mano un modellino del Duomo e lo schianta sul viso dell’odiato dittatore.

Se un uomo di successo, ultrachic, modello di creatività e di intraprendenza come il patron di Prada, Patrizio Bertelli va in un pubblico dibattito e con le vene del collo gonfie urla che vuole Berlusconi fuori dal Parlamento; se una cantante amata e ammirata, impegnata nella vita pubblica, capace di calamitare l’ammirazione dei giovani come Fiorella Mannoia – un’icona della sinistra – si mette a fare l’apologia di Fini piuttosto di subire la vergogna di essere governata da Berlusconi; se un giornale si è votato da mesi alla distruzione del presidente del Consiglio con l’unica indecisione se farlo come pedofilo come stragista e mafioso; se un ex magistrato, parlamentare della Repubblica, leader di partito ritiene che Berlusconi si sia meritato l’attacco in piazza Duomo se, se , se…

Se questo è il tenore della vita civile in Italia, come stupirsi che un signore qualsiasi, magari mite, magari rispettoso delle leggi, uno che non farebbe male a una mosca, si vede Berlusconi davanti e si sente chiamato dalla suprema missione di assalirlo. Magari convinto di ricevere il plauso del mondo interno, come il giornalista iracheno diventato ricco, famoso e rispettato per aver tirato una scarpa a George W. Bush.

 P.S. Lunedì mattina la pagina Facebook dedicata a Massimo Tartaglia messa on line domenica sera aveva circa 50.000 fan.

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