Giovedì 9 Febbraio 2012
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9 Febbraio 2010

Scontro in seno al governo israeliano per l'iniziativa del premier Benyamin Netanyahu (Likud) di estendere il diritto di voto alla Knesset (parlamento) agli israeliani che risiedono all'estero. Le prime reazioni critiche dal principale partito di opposizione, Kadima. Obiezioni giungono inoltre dai laburisti di Ehud Barak e dagli ortodossi di Shas.

Ieri Netanyahu ha chiesto ai suoi collaboratori di preparare l'emendamento della legge sugli israeliani all'estero, il cui numero complessivo è compreso fra 750 mila e un milione, ossia oltre un decimo di quanti oggi risiedono in Israele. Alla Knesset questi voti potrebbero essere tradotti in circa 10 seggi, su un totale di 120.

Immediata la reazione negativa della leader di Kadima Tzipi Livni secondo cui Netanyahu ha avanzato il progetto per assicurarsi la cooperazione del partito di destra radicale Israel Beitenu, di Avigdor Lieberman.

 

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