Giovedì 9 Febbraio 2012
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Nuovo corso

Due aggettivi per la politica estera di Obama: "smart" e "soft"

13 Maggio 2009 -

L'amministrazione Obama vuole esercitare una morbida egemonia sul mondo, ma gli esperti dell'American Enterprise Institute preferiscono continuare a ragionare in termini di potenza: a che punto è l'arsenale e il potenziale militare degli Usa e dei loro alleati?

Per i neocon sarà Obama a sfidare McCain

14 Marzo 2008 -


L’American Enterprise Institute, il think tank dei neoconservatori, prosegue la propria analisi elettorale sulle primarie americane, ipotizzando anche qualche previsione sulla futura corsa presidenziale che seguirà alle convention estive dei due partiti in competizione.

Usa 2008. Anche i conservatori danno per favoriti i Democratici. Ma la corsa è ancora aperta

5 Febbraio 2008 -

L’American Enterprise Institute, storico think tank che dal 1943 si occupa di promuovere la ricerca e il dibattito in merito a temi di economia, politica, benessere sociale, istruzione e immigrazione, prosegue con la propria analisi elettorale, che continuerà sino ad esaminare il voto negli USA del 4 novembre. Una commissione di esperti, giornalisti ed analisti politici d’oltreoceano ha commentato il voto di preferenza già espresso nei caucuses dell’Iowa, New Hampshire, Nevada, Michigan e Carolina del Sud, avanzando anche un breve commento riguardo alla situazione in Florida ed azzardando alcune previsioni sul Super Duper Tuesday.

Un dibattito sulla superiorità del "genio ebraico" accende gli Usa

4 Novembre 2007 -

Nel corso degli ultimi anni, un importante dibattito ha preso forma all’interno della società statunitense: è la questione riguardante l’identità ebraica, che nei suoi toni più radicali ripropone da un lato l’antisemitismo di chi considera il popolo ebraico come uno dei grandi mali del mondo e dall’altro vede la strenua difesa della stirpe ebraica in quanto geneticamente e qualitativamente migliore alle altre razze. Quest’ultima linea di pensiero è tanto più rilevante se si considera che riviste autorevoli come Commentary, così come organizzazioni prestigiose quali l’AEI, hanno pubblicato interventi a suo favore.

Altro che protezionismo, per proteggere i mercati serve la competizione

16 Luglio 2007 -


I cambiamenti dovuti alla globalizzazione dei mercati richiedono alti costi. Le industrie locali adesso devono affrontare i venti difficili della competizione proveniente da altre popolazioni che producono gli stessi prodotti in modo più economico e talvolta di qualità più elevata. Tuttavia, queste difficoltà rappresenterebbero il punto debole della globalizzazione, quanto le ragioni di un ordine internazionale politico, economico e culturale sempre più aperto e sempre meno disponibile a tollerare nazionalistici rigurgiti protezionistici.

Una politica di sicurezza per Baghdad

16 Luglio 2007 -

Nella conferenza stampa che si è svolta giovedì 12 luglio alla Casa Bianca, il Presidente George W. Bush ha ribadito con fermezza che la missione degli Stati Uniti in Iraq non terminerà con un ritiro delle truppe, ma con la vittoria. Conseguire un buon risultato in Iraq si rivela quindi, nelle parole del Presidente, la tappa fondamentale per proseguire con successo nella guerra contro il terrore e garantire la sicurezza nazionale degli USA nel terzo millennio. L’annuncio di George W. Bush giunge nel momento in cui dal fronte iracheno sembrano pervenire finalmente segnali positivi. I progressi dell’operazione Phantom Thunder,

Tutti gli affari con l'Iran

11 Maggio 2007 -


Per capire quanto Teheran debba realmente temere gli ultimatum della comunità internazionale, l’American Enterprise Institute (Aei) ha messo a punto il progetto Global Investment in Iran:  un sito internet dotato di una mappa interattiva con cui visualizzare tutti gli investimenti  effettuati nella Repubblica Islamica dalle aziende, sia pubbliche che private, di tutto il mondo. Si scopre che nella corsa al nucleare Teheran ha dalla sua un volume di affari che supera i 150 miliardi di dollari. Ecco perché la comunità internazionale può fare molto (o molto poco) per fermare la minaccia iraniana.

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