Mercoledì 8 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale

bush

Prima di esultare al ritiro di Obama

La sinistra impari da Hitchens cos'è stata la Guerra in Iraq

18 Dicembre 2011 -

Christopher Hitchens era un marxista. Credeva nel materialismo storico e nell'idea di un progresso civile dell'umanità. Era convinto che neanche Marx avesse colto fino in fondo le enormi potenzialità sprigionate dalla rivoluzione capitalistica come soddisfacimento dei bisogni umani.  L'Occidente, ragionava lo scrittore morto nei giorni scorsi, e gli Stati Uniti in particolare, per troppi anni avevano acconsentito il perpetuarsi di dittature e teocrazie di stampo feudale e totalitario nel mondo islamico. La sinistra doveva reagire.

Proliferazione in Medioriente

Il Soft Power obamiano fallisce di fronte al nucleare dell'Iran

23 Novembre 2011 -

L'approccio obamiano al problema del nucleare iraniano non sta funzionando: Il Soft Power è nulla senza l'Hard Power. Eppure la "Superdiplomazia" descritta da Parag Khanna - consigliere preferito di Obama- avrebbe dovuto funzionare molto bene in luogo del presunto unilateralismo degli odiati neoconservatori di Bush. Ma, da quando Obama è diventato presidente degli USA sono spariti anche gli americani, nel momento più inopportuno possibile. 

ll cerchio si stringe su Libano, Siria e Iran

Sotto a chi tocca, se ne andranno o faranno la fine di Gheddafi?

24 Ottobre 2011 -

Il messaggio che esce dalla guerra in Libia è chiaro: puoi avere ai tuoi ordini la spietata brigata Mutassim, i carri armati degli Assad, i cani da guardia Basij per le strade di Teheran, ma quando si alza il vento della rivoluzione pagherai fino all’ultimo centesimo la libertà rubata al tuo popolo.

Che 'fuffa' la green economy

La bancarotta di Solyndra è la perfetta parabola dei fallimenti di Obama

4 Ottobre 2011 -

All’inizio di Settembre Solyndra, un’industria di pannelli solari che ha ricevuto 535 milioni di dollari in prestiti federali garantiti e che era il simbolo dell’iniziativa dei ‘green jobs’ di Barack Obama, ha dichiarato bancarotta e i suoi uffici sono stati presi d’assalto dall’FBI.  Solyndra non solo ricorda che il capitalismo di Stato non funziona ma anche che i fautori della 'green economy' hanno una concezione distorta del rapporto tra individuo e Stato. (tratto dal Washington Examiner)
 

Silvio con Bush, Putin, Erdogan (e Gheddafi)

Quell'Italia tra i "Grandi" che dava fastidio a qualcuno

4 Ottobre 2011 -

Dieci anni fa, quando Silvio Berlusconi prende l'interim del ministero degli esteri dopo la rottura fra Renato Ruggiero e la Lega Nord, mancano due mesi all'11 Settembre, e la scelta dell'Italia di schierarsi, da quel momento, saldamente al fianco degli Stati Uniti di George W. Bush diventa il trampolino di lancio per l'età d'oro della politica estera berlusconiana, quella "diplomazia degli affari" che dall'America corre verso la Russia dello zar Putin, la Turchia di Erdogan e la Libia di Muhammar Gheddafi.

La primavera si può fare da sola

Piano piano... Gheddafi, Assad e alla fine l'Iran

24 Agosto 2011 -

Dopo il congedo di Bush abbiamo ingoiato parecchie lezioncine di realismo, compresa quella sulla "vera" natura della primavera araba, che non avrebbe alcuna credenziale liberale. Ma guardando i ribelli delle Nafusa Mountains che calano su Tripoli, "i ratti" come li ha chiamati Gheddafi, il pensiero torna a quel 2005 quando sembrava che certi ideali, di libertà e democrazia, potessero fiorire sulle ceneri dei regimi arabi.

Un "regalo" per i suoi 50 anni

Il declino di Obama... dalla A alla Z

4 Agosto 2011 -

Oggi il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama compie 50 anni. Per l'occasione, proponiamo a voi lettori uno sfizioso quanto tagliente articolo di Bret Stephens sul Wall Street Journal, che ripercorre, lettera per lettera, i 923 giorni trascorsi finora dal giorno del suo insediamento alla Casa Bianca. Insomma, il nostro "regalo" di compleanno a Mr. Obama... (Tratto dal Wall Street Journal)

I "Seals" sono partiti per uccidere

Osama Bin Laden vivo non sarebbe servito a niente

9 Maggio 2011 -

È chiaro che la cattura di Osama Bin Laden non fosse prevista. Per una buona ragione: prenderlo vivo sarebbe stato folle, gli avrebbe offerto una seconda vita e una immensa pubblicità sul palcoscenico mondiale. Invece i "Seals" sono arrivati per uccidere. È ciò che si fa in guerra (fallo in una retata di polizia e avrai commesso un omicidio). La morte di Bin Laden segna dunque un punto di svolta importante nella lotta al jihadismo, ma è troppo presto per cantare vittoria. Al-Qaeda non sta crollando. Non si è ritirata. E la Guerra al Terrore non è finita.

"Decision Points" alla luce della morte di bin Laden

Rileggere Bush per capire a cosa è servito il waterboarding

8 Maggio 2011 -

Negli ultimi giorni autorevoli commentatori americani hanno criticato l'operazione che ha portato alla uccisione di Osama Bin Laden. Il boss del terrorismo islamico avrebbe potuto essere catturato e trasferito a Guantanamo, ma per Obama questo avrebbe significato legittimare il supercarcere tanto controverso quanto utile ad ottenere informazioni che hanno condotto alla scoperta del covo in cui si nascondeva il capo di Al Qaeda. Rileggere "Decision Points", le memorie del presidente George W. Bush, ci aiuta a capire a cosa sono serviti strumenti contestatissimi come il "waterboarding".

Tea Party - Cronache dal mondo conservatore

Bin Laden morto, Al Qaeda
in "franchising"

6 Maggio 2011 -

Negli Stati Uniti è tutto un celebrare l'impresa di Obama di aver fatto sparire per sempre di scena il re dei terroristi. Ma se con l'uccisione di bin Laden si pensa che al-Q'aida possa chiudere i battenti in modo automatico, la delusione di essere smentiti potrebbe essere forte. La morte dello sceicco saudita è probabilmente giunta con un irrimediabile ritardo storico. Con l'Undici Settembre, al-Q'aida si è presentata come una vera e propria "azienda del terrore", capace di ristrutturarsi e di riposizionarsi sul "mercato" anche dopo la scomparsa del suo uomo simbolo.

l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl