Giovedì 9 Febbraio 2012
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camera

Governo ko alla Camera. Il voto si avvicina

Il paradosso del Cav: avere i numeri in Parlamento e giocarseli a nascondino

11 Ottobre 2011 -

Il paradosso sfiora il tafazzismo: la maggioranza ha i numeri in Parlamento e li spreca nel modo di sempre: assenze sugli scranni. Con una postilla non da poco: il Cav. corre in Aula, vota ma un secondo dopo è costretto a costatare lo scivolone. Per un solo voto e su un provvedimento economico-finanziario rilevante.

Via libera ai tabulati dell’ex consigliere di Tremonti

La Camera dice sì su Milanese ma nega l’uso delle intercettazioni per Verdini

3 Agosto 2011 -

Montecitorio dice sì su Milanese, no su Verdini. I pm partenopei, titolari dell’inchiesta sulla P4, potranno utilizzare i tabulati telefonici del deputato Pdl Marco Milanese, ex collaboratore del ministro Tremonti, e aprire le sue cassette di sicurezza. Respinto, invece, l’uso delle intercettazioni che riguardano il deputato Pdl Denis Verdini, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti del G8.

Il Cav. fa i conti con Bossi: non giochi allo sfascio

La Camera si arrende alle procure e fa vincere l’antipolitica

di

L.B.

21 Luglio 2011 -

Come si può barattare la libertà di una persona con il consenso elettorale o gli interessi di partito? La Camera ha detto che si può fare e lo ha certificato con 319 voti. Di Alfonso Papa non fregava niente a quei 319 parlamentari Pd, Terzo Polo, Idv e buona parte della Lega, che gli hanno fatto mettere le manette ai polsi.  Si è giocato tutto sulla testa di una persona che è innocente fino a prova contraria (regola che distingue le democrazie dai regimi), di un parlamento che abdica le proprie funzioni e si arrende alle procure.

Determinanti i voti della Lega

Montecitorio "condanna" Papa, il Senato difende le istituzioni

20 Luglio 2011 -

La Camera ha detto sì all'arresto del parlamentare del Pdl Alfonso Papa,  accusato di corruzione  e concussione dalla procura di Napoli. Al Senato, invece, è stata negata l’autorizzazione a procedere nei confronti parlamentare del Gruppo misto (ex Pd) Alberto Tedesco per il quale la procura di Bari chiedeva gli arresti domiciliari.

 

Via libera da Montecitorio. Napolitano firma

La manovra è legge, il governo incassa la maggioranza assoluta

15 Luglio 2011 -

Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sulle manovre di Palazzo e su quelle di certa stampa internazionale contro l’Italia e il governo Berlusconi, ora c’è la conferma. Il ‘disegno’ lo svela il Financial Times che da Londra dice cosa ci serve per riacquistare credibilità sulle scena estera. Non la manovra, l’unica cosa  “idealmente, potrebbe essere la rimozione di Silvio Berlusconi, primo ministro, e la sostituzione del suo esecutivo con un governo di tecnocrati”. E voilà. Più o meno gli stessi concetti argomentati a Montecitorio da Bersani, Di Pietro e Casini prima del via libera definitivo della Camera alla manovra (314 sì e 280 no) finanziaria.

Sì della Giunta all’arresto

Caso Papa, il Cav: impedire il clima di Tangentopoli

15 Luglio 2011 -

Silvio Berlusconi torna a parlare. Lo fa coi suoi alla Camera e il suo è un monito a non permettere che torni il clima di Tangentopoli. Tra spinte giustizialiste e manovre di palazzo per buttare giù un governo democraticamente eletto, si è a un passo da quel clima. Una direzione pericolosa, perché i processi non si fanno in Aula ma in Tribunale e avanti di questo passo si finisce per delegittimare preventivamente e pregiudizialmente l’intera classe politica e la politica in sé. Il che non vuol dire impunità ma fermezza nell’evitare una deriva antidemocratica. E questo vale per il Pdl Alfonso Papa per il quale ieri la Giunta ha votato sì all'arresto e per il Pd Alberto Tedesco.

In attesa dell'approvazione definitiva del Senato

Sul biotestamento si combatte una battaglia di civiltà in nome di valori condivisi

14 Luglio 2011 -

La legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento approvata ieri alla Camera ci racconta molto di questo paese. Ci dice che ancora esiste un insieme di valori condivisi da difendere, che in nome di quei valori si è contro l’eutanasia e a favore della vita, contro l’accanimento terapeutico, ma anche contro l’abbandono di un paziente fortemente handicappato e soprattutto che non si può accettare che uno Stato, attraverso il suo sistema sanitario, si spenda per la morte e non per la cura dei propri cittadini.

L'uovo di giornata

Giovani finiani lasciano Fini per non finire dipietrizzati

13 Luglio 2011 -

Non ti curar di loro ma guarda e passa. E’ un Fini che non ti aspetti, oppure è fin troppo prevedibile nel nuovo abito politico griffato “anti-Cav”. Un Fini in versione Virgilio che guida i suoi, o quello che ne resta, lungo la ‘traversata nel deserto’. E a quanti, dei suoi, finora si sono fermati per strada, scegliendo percorsi alternativi alle strambate di Bocchino e Granata, il capo ha solo da dire: “Non ti curar di loro ma guarda e passa…”.  E’ stato così, seguendo l’ordine temporale degli accadimenti, per l’addio a Fli di Urso e Ronchi liquidato da Bocchino come una “non-notizia”. Accade oggi per i sette dirigenti del movimento giovanile di Generazione Futuro che hanno abbandonato la nave finiana perché la rotta punta dritta verso Di Pietro&C. Ma anche in questo caso l'affaire viene derubricato al rango di "non-notizia".

 

Figuraccia parlamentare

Maggioranza battuta per due volte alla Camera: colpa solo di San Pietro e Paolo?

30 Giugno 2011 -

Ci risiamo. Maggioranza battuta alla Camera, due volte. Scranni vuoti, deputati-fantasma. E’ il solito balletto a neanche una settimana dalla verifica parlamentare. L’ennesima brutta figura. I ‘defilatos’ sono in gran parte del centrodestra: ventisette assenti ingiustificati nel Pdl, sei tra i Responsabili, due nel settore Lega. Il Cav. va su tutte le furie, si precipita alla Camera per capire che sta accadendo. Semplice: è San Pietro e Paolo e a Roma si fa festa.  

Il premier passa anche alla Camera

Il rebus di Bossi stretto tra la base inquieta, la guerra tra delfini e il patto col Cav.

22 Giugno 2011 -

A questa maggioranza e a questo governo non c’è alternativa.  Lo dicono i numeri dell’Aula, la fiducia sul decreto sviluppo e il fatto che le opposizioni ieri non hanno forzato per il voto alla verifica parlamentare. Sarebbe stato un altro boomerang. A Montecitorio Silvio Berlusconi incassa l’ennesima conferma, adesso servono i fatti. A questa maggioranza e a questo governo non c’è alternativa. Vale per Bersani&C. ma vale soprattutto per Bossi, specie dopo Pontida.

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